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Il benessere prima di tutto!


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Proteggiamoci dai raggi UV.

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I raggi UV sono dannosi per la pelle e per gli occhi?

Il sole fa molto bene alla pelle, poiché, tra i vari benfici, stimola la produzione di vitamina D.

Nonostante ciò, è sempre meglio non esagerare con l’esposizione ai raggi solari, perché si favorisce l’invecchiamento della pelle e degli occhi.

Chi lavora all’aperto e chi guida in macchina per molte ore è maggiormente soggetto all’influenza dei raggi UV, i quali non sempre sono percettibili, quindi in quel preciso istante non ci si accorge del grande danno che possono fare.

Sappiamo che esistono differenti tipologie di raggi UV, ma in questo articolo non entrerò in questi dettagli.

A seconda del tempo, che sia nuvoloso o completamente soleggiato, bisogna utilizzare gli occhiali da sole, che non sono unicamente un accessorio di moda ma hanno una funzione molto più importante nella protezione dei nostri occhi. Allo stesso modo sono importanti le creme ad alta protezione per evitare la degenerazione della pelle.

In spiaggia, la maggior parte delle persone, soprattutto donne, per ottenere un’abbronzatura più intensa utilizzano oli super abbronzanti che in realtà, oltre a rovinare la pelle privandola della dovuta protezione, fanno anche in modo che l’abbronzatura duri meno a lungo.

Recentemente è stata condotta una ricerca i cui risultati portano a un invito a portare gli occhiali da sole, soprattutto per chi guida tante ore in auto e rischia la formazione della cataratta.

Da questo studio si è scoperto che cataratta e tumori alla pelle li prende maggiormente chi guida.

Questo studio è stato condotto a Beverly Hills in cui sono state testate 29 auto di diverse case automobilistiche prodotte tra il 1990 e il  2014.

Il parabrezza nel 96% dei casi si è dimostrato in grado di fermare i raggi UV di tipo A.

I finestrini molto meno efficienti con percentuali che vanno dal 44% al 96%.

Non importa se l’auto sia economica o super costosa, perché in entrambi i casi i finestrini sono risultati funzionalmente uguali in tutte le tipologie di auto

In Italia negli ultimi 30 anni le persone colpite da malattie della pelle e degli occhi,sono aumentate oltre 100.000 persone colpite e 10.000 casi nuovi ogni anno.

Proteggiamo la pelle e i nostri occhi, per garantirne la salute futura.

Per saperne di più guarda questo video:


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giulia._.spano@live.it

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Farina integrale: quale scegliere?

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La farina integrale contiene tutte le proprietà nutritive del chicco del grano, delle quali viene privata durante la sua raffinazione in farina bianca.

Nonostante la farina integrale sia quella da privilegiare, bisogna stare molto attenti a quale tipologia si acquista al supermercato.

Infatti, la farina integrale da privilegiare è principalmente quella biologica, poiché priva di pesticidi e costituita di vera farina integrale. Ovviamente, anche qui bisogna privilegiare la pasta con trafilatura al bronzo, perché anche molte farine biologiche sono raffinate eccessivamente.

Perché parlo di vera farina integrale?

Esiste anche una falsa farina integrale?

Ebbene si!

Sul mercato troviamo molti prodotti che si spacciano per vero integrale, ma in realtà sono come accennato poco fa, farine senza alcuna proprietà nutritiva, poiché raffinate eccessivamente e l’azienda, per ingannare il cliente, mischia la crusca (scarti) in modo tale da farla sembrare integrale. In realtà così facendo il prodotto diventa ancor più pericoloso di prima.

Tutto questi prodotti privi di sostanze nutritive sono garantiti dalla legge 187 del 09 febbraio 2001.

Secondo questa legge un prodotto di può definire integrale quando il suo tasso di minerali è compreso tra l’1,30% e l’1,70% su 100 parti di sostanza secca.

Non valutano, perciò, due fattori fondamentali delle farine integrali:

  • l’indice glicemico che nelle vere farine integrali è molto basso;
  • metodo di lavorazione che non è basato sull’utilizzo di macchinari che eliminano ogni proprietà nutritiva dell’alimento.

La farina raffinata, aumenta il rischio di insorgenza di diabete, malattie vascolari e oncologiche.

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Come riconoscere le INTOLLERANZE ALIMENTARI!

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Prima di iniziare a parlare nel dettaglio delle intolleranze alimentari è doveroso distinguerle dalle allergie: le intolleranze alimentari, infatti, non scattano per un meccanismo di difesa immunitario e inoltre l’intolleranza dipende anche dalla quantità di alimento ingerito.

Non bisogna confonderle neanche con quelle che possono essere le patologie dell’apparato gastro-intestinale, poiché possono essere facilmente scambiate con l’intolleranza alimentare, quando in realtà si tratta proprio di una specifica malattia.

Le intolleranze alimentari si dividono in:

  • dipendenti da difetti enzimatici;
  • dipendenti da sostanze farmacologicamente attive;
  • dipendenti da elementi sconosciuti, derivanti da additivi alimentari.

Quali sono le intolleranze più diffuse?

-L’intolleranza al lattosio è la più diffusa in assoluto. L’uomo non possiede l’enzima lattasi, che consente di digerire il lattosio scindendolo in glucosio e galattosio.

Questo tipo di intolleranza è presente nel 3-5% dei bambini di età inferiore ai 5 anni, ma si presenta anche in età adulta. Nel periodo  dell’allattamento il bambino ha questa intolleranza, che si presenta in forma secondaria ad altre malattie dell’apparato gastrointestinale (flatulenza, diarrea, dolori addominali).

Nell’età adulta possono esserci diverse variazioni di alimentazione, che comportano una produzione sempre più bassa di lattasi. In questo modo, a seconda della quantità di lattosio ingerita, si possono verificare delle intolleranze;

L’intolleranza farmacologica è determinata dal fatto che all’interno di alcuni alimenti troviamo delle sostanze che sono state utilizzate in farmacia per produrre determinati medicinali. Una di queste sostanze è l’istamina (possiamo ritrovarla nel vino, nel formaggio stagionato, negli spinaci ecc.). Altre sostanze che possono causare intolleranze dal punto di vista farmacologico sono il caffeina, l’alcool, solanina e così via;

Intolleranze dovute a meccanismi non conosciuti, o sostanze denominate ”additivi alimentari” come i benzoati, i nitriti e così via;

Intolleranze dovute a disordini gastrointestinali, legate a una funzione immunitaria del nostro corpo (ad es. la celiachia).

In conclusione, nel caso in cui si verifichino reazioni di intolleranza verso un dato alimento, è necessario recarsi a fare le analisi, al fine di riconoscerne la causa e prevenire questi sintomi che possono provocarci

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                                                                                     Dott.ssa Giulia Spano

                                                                                 (Scienze delle attività motorie e sportive)


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I ”vizi” del portamento.

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L’essere umano è l’unico essere vivente che cammina in posizione eretta e la nostra colonna vertebrale ci permette di poter mantenere questa posizione tramite le sue curve fisiologiche, che attraverso anche ai nostri muscoli, ci garantisce equilibrio.

Nel caso in cui questa struttura venga intaccata in qualche modo, possono verificarsi diverse conseguenze.

Il vizio nel portamento si genera quando un individuo mantiene posizioni non consone al nostro assetto corporeo. Quando il vizio può essere corretto dalla persona, si parla di paramorfismo, mentre se non è possibile una sua correzione per via di una modificazione della sua struttura anatomica, si parla di dismorfismo. Questo perchè le strutture scheletriche sono state intaccate e dunque anche se ci mettiamo in altre posizioni non si allinea nel modo corretto.

Parlando di paramorfismo, esso viene generato da:

  • non svolgere attività fisica;
  • assumere posizioni scorrette;
  • stare troppo tempo seduti in posizioni non adeguate;

Quali problematiche ne derivano?

Debolezza e rigidità muscolare sono le prime conseguenze che ne derivano.

I principali paramorfismi della colonna vertebrale riguardano sono i seguenti:

  • il portamento rilassato: tipico difetto che fa parte dell’età evolutiva dovuto a un tono muscolare troppo basso;
  • atteggiamento lordotico: accentuazione curva lombare nella sua convessità anteriore;
  • atteggiamento cifotico: aumento della curva dorsale a convessità posteriore;
  • atteggiamento scoliotico: deviazione laterale della colonna vertebrale senza rotazione dei dischi, altrimenti si parlerebbe di scoliosi vera e propria.

Le possibili cause sono:

  • assunzione di posizioni scorrette a lunga durata;
  • accorciamento dell’arto inferiore;
  • insufficiente pratica motoria.

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                                                                                     Dott.ssa Giulia Spano

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Il caffè fa bene alla salute?

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In Italia, l’espresso è un ‘must have’, da prendere appena svegli, dopo pranzo o semplicemente come bevanda per eccellenza durante un incontro tra amici.

Spesso ciò che ci spinge ad assumerlo è solamente un gesto automatico e non un suo reale bisogno funzionale.

Chi legge questo articolo e si ritrova nelle mie parole, dovrebbe domandarsi se è davvero indispensabile essere totalmente dipendenti da una sostanza che in realtà non ci serve assolutamente.

Parliamo dunque delle proprietà del caffè e della differenza tra il caffè trattato e il caffè verde che invece è il più naturale.

Cosa succede se beviamo il caffè a stomaco vuoto?

La prima cosa da conoscere è che bere il caffè appena svegli, a stomaco vuoto, magari anche seguito da una bella sigaretta, causa acidità al pH dello stomaco e ciò comporta bruciori, ulcera, gastriti ecc.

Molti possono allora optare per il cappuccino, ma esso non blocca questo fenomeno di acidificazione,che il caffè comporta.

Come consumare il caffè?

Per chi vuole assumere caffè si consiglia di mangiare un alimento solido in modo tale da creare una situazione più basica, oppure bisogna bere tanta acqua per diluirlo e di conseguenza l’azione si indebolisce.

Comunque sia tutte le persone che soffrono di disturbi gastro esofagei, devono evitarne l’assunzione per non avere un peggioramento della loro condizione.

Quali sono le proprietà del caffè?

Il caffè è ricco di sostanze che non si limitano solo alla caffeina, ma agiscono anche a livello genetico. Essendo un alcaloide può penetrare all’interno delle nostre cellule e partecipare al processo di trascrizione del DNA.

Partecipa alla formazione del nostro corredo genetico!!!

Quali sono le diverse tipologie di caffè?

Possiamo distinguere il caffè in qualità robusta, arabica e differenziarlo in caffè verde e nero.

La qualità arabica possiede meno caffeina rispetto a quella robusta.

Il caffè contiene lipidi, proteine, carboidrati, sali minerali e sostanze in grado di agire sul corredo genetico.

Qual è la differenza tra caffè nero e caffè verde?

Il chicco di caffè tostato viene sottoposto ad altissime temperature perdendo i principi nutritivi. SI formano oltretutto le proteine glicate o melanoidine che non fanno per niente bene alla salute. Il colore nero è dato da esse.

Le proteine glicate danneggiano intestino e tessuti connettivi. Per questo bisogna evitare il caffè nero e prediligere il caffè verde che è molto benefico.

Il nostro corpo non riesce a distruggere le melanoidine e dunque agisce sul nostro corpo causandoci grandi danni.

Se proprio si deve assumere, si consiglia di berne massimo 5 tazzine al giorno.

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L’alimentazione squilibrata causa tumori.

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Recentemente è stato diagnosticato, che il 30% dei cancri che si manifestano è derivante da un’alimentazione squilibrata.

Lo stile di vita perfetto per vivere in piena salute, infatti, è basato sul seguire un’alimentazione sana, fare attività fisica e vivere a pieno riducendo al limite gli stress della quotidianità.

Non molto tempo fa, a Milano, c’è stato un congresso al quale hanno partecipato medici esperti nel settore, ed hanno affermato che mangiare troppi cibi ricchi di grassi, soprattutto saturi, e mangiare poca frutta e verdura provoca un rischio di tumori pari a quello provocato dal fumo di sigaretta.

Le mioplasie più frequenti derivanti da una dieta errata, interessano i seguenti settori:

  • La mammella;
  • il colon retto;
  • ovaie;
  • rene;
  • cervice;
  • utero.

Quello che dovrebbe ancor più suscitare perplessità è che l’Italia è la madrepatria della dieta mediterranea, ricca di carboidrati, grassi buoni (OMEGA3 – OMEGA6), carni magre, frutta verdura. Nonostante ciò, siamo al primo posto di obesità infantile. Un 12% dei bambini sono obesi.

Il personale che lavora nell’ambito della salute e benessere: laureati in scienze motorie, nutrizionisti, medici ecc. cerca in ogni modo di promuovere la prevenzione.

Infatti, se lo stile di vita degenera in malattie cronico degenerative, curarle è molto più difficile che prevenirle.

Perché provocarci da soli la malattia se basta così poco per stare bene?

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La Dieta Gluten Free fa DIMAGRIRE?

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La dieta Gluten Free è un regime alimentare che sta spopolando negli ultimi anni.

Il principio sul quale si basa è che togliendo il glutine dalla dieta, si dimagrisce molto più velocemente. Conseguentemente a tale affermazione, le persone iniziano a riempire sempre di più i loro carrelli con prodotti senza glutine, i quali dovrebbero essere destinati principalmente a chi ha veramente un’intolleranza al glutine.

Sul mercato spopolano non solo prodotti alimentari, ma persino quelli dedicati all’igiene personale (dentifrici ecc.) con la scritta gluten free.

Questa moda, però è dedicata a chi può permettersi di spendere veramente molti soldi, perché mentre per i celiaci i fondi vengono dati dallo Stato, chi crede a questa nuova moda, li spende tutti di tasca propria.

I prodotti senza glutine, infatti, costano circa 5 volte di più rispetto al resto dei prodotti sul mercato.

Sui social si fa sempre più forte la voce di dietologi e nutrizionisti che smentiscono tale dieta, ma i mass media vincono sempre.

Il potere utilizzato dalle industrie, che manipolano i nostri pensieri attraverso la pubblicità, riesce sempre a conquistare le masse, che affidano i loro sogni e desideri a queste false promesse.

Seguire un’alimentazione senza glutine fa ingrassare, perché si elimina un apporto fondamentale di carboidrati dalla dieta. Questo significa che per poter recuperare quelle sostanze nutritive essenziali alla salute, è necessario recuperarle con i grassi.

In Italia ci sono 170.000 celiaci che acquistano questi prodotti adeguati alla loro necessità.

Però ci sono 2 milioni di famiglie che acquistano prodotti senza glutine.

Il glutine è dannoso unicamente per celiaci e ipersensibili che costituiscono l’1% della popolazione.

Un percorso importante come quello del dimagramento, necessita della guida di persone competenti e laureate nel settore. Dietologi, nutrizionisti, laureati in scienze motorie, sono i professionisti perfetti a cui affidare la propria salute.

Piuttosto che spendere un patrimonio in alimenti a dir poco inutili, ritengo più consono investirli per farsi stilare una dieta e un allenamento personalizzati, in base alle specifiche esigenze dell’individuo in questione.

Per perdere peso bisogna faticare e seguire uno stile di vita sano per tutto l’anno.

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