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GLI INGREDIENTI CON CUI LE INDUSTRIE CI STANNO UCCIDENDO! (PARTE 2)!

 

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Vi riassumo i punti chiave al fine di poter decifrare al meglio le etichette e poter ridurre per quanto possibile, le sostanze dannose che ogni giorno ingeriamo senza esserne a conoscenza e dunque ignari dei gravissimi danni che ci apportano.

1- Come primo punto ci tengo a ricordare che le etichette indicano i prodotti in ordine quantitativo, ovvero i primi ingredienti citati (generalmente i primi tre) sono il prodotto stesso, mentre mano a mano che scendiamo di classifica, gli ingredienti utilizzati sono presenti in piccolissime percentuali. Possiamo trovare ad esempio, una etichetta dove i primi ingredienti sono lo zucchero semolato e l’olio di palma ( entrambi dannosissimi alla salute) e ci lasciamo ingannare dal fatto che leggiamo nomi di erbe essenziali, le quali in realtà sono presenti in quantità talmente piccole che è come se non ci fossero.

2- Quando un elenco è costituito da nomi strani da pronunciare e molto lunghi, è molto probabile che si tratti di elementi altamente tossici. Cerchiamo sempre e solo di mangiare ingredienti che conosciamo.

3- La legge dell’aprile 2014, obbliga a inserire nello specifico gli oli vegetali che vengono utilizzati nella produzione, ma non costringe a segnalare tantissimi ingredienti tossici nonché inquinanti chimici. Questo comporta l’omissione dalla nostra ”lista di fiducia” di pesticidi, solventi, acrilamidi, PFOA (Acido di Perfluorooctanoic), perclorati (combustibili per razzi) e altri tossici chimici. L’unico modo per evitarli è affidarci a prodotti biologici o per lo meno a prodotti che non sono stati sottoposti a complessi processi di produzione.

4- Le parole come ”germogliato” e ”naturale” sono indice di prodotti sani, poiché meno trattati.

5- La farina è sana solo se si tratta di farina a chicco intero.

6- Lo zucchero di canna deve essere grezzo, altrimenti si tratta di zucchero semolato colorato di giallo solo per ingannarci.

7- Attenzione all’inganno delle piccole porzioni. I produttori alimentari usano questo trucco per ridurre il numero di calorie, grammi di zucchero o grammi di acidi grassi che i consumatori credono siano contenuti nei prodotti. Molte porzioni sono arbitrarie e non hanno un fondamento reale.

Ho trovato sul seguente sito ( http://ambientebio.it/i-10-ingredienti-piu-tossici-presenti-nel-settore-alimentare/ ) un articolo molto interessante che riassume gli ingredienti più tossici del settore alimentare. Vi consiglio di stamparvi questa lista e tenerla sempre con voi quando fate la vostra spesa.

”Per la durata e la conservazione dei cibi industriali generalmente vengono utilizzati conservanti e agenti sintetici per ritardare e inibire, appunto, la crescita di funghi e muffe. Queste sostanze però una volta liberate nel corpo privano di ossigeno le cellule rubandone le sostanze nutritive e creando un ambiente favorevole per le malattie. Continui sono gli studi che vengono effettuati a riguardo di questi argomenti.

I 10 ingredienti più tossici presenti nel settore alimentare sono:

Sodio benzoato (E211)
Questo assassino furtivo si trova in quasi tutti i vasi e bottiglie, come condimento per l’insalata, sottaceti, salse, maionese, quasi tutte le bevande analcoliche e succhi di frutta, e anche in prodotti alimentari etichettati come “naturali”. Secondo uno studio del professor Peter Piper, del dipartimento di biologia molecolare e biotecnologie dell’Università di Sheffield, il sodio benzoato testato su cellule vive di lieviti distrugge aree del DNA nelle stazioni energetiche cellulari, i mitocondri.
Olio di canola
Questo olio è di derivazione vegetale ed è presente in più del 30% di tutti i prodotti. Olio di canola è in realtà una selezione dell’olio di colza e può causare enfisema e insufficienza respiratoria, che alla fine portano al cancro. L’olio di colza è inadatto all’uso alimentare a causa dell’alta concentrazione di acido erucico, che per la sua tossicità è fortemente limitato per legge, con un limite massimo tollerato del 5% nei grassi alimentari (legge comunitaria in vigore dal 1º luglio 1979, Direttiva 76/621/CEE, del 20 luglio 1976). Essendo però un olio estremamente economico, in Italia è attualmente utilizzato dalla ristorazione commerciale.
Glutammato monosodico (MSG)
La FDA permette 20 “pseudo” nomi per esso, tra cui estratto di lievito Ajinomoto autolyzed, Vetsin, MSG, gelatina, caseinato di calcio, proteina vegetale idrolizzata (HVP), proteina testurizzata, glutammato monopotassico, idrolizzato pianta Poteina (PHP) Estratto di lievito, acido glutammico, caseinato di sodio, lievito, proteine vegetali idrolizzate, Senomyx, carragenina, aromi naturali, esaltatore di sapidità, o il numero E620, E621, E622, E623, E624, E625, E627, E631, o E635 per citarne alcuni. Solo perché un prodotto dice “No MSG” non significa che non c’è! Approfondire qui.
Sodio nitrato e nitrito di sodio (nitrosammine)
E ‘usato per fertilizzanti, esplosivi, e come solvente nell’industria della pulizia a secco. Questo ingrediente mantiene le molecole di emoglobina nel sangue di trasportare l’ossigeno ai tessuti del corpo. E ‘considerato un “super-sale” (come glutammato monosodico) aggiunto a cose come hot dog, salsicce e pancetta per aumentare la durata di conservazione, colore e sapore.
Il nitrito di sodio è usato principalmente come conservante alimentare e fissativo del colore nei prodotti a base di carne. Spesso usati in combinazione con altri sali noti nella vulcanizzazione: sali di sodio nitrito e nitrato e potassio (E249). Il suo uso impedisce intossicazione batterica, specialmente botulismo.
Gli studi da parte delle autorità sanitarie degli Stati Uniti alla fine del 1970 hanno dimostrato che l’uso di nitrito di sodio come additivo alimentare provoca il cancro.
Margarina
Il corpo non può integrare gli acidi grassi trans nelle membrane, causando strutture deformative cellulari. Ricchissima di grassi vegetali idrogenati che accelerano l’invecchiamento e degenerano i tessuti.
Antischiuma
(Dimethylpolysiloxane) è una sostanza chimica industriale utilizzata in stucchi e sigillanti. Questo componente è usato soprattutto in fast food bocconcini di pollo e uova. Un derivato del petrolio, viene utilizzato come stabilizzatore in profumi, resine, vernici e prodotti chimici collegato ai tumori gastrici e danni al DNA.
Antiagglomeranti
I prodotti chimici che assorbono l’umidità. Questi vengono aggiunti al sale da tavola prodotti e alimenti in polvere. Essi sono spesso composti di fosfato, carbonato, silicato e ossido di composti contenenti alluminio. L’ alluminio è collegato alla malattia di Alzheimer ed è utilizzato anche nel vaccino contro l’influenza.
Colori artificiali
Petrolchimica olio sintetico, antigelo e ammoniaca. E’ vietato nei cosmetici, ma ancora consentito negli alimenti. Indebolisce il sistema immunitario. Causa di tumori della vescica e testicoli.
Emulsionanti
Carragenina, polisorbato 80 e oli vegetali bromurati (OLS). Di solito si trova nel latte al cioccolato, formaggio, gelato, latte in polvere e gelatina. La BVO rimane per anni nel corpo. Polisorbato 80 è anche in molti vaccini.
Dolcificanti artificiali
Aspartame, acesulfame K, sucralosio, sorbitolo, Truvia, e, naturalmente, saccarina. A causa del suo gusto dolce, questi dolcificanti chimici ingannano il corpo e producono dipendenza per lunghi periodi di tempo.”

Spero di esservi stata utile. Ricordatevi che siamo noi che contiamo. La nostra vita è l’unica cosa che conta, dunque cerchiamo di non buttarla via vivendo nell’ignoranza.

 

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GLI INGREDIENTI CON CUI LE INDUSTRIE CI STANNO UCCIDENDO! (PARTE 1)

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Ogni giorno nel nostro percorso di vita ci capita di andare incontro a delle scelte importanti: sta a noi decidere se evitare di conoscere la realtà in cui viviamo e continuare a vivere nell’ignoranza, facendoci schiavizzare e manipolare, giorno dopo giorno, come delle semplici pedine, oppure prendere coscienza di chi siamo e di cosa è meglio per le nostre vite e per quelle di chi amiamo.

Il mondo è così sporco ormai, privo di genuinità e ricco di inganni, ma la colpa dobbiamo darla soltanto a noi stessi.

Abbiamo svenduto la nostra essenza senza soffermarci neanche per un secondo.

Abbiamo perso di vista i nostri valori, i prodotti ricchi di salute che tantissimi secoli fa la nostra terra stessa ci offriva, senza farci mancare niente.

Tutto questo non è bastato alla natura umana, che sempre più avidamente si è fatta abbindolare da ogni piccola scoperta che faceva nel corso della nostra storia, desiderando sempre più potere e ricchezza: siamo arrivati al punto in cui il progresso è diventato la nostra più grande degenerazione.

Abbiamo buttato al vento la vera ricchezza per dare valore a dei semplici fogli di carta che chiamiamo soldi, quando in realtà potevamo avere tutto senza farci mancare niente nella nostra vita.

Potevamo avere alimenti a volontà, potevamo spostarci in giro per il mondo senza barriere, conoscere nuove culture, imparare gli uni dagli altri e vivere in un mondo senza violenza, senza sete per il guadagno, senza povertà, senza inganni. Ognuno avrebbe portato il suo piccolo contributo nel nostro bellissimo pianeta, poiché il resto come vi ho detto all’inizio, l’avrebbe fatto la natura stessa.

Le malattie di cui tanto parliamo al giorno d’oggi, sono state generate dall’uomo stesso, con tutti gli esperimenti che per secoli hanno rovinato l’ecosistema.

Per quale motivo poi? per avere un territorio più vasto tutto per se? per prevalere gli uni sugli altri? Da cosa sarà mai nata tutta questa avarizia?

Per ora posso solo dirvi, che la situazione in cui viviamo non è per niente facile ed è inutile che evitiamo di parlarne: meno si parla e più si alimentano le ricchezze di chi ci domina e monopolizza le nostre vite, senza che noi ci rendiamo conto.

Il mio articolo però partendo da questa piccola premessa personale, deve esporvi uno degli effetti che questo scenario ingannevole ha creato nell’industria alimentare.

Come ben sapete dai miei articoli precedenti o dai miei video su youtube ( 

 ), non sono per niente a favore delle multinazionali, perché a mio parere sono esse stesse la causa più grande del nostro malessere.

Questo perché offrendoci alimenti, i cui ingredienti sono per la maggior parte (per no dire completamente) nocivi, ci uccidono lentamente provocandoci a lungo andare l’insorgere di malattie molto gravi.

Avete mai pensato al fatto che quando introduciamo un corpo estraneo nel nostro organismo, ci facciamo del male? Sareste mai capaci di bervi la candeggina? Io credo proprio di no, vero? Beh sappiate che molti alimenti che mangiamo ogni giorno, contengono ingredienti che a lungo andare ci provocano dei malesseri pari a quelli che ci provocherebbe bere la candeggina, se non peggio.

I tumori nascono da delle modificazioni del nostro genoma, e questo cambiamento è sollecitato da sostanze non identificate che a lungo andare possono uccidere le nostre povere cellule, che non sempre possono resistere agli attacchi dei patogeni.

Impariamo dunque a riconoscere gli inganni delle industrie e a prevenire, per quanto ci è ormai possibile al giorno d’oggi, eventuali danni futuri. Lo so che ormai tutto è contaminato e non possiamo farci niente, ma è anche vero che restando inerti, accettando la realtà in cui viviamo, non cambieremo mai questa situazione.

E chi è che ancora una volta ci guadagna?

Le multinazionali che alle nostre spalle se la ridono con mallopponi di denaro.

L’elenco degli ingredienti mostrato in ogni prodotto, dovrebbe dirci con molta chiarezza quali sono gli ingredienti utilizzarli nella produzione. In realtà, gli industriali non vogliono assolutamente che noi conosciamo le schifezze che ci fanno mangiare, e cercano di ingannarci con tanti stratagemmi che ci confondono data la nostra ignoranza in materia.

Vediamo di che inganni si tratta:

1) Uno dei trucchi più comuni è quello di citare lo zucchero, sotto forma dei suoi costituenti, ovvero saccarosio, fruttosio, sciroppo di cereali, sciroppo di grano, zucchero di canna non raffinato, destrosio e altri zuccheri. Questo al fine di fare in modo che lo zucchero non compaia tra i primi tre ingredienti della lista ( che sappiamo essere quelli che compongono quasi totalmente il prodotto) e che appaia dunque sparso e innocuo ai nostri occhi.

2) Un altro trucchetto è quello di mettere alla fine dell’etichetta ingredienti sani come erbe speciali, ma che in realtà sono presenti in quantità talmente esigue da non apportare alcun beneficio, ma con l’unico fine di farci credere che stiamo mangiando un alimento sano. Ad esempio la spirulina è uno di quegli ingredienti molto utilizzati per trarre in inganno.

3) Un altro fastidiosissimo trucco è quello di usare nomignoli strani o troppo lunghi per nascondere l’ingrediente nocivo: alcuni esempi sono il nitrito di sodio (conservante E250, il quale causa cancro al pancreas, cervello, colon e tantissimi altri tipi di cancro); Il carminio è un altro colorante usato soprattutto per gli yogurt alla fragola, per via della sua colorazione rossastra, non è altro che carcassa si scarafaggi rossi della cocciniglia; estratto di lievito, allo stesso tempo sembra essere un ingrediente puro ma in realtà è il pericolosissimo glutammato monosodico (MSG il quale è un esaltatore chimico di sapore, per dare gusto ai cibi eccessivamente elaborati), il quale le aziende non hanno l’obbligo legale di inserire nelle etichette, così come tantissimi altri ingredienti nocivi.

Praticamente tutti gli ingredienti idrolizzati contengono alcune quantità di glutammato monosodico nascosto.

4) Non lasciarsi ingannare dal nome del prodotto. Spesso infatti le aziende chiamano un prodotto col nome di un alimento sano, ma in realtà se guardi gli ingredienti, proprio quell’alimento di cui porta il nome non è presente se non in minima traccia. Ciò che ci viene invece offerto è del veleno dolcificante.

I nomi dei cibi possono includere parole che descrivono elementi non presenti nel prodotto. Un cracker al formaggio, per esempio, non deve necessariamente contenere formaggio. Qualcosa di “cremoso” non deve contenere la crema. Un prodotto alla frutta, non ha bisogno di contenere nemmeno una singola molecola di frutta. Non lasciarti ingannare dai nomi dei prodotti stampati sulla confezione. Questi nomi sono ideati per vendere i prodotti, non per descrivere gli ingredienti contenuti in essi.

5) La lista degli ingredienti non include gli inquinanti: non esiste l’obbligo di includere nello elenco degli ingredienti i nomi di inquinanti chimici, metalli pesanti, bisphenol-A, PCBs (bifenile policlorurato), perclorato o altre sostanze tossiche già reperite negli alimenti. Come risultato abbiamo che le liste degli ingredienti non elencano realmente tutto il contenuto degli alimenti, ma solo ciò che di cui produttori vogliono che tu sia informato.

Le aziende, prima della recente legge che obbliga a dover indicare la maggior parte degli ingredienti utilizzati come i grassi vegetali nello specifico, non voleva citarne neanche uno con la scusa che fossero di proprietà riservata, e che svelando i segreti della loro produzione avrebbero distrutto i loro affari.

6) Amidi modificati: L’amido idrossipropilato è formato dalla reazione dell’amido con l’ossido di propilene. Il fosfato è ottenuto trattando l’amido idrossipropilato con acido fosforico. L’amido viene parzialmente degradato o fosforilato. Gli amidi modificati sono additivi alimentari dei quali, secondo la normativa europea, non è necessario indicare il nome o il numero CEE sull’etichetta dei prodotti alimentari a cui sono addizionati, ma è sufficiente la dicitura «amidi modificati». Quindi difficilmente trovere indicazioni diverse sulle confezioni. Li elenchiamo perchè comunque riportati sulla Gazzetta Ufficiale (1404-1450).Hanno un impiego maggiore ed un’azione più efficace dell’amido naturale, proprio perchè sono stati modificati chimicamente o fisicamente allo scopo di tollerare i processi di lavorazione. Gli amidi modificati si ottengono da amidi alimentari mediante: uno o più trattamenti chimici, introducendo nella molecola gruppi come l’acetato, l’idrossipropile e l’adipato; trattamento fisico per azione del calore, per azione meccanica o per frazionamento; trattamento enzimatico con idrolisi parziale ed aumento della solubilità in acqua. Possono inoltre essere fluidificati per trattamento acido o alcalino e sbiancati.

Nella preparazione i residui chimici che derivano dalla reazione vengono quasi completamente allontanati in quanto dotati di una certa tossicità.

Questi prodotti vengono utilizzati nell’industria alimentare come addensanti, stabilizzanti, gelificanti, leganti ed emulsionanti nelle salse, nei condimenti della carne, nelle zuppe, nei piatti surgelati e nei prodotti di pasticceria. Un’altra forma di trasformazione dell’amido è la “pregelatinizzazione”, che comporta la formazione di gelatina quando si mescola l’amido con acqua fredda, come avviene nei vari dessert istantanei. L’aggettivo modificato non ha nulla a che vedere con “transgenico” o “geneticamente modificato”; semplicemente si riferisce alle trasformazioni fisico/chimiche operate sull’amido nativo.

7) Manipolare la quantità delle porzioni:

Le aziende alimentari hanno capito anche come manipolare il concetto di porzione al fine di far apparire i loro prodotti privi di ingredienti nocivi come gli acidi grassi saturi (o resi tali mediante idrogenatura).
La FDA, ha creato per loro un sotterfugio: è permesso che ogni alimento che contenga meno di 0.5 grammi di acidi grassi per porzione possa essere dichiarato sull’etichetta a contenuto di zero acidi grassi.

La logica della FDA è che 0.5 = 0.

Ma una matematica approssimativa non è il solo trucco giocato per proteggere gli interessi commerciali delle industrie su cui la FDA dovrebbe vigilare.
Sfruttando questo trucchetto dei 0.5 grammi, le aziende riducono arbitrariamente le porzioni dei loro cibi e livelli ridicoli – giusto per tenere gli acidi grassi sotto i 0.5 grammi per porzione. Così loro dichiarano in grande sulla confezione “Zero Acidi Grassi”. In realtà, il prodotto può essere pieno di acidi grassi, ma la porzione è stata ridotta ad un peso appropriato per il nutrimento di uno scoiattolo, non certo di un essere umano.

Questo è solo un esempio di come le industrie sono capaci di manipolare le etichette a loro piacimento.

CONOSCERE PER SCONFIGGERE, DIFFONDIAMO PIÙ CHE POSSIAMO IL NOSTRO SAPERE SULL’ARGOMENTO.

 

NON STANCHIAMOCI MAI DI CONOSCERE CIÒ CHE MANGIAMO, POICHÈ SIAMO FATTI DI CIÒ CHE ASSUMIAMO E IL NOSTRO CORPO NE RISENTE SEMPRE DI PIÙ!

(Fonti: http://www.anticorpi.info/2011/10/gli-ingredienti-sulle-etichette.html)

 


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Lo zucchero semolato.

Buongiorno a tutti cari lettori,

oggi non sono di molte parole…

Ne uso poche ma buone per invitarvi a riflettere su un ”alimento” dannosissimo che la maggior parte di noi ingerisce ogni giorno, sia per dare un senso di dolcezza al caffè, al tè o altre bevande, sia perchè è insito in altri alimenti o bevande che si acquistano nei supermercati.

PROCESSO DI FORMAZIONE E LAVORAZIONE DELLO ZUCCHERO SEMOLATO:

– Riscaldato s temperature altissime;

– depurato con l’utilizzo del corrosivo latte di calce, al fine di eliminarne l’acidità;

– depurato con la velenosa CO2 per eliminare i residui di calce;

– depurato con l’acido solforico (molto velenoso) al fine di eliminare il colore scuro dello zucchero che non attira i compratori;

– filtraggio per mezzo del carbonio delle ossa animali al fine di sbiancare ulteriormente, poiché l’uomo è attratto dal bianco perfetto;

– trattato con il blu idantrene, il quale deriva dal cancerogeno catrame, al fine di eliminare gli ultimi residui antiestetici giallognoli del prodotto.

PRODOTTO FINALE:

Una sostanza non nutritiva, privata dei suoi naturali costituenti, che uccide l’uomo.

WithLOveGIulietta ❤