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Obesità: i benefici dell’attività fisica!

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Ormai è risaputo che l’obesità è portatrice di molte malattie e che quindi i soggetti che sono in stato di sovrappeso ma soprattutto obesità, sono più inclini a sviluppare una moltitudine di patologie.

In alcuni casi viene ipotizzato un rapporto di causa-effetto, come nel caso delle patologie causate a livello dell’apparato osteoarticolare, mentre in alcuni casi come nelle dislipidemie il rapporto è in concomitanza.

Inoltre, l’obesità è in grado di aggravare il decorso di moltissime malattie. Quindi se un soggetto per genetica è portatore di una data malattia e conduce uno stile di vita che comporta lo stato di obesità, la malattia in questione peggiora.

Possiamo raggruppare in 4 tipologie le complicanze dell’obesità:

  • Metaboliche;
  • Meccanica;
  • Psicosociali;
  • Sfera sessuale.

Diversi studi hanno dimostrato che una buona parte dei casi di mortalità sono proprio associati a uno stile di vita sedentario. Questo dovrebbe far riflettere le persone che si trovano in questo stato e dargli input per reagire e cambiare completamente lo stile di vita.

L’attività fisica non va ad agire solo sul dispendio calorico, ma anche sulla sfera psicologica. Praticare attività fisica riduce il rischio di sviluppo di malattie legate al sistema cardiocircolatorio e metabolico.

Per tale motivo lo sport è una vera e propria terapia che permette di evitare gli effetti collaterali dei farmaci.

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Come eliminare il grasso addominale e tonificare la pancia

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E’ radicata, nella mente di molte persone, la falsa credenza che per perdere del grasso addominale sia necessario unicamente eseguire dei semplici esercizi di tonificazione.

Sicuramente, questa tipologia di esercizi è essenziale per tonificare e fortificare l’addome, però agendo solo in questo modo si ottiene una parete addominale forte, sotto uno strato di adipe.

Per eliminare l’adipe, soprattutto nella zona addominale, è necessario anche un cambiamento dello stile di vita.

La genetica incide considerevolmente sulla struttura della nostra parete addominale, perché a seconda di quello che è insito nel nostro corredo genetico, si verificano le seguenti casistiche:

  • individui con addome simmetrico o asimmetrico;
  • individui con inserzioni muscolari molto profonde o poco profonde;
  • differenze ormonali;
  • differenze metaboliche;
  • predisposizione ad accumulo di adipe in tale zona.

 

Cosa serve per avere un addome perfetto?

  • Alimentazione sana, pulita e adattata alle specifiche esigenze;
  • Muoversi il più possibile evitando la sedentarietà;
  • Fare attività fisica;
  • Curare la postura;
  • Evitare lo stress;
  • Dormire 7-8 ore a notte.

 

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L’alimentazione squilibrata causa tumori.

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Recentemente è stato diagnosticato, che il 30% dei cancri che si manifestano è derivante da un’alimentazione squilibrata.

Lo stile di vita perfetto per vivere in piena salute, infatti, è basato sul seguire un’alimentazione sana, fare attività fisica e vivere a pieno riducendo al limite gli stress della quotidianità.

Non molto tempo fa, a Milano, c’è stato un congresso al quale hanno partecipato medici esperti nel settore, ed hanno affermato che mangiare troppi cibi ricchi di grassi, soprattutto saturi, e mangiare poca frutta e verdura provoca un rischio di tumori pari a quello provocato dal fumo di sigaretta.

Le mioplasie più frequenti derivanti da una dieta errata, interessano i seguenti settori:

  • La mammella;
  • il colon retto;
  • ovaie;
  • rene;
  • cervice;
  • utero.

Quello che dovrebbe ancor più suscitare perplessità è che l’Italia è la madrepatria della dieta mediterranea, ricca di carboidrati, grassi buoni (OMEGA3 – OMEGA6), carni magre, frutta verdura. Nonostante ciò, siamo al primo posto di obesità infantile. Un 12% dei bambini sono obesi.

Il personale che lavora nell’ambito della salute e benessere: laureati in scienze motorie, nutrizionisti, medici ecc. cerca in ogni modo di promuovere la prevenzione.

Infatti, se lo stile di vita degenera in malattie cronico degenerative, curarle è molto più difficile che prevenirle.

Perché provocarci da soli la malattia se basta così poco per stare bene?

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                                                                                     Dott.ssa Giulia Spano

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Come dimagrire velocemente SENZA STRESS!

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Probabilmente, se sei capitato in questo articolo stai ancora cercando delle soluzioni magiche e veloci che non corrispondano ai concetti di ”alimentazione sana” e ”attività fisica”.

Hai già provato le magiche fasce sciogli grasso, i pantaloni anticellulite, le creme dalle proprietà dimagranti, diete trovate su internet, ti sei messa a stecchetto con la pratica del digiuno o peggio ancora ti sei fatta ingannare e hai speso tanto denaro per le barrette e i frullati che sostituiscono il pasto e ti fanno perdere magicamente peso.

Utilizzando questi stratagemmi però si perde peso in modo del tutto sbagliato e ci si rimette solo in salute. Infatti, tutte le persone che si sono cimentate in questi ”facili percorsi”, magari all’inizio hanno anche perso peso, ma poi?

Hanno ripreso tutti i chili se non di più!

Questo perché offrendo al corpo sostanze che non lo nutrono, costituite da ingredienti poco sani, non si fa che indebolirlo e alla fine (com’è giusto che sia) si ribella trattenendo qualsiasi cosa voi introduciate al suo interno.

In sostanza si attiva il meccanismo di ”risparmio energetico”, dove il metabolismo basale rallenta e le riserve di grasso restano li immobili.

Sai perché tutto questo avviene?

Perché non esiste una pillola magica in grado di modificare tutti i meccanismi energetici che avvengono nel nostro organismo.

Se quello che desideri è un corpo in salute, forte, bello l’unica cosa che devi fare è FATICARE!

Determinazione e costanza sono la formula vincente insieme a una alimentazione sana ed equilibrata e, da non sottovalutare, il grande potere dell’attività fisica!

Cosa aspetti?

Se desideri un cambiamento concreto, non cercare la via facile, ma reagisci e cambia la tua vita in meglio modificando il tuo stile di vita.

Il tuo corpo ti ripagherà!

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L’attività fisica nel paziente diabetico insulino – dipendente (DM1)

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Il diabete mellito 1 è una malattia metabolica, di cui la Sardegna presenta la più alta percentuale al mondo di soggetti affetti. Per questa ragione bisogna prestare particolare attenzione alla cura di tale patologia, attraverso l’esercizio fisico e una dieta equilibrata.

Il DM1 ha come causa il deficit assoluto della secrezione di insulina, poiché attraverso un processo autoimmune, si verifica la distruzione delle cellule produttrici di tale ormone, ovvero le cellule beta delle isole di Langerhans (pancreas).

L’insulina è un ormone peptidico anabolizzante, che tra le varie funzioni, ha quella di ridurre l’eccessiva presenza del glucosio nel circolo sanguigno, favorendone l’utilizzo come fonte energetica prontamente utilizzabile dal nostro organismo.

Infatti, come tutte le altre tipologie di diabete mellito, il DM1 è caratterizzato da iperglicemia, ovvero un eccesso di glucosio nella circolazione sanguigna, derivante in questo caso proprio dall’assenza dell’ormone insulina. I sintomi dell’iperglicemia possono portare a diverse conseguenze tra le quali l’aumento della sete, aumento della urinazione, perdita di peso, aumento dell’appetito e visione offuscata.

Nel caso in cui la patologia non venga tenuta sotto controllo dai soggetti che ne sono affetti, si può andare incontro a problemi di salute acuti, che provocano pericolo immediato per la vita, tra cui la tanto sentita ipoglicemia, o rapido abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue.

La pratica dell’attività fisica di tipo aerobico è parte integrante del trattamento del diabete mellito, perché si è dimostrata in grado di migliorare il compenso glicemico e ridurre tutte le complicanze nei vari organi tra cui reni, occhi, cuore, nervi.

Nel diabete di tipo 1 i vantaggi derivanti dalla pratica sportiva, sono analoghi a quelli dei soggetti sani, ma vi è in più una vantaggiosa sinergia con l’insulina iniettata, migliorandone perciò l’azione all’interno dell’organismo.

La seduta di allenamento dev’essere strutturata in tal modo:

– Fase di riscaldamento caratterizzato da 5-10 minuti di attività a bassa intensità al fine di preparare i muscoli, il cuore e l’intero organismo all’aumento dell’esercizio;

– Fase centrale, caratterizzata dall’attività fisica programmata;

– Fase defaticamento, caratterizzata da 5-10 minuti di attività al fine di riportare l’organismo alla frequenza cardiaca basale.

Che tipo di sport aerobici sono consigliati?

Il punto di riferimento fondamentale dell’esercizio fisico nel diabete mellito tipo 1 è la guida dell‘American Diabetes Association.

Si consigliano tutte le attività aerobiche pure o prevalentemente aerobiche (nuoto, corsa, camminata, danza, ciclismo ecc.)

Bisogna sempre tenere sotto controllo la FC in modo tale da eseguire l’esercizio aerobico ad un’intensità del 40-80% della FC massimale, per circa 30-60 minuti almeno 4 volte a settimana.

Il diabetico di tipo 1 deve prestare particolare attenzione alla glicemia, che dev’essere monitorata prima, durante e dopo l’attività fisica, al fine di non andare incontro all’ipoglicemia.

Questo può avvenire perché il diabetico di tipo 1, non producendo da se l’insulina, è costretto ad assumerla per via esogena (esterna) ed è dunque INSULINO DIPENDENTE, al fine di non andare in chetoacidosi, situazione che porta al coma.

L’insulina (umana o rapida) dev’essere iniettata nel muscolo, meglio se nella regione addominale, qualche ora prima dell’attività fisica e bisogna controllare la glicemia ogni 30 minuti di esercizio intenso, al fine di decidere se assumere o no 15-30 grammi di carboidrati, utili ad alzarle il valore glicemico.

Il rischio di ipoglicemia durante l’attività fisica è possibile ed è per tale motivo importante evitare sport che che richiedono viglilanza e prontezza (vela, immersione ecc).

Si sconsigliano anche gli sports anaerobici, perché con i refrattomeri attuali non è difficile monitorare correttamente la glicemia.

Per ciò che concerne la dieta da seguire, sempre sotto controllo medico, si tratta di una dieta normocalorica con calorie che derivano per il 55-60% dai carboidrati, 10-15% da proteine e 25-30% dai grassi, ricca di fibre e con buona idratazione idrosalina.

Altro fattore importante è quello psicologico, considerando che parliamo di una patologia che spesso non viene accettata da chi ne è affetto, bisogna motivare l’individuo in questione, offrendogli programmi stimolanti, gratificandolo e supportandolo anche attraverso programmi di gruppo, durante i quali può confrontarsi con altre persone che praticano la sua stessa attività.

In particolar modo nei bambini è importante offrire sports alternativi per mantenere il loro livello di adesione all’attività fisica.


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Ruolo dell’esercizio fisico nel ritardo puberale.

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La pubertà ritardata si presenta con la mancata comparsa dei primi segni di sviluppo puberale, che si manifestano prima nel sesso femminile e poi nel sesso maschile.

Tra le principali implicazioni fisiche, possiamo riconoscere una bassa statura, la mancanza dello sviluppo sessuale e una ridotta mineralizzazione ossea. Quest’ultima condizione, può portare a un deficit permanente perché lo sviluppo osseo avviene soprattutto nel periodo adolescenziale.

Oltre ai fattori fisici si verificano, di riflesso, problematiche relazionali con i propri coetanei, genitori e insegnanti, oltre che un conflitto interno nell’essere ”diverso”.

A seconda della causa che ha determinato la condizione di sviluppo ritardato, cambia il tipo di terapia.

Si tratta, spesso, di una condizione spesso nella norma e per tale motivo sta ai genitori o a chi ne fa le veci, insieme al medico, il ruolo di tranquillizzare l’adolescente in questione.

Nonostante il ricevuto supporto morale, il ragazzo o la ragazza può soffrire tantissimo della sua condizione e dunque si possono somministrare steroidi anabolizzanti o testosterone a basse dosi nel maschio ed estrogeni nella femmina per qualche mese, tutto ciò per migliorare la statura in attesa della pubertà.

Se si tratta, invece, di una condizione derivante da uno stato patologico o da uno stato di malnutrizione, la terapia cambia, poiché in questo caso a livello di statura non vi sono variazioni rispetto ai coetanei, ma piuttosto si verifica una condizione di ipogonadismo, che va risolta assumendo ormoni gonadici in relazione alle diverse forme patologiche. Questa terapia non potrà però risolvere una futura condizione di sterilità.

Cosa si consiglia a livello sportivo?

L’esercizio fisico è uno dei cardini fondamentali per garantire un corretto sviluppo del bambino/adolescente, ma dev’essere affidato alla competenza di un istruttore laureato in scienze motorie.

Lo sport è molto importante in età evolutiva, per gli stessi motivi per cui lo è nella vita adulta, ma anche perché nel bambino il corpo ed il movimento sono fonte e mezzo di apprendimento (Piaget, 1936).

Esso può concorrere alla formazione di una personalità armonica ed equilibrata. Pertanto tale motivo bisogna considerare il ragazzo nella sua globalità.

Quindi, lo sport come mezzo educativo, deve essere integrale, rivolto alla corporeità, all’affettività, alla cognitività e alla socialità della persona. Dunque per organizzare l’attività più consona al bambino è necessario tener conto del livello di sviluppo motorio e cognitivo raggiunti e il livello di socializzazione. (G. Palazzolo, I. Sanna)

E’ importante sottolineare che nonostante le energie di cui si dispone nella giovane età, non bisogna mai far praticare sport in grosse quantità, poiché ciò potrebbe compromettere la crescita puberale attraverso vari meccanismi corporei.

Dunque come si può procedere?

  • Affidando la salute del proprio bambino a una persona competente nel settore, ovvero il laureato di scienze motorie, il quale ha studiato per anni in medicina e chirurgia e ha fatto esperienza sul campo durante la carriera universitaria;
  • Incoraggiando il proprio figlio a praticare sport secondo i suoi interessi e attitudini;
  • Evitando la specializzazione in un singolo sport ma promuovendo la variabilità;
  • Curando nei dettagli l’alimentazione al fine di donare tutti i nutrienti essenziali alla crescita.

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Obesità e sport: ruolo dell’esercizio fisico.

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Negli ultimi anni, si è evidenziato sempre di più il ruolo dell’esercizio fisico, come terapia di molte patologie cause di mortalità.

L’obesità è una condizione corporea che deriva da un eccesso dell’introito calorico giornaliero e per tale motivo, oltre che ridurre i macronutrienti, è necessario aumentare la spesa energetica attraverso il movimento.

Nonostante si conosca il ruolo importante che ha l’esercizio fisico sulle nostre vite, la maggior parte degli individui riesce a modificare l’alimentazione piuttosto che il proprio stile di vita e questo spesso non è abbastanza.

In particolar modo, questa condizione si verifica soprattutto nelle popolazioni urbane, di cui i bambini sono sempre più a rischio di obesità, poiché dediti a uno stile di vita sedentario, privilegiando i videogames e la televisione, piuttosto che lo sport.

Per tale motivo lo sport è introdotto sempre di più nei programmi di perdita peso.

Il training fisico, ovvero un’attività fisica costante, ottimizza il sistema corporeo e dunque la sua fitness muscolare, ovvero tutti i sistemi fisiologici dell’organismo che agiscono a riposo.

Attraverso la pratica dell’esercizio, si può modificare anche la composizione muscolare, promuovendo la trasformazione delle fibre di tipo IIb, o insulino-resistenti, in fibre IIa, dette anche fibre bianche a contrazione veloce, che sono insulino sensibili.

In questo modo vi sarà un miglioramento della performance metabolica.

A questo proposito, possiamo citare l’interval training, il quale ha riscosso enorme successo nella cura della sindrome metabolica di cui l’obesità addominale e uno dei sintomi principali.

L’interval training è basato su esercizi a diverse intensità alternati da periodi di riposo attivo o passivo. La durata dell’allenamento, escludendo riscaldamento e defaticamento, va dai 15 ai 20 minuti.

In questo modo i soggetti affetti da obesità, oltre a essere maggiormente motivati a praticare l’esercizio in un tempo breve, ottengono anche un’aumento delle fibre bianche, le quali con il passare degli anni tendono a diminuire.

Che tipo di programma dovrebbe seguire un soggetto obeso?

Dopo aver accertato con un esame clinico le eventuali patologie associate al proprio stato di obesità e le proprie abitudini di vita, verrà eseguito a seconda della condizione di salute e dell’età del paziente, un ECG a riposo e sotto sforzo, poiché i pazienti cardiopatici devono seguire un programma di allenamento specifico in centri medici.

Pazienti affetti dal DM2 (diabete mellito 2 ) non potranno praticare diversi sport che risulterebbero compromettenti al proprio stato di malattia.

Il grado di obesità è altrettanto importante nella valutazione, poiché da esso dipenderà il volume e l’intensità del lavoro prescritto.

Pertanto è facile intuire che come in tutti i programmi di allenamento, la gradualità è un fattore predominante e permette di migliorare la condizione muscolare e articolare e i sistemi cardiocircolatorio e respiratorio.

Per tale motivo, il programma ideale dev’essere sempre e solo affidato a un laureato in scienze motorie, il quale attraverso una stretta comunicazione con il medico, strutturerà in base alla condizione effettiva del paziente, modificandolo nel tempo, in base ai miglioramenti acquisiti dal soggetto in cura.

 

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