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Cardiopatie ischemiche.

Convivere con una malattia è tra le esperienze più difficili della vita. Essere limitati in ogni aspetto personale e sociale, può mettere a dura prova la nostra psiche e tutto ciò che ne deriva.

Quando nasci con una patologia a trasmissione genetica, non hai scelta, te la porterai per tutto il tuo percorso di crescita, cercando con l’aiuto dei medici di attenuarla e tenerla sotto controllo.

Il tema di oggi riguarda quelle patologie che sono per la maggior parte dei casi, derivanti dal nostro comportamento errato nella vita di tutti i giorni, ovvero uno stile di vita sedentario, alimentazione per niente sana, essere esposti a sostanze inquinanti, tutte cose che ci indeboliscono fortemente, sino al condurci in fin di vita.

Diamo innanzitutto uno sguardo generale alle cardiopatie ischemiche, per comprendere meglio di che si tratta:

si tratta di tutte quelle malattie cardiache legate a una riduzione sia relativa che assoluta, dell’apporto di ossigeno al miocardio. Una volta verificatasi questa assenza di O2, le sindromi cliniche saranno le seguenti: angina pectoris, infarto miocardio, miocardiosclerosi e morte improvvisa per l’occlusione di una coronaria.

Sono tutte malattie difficili nella fase preclinica, il che rende ancor più complesso curarle nella fase di prevenzione secondaria.

Nonostante nell’ultimo ventennio, le cardiopatie ischemiche sono in netta diminuzione, nel nostro Paese l’1,8 per mille sull’intera popolazione, ovvero 100.000 morti/anno, muoiono per queste patologie.

L’industrializzazione è un fattore determinante, poiché si nota un livello maggiore di soggetti malati, nei paesi più evoluti, per via del fattore inquinamento, rispetto che in quelli meno tecnologici.

Questo dovrebbe farci riflettere…

Nel verificarsi della malattia, possiamo distinguere tra fattori che POSSIAMO MODIFICARE (al fine di evitare il malessere) e FATTORI NON MODIFICABILI.

– Fattori non modificabili:

si tratta del sesso e dell’ereditarietà. Nel primo caso, è importante sottolineare che gli uomini sono quelli che incontrano spesso queste problematiche. La donna infatti sino alla menopausa è protetta dalla produzione ormonale, che dopo i 45 anni si attenua.

Nel secondo caso, invece, parliamo delle ”famiglie vascolari”, ovvero quei rami familiari in cui c’è una predisposizione nell’ammalarsi di cardiopatie ischemiche.

– Fattori modificabili: 

sono di diverso tipo e presentano varie sfumature se combinate tra di loro. Le alterazioni del metabolismo lipidico, sono caratterizzate dalla produzione di colesterolo cattivo in eccesso. Questo fattore può essere anche associato in minima parte alla genetica, ma generalmente deriva da una corretta alimentazione.

L’ipertensione arteriosa è uno dei fattori più aggravanti e difficili da gestire. Il fumo di tabacco incide ulteriormente nel verificarsi dell’ipertensione, perchè ha come componenti principali la nicotina e l’ossido di carbonio.

La nicotina provoca vasocostrizione e rende difficile lo scorrimento del sangue, mentre la CO si lega all’emoglobina e impedisce il trasporto di ossigeno ai tessuti.

ARTICOLO SUL FUMO: https://amatestessa.com/2014/09/13/la-respirazione-e-gli-effetti-dannosi-del-fumo/

VIDEO SUL FUMO: 

La sedentarietà è un altro fattore che incide moltissimo poiché apporta notevoli benefici al nostro metabolismo e al sistema cardiocircolatorio, agevolandone il battito e la pressione.

Il diabete spesso si associa alle cardiopatie ischemiche, dato che i soggetti che ne soffrono sono spesso in sovrappeso.

Come si possono prevenire queste malattie?

Attraverso degli interventi COMUNITARI, si può promuovere uno stile di vita sano. La scuola è uno degli ambienti in cui si punta maggiormente per educare sin dalla tenera età i bambini a vivere la vita a pieno.

Nel caso in cui il soggetto sia predisposto per ereditarietà a queste patologie, l’intervento è di tipo INDIVIDUALE, perciò sarà il medico a seguirlo e a proporgli un programma specifico per le sue caratteristiche.


♔WithLoveGiulietta♔

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Energy Drink vs. Sports Drink!

La società odierna è ricca di insidie, la quali stanno attaccando persino i rami più salutari, come il mondo dello sport.

La disinformazione è il motore principale degli errori commessi anche dagli stessi sportivi, i quali scambiano gli sports drink con gli energy drink. Quest’ultimi sono dannosissimi alla nostra salute, poiché ricchi di sostanze come la taurina, la caffeina, il guaranà e il ginseng in dosi elevatissime, tanto da provocare dipendenza oltre che problemi alla circolazione, alle ossa e al metabolismo umano.

Quello di cui necessita il nostro corpo come integrazione a una pratica sportiva molto impegnativa, soprattutto in questi giorni estivi di caldo afoso, sono le bevande di sali minerali, acqua e zuccheri. Sono questi gli sports drink e non di certo una RedBull, una Monster, una Burn e compagnia bella, che servono solo a spaccarti lo stomaco e alterare il sistema nervoso.

Tempo fa scrissi un articolo in cui sono presenti tutte le tipologie di acqua che a seconda della loro specifica composizione

( ARTICOLO 1: https://amatestessa.com/2014/10/08/lacqua/)

( ARTICOLO 2: https://amatestessa.com/2014/10/09/che-acqua-devo-bere/ )

in sali minerali si adattano a  ogni esigenza: acqua e frutta sono il connubio perfetto in questi casi e a mio parere mille volte meglio degli sports drink, ma in questo articolo ovviamente tendo solo a sottolineare la gigantesca differenza tra i drink esistenti in commercio.

Ovviamente come ogni cosa, la produzione degli energy drink è partita dagli USA e si è diffusa in tutto il mondo.

I guadagni che l’economia di questo settore ha apportato sono nel solo anno 2011, è stato pari a 9 miliari di dollari: una cifra a dir poco raccapricciante!
Oltre a questo ci tengo a dire che gli energy drink vengono utilizzati anche in soluzione con l’alcool al fine di nascondere l’effetto depressivo, creando una sensazione di grande iperattività nel soggetto.

VIDEO CORRELATO SUL MIO CANALE YOUTUBE:

Teniamo gli occhi ben aperti e informiamoci sempre su quello che ingeriamo, perchè il nostro corpo ne risentirà sempre di più col passare del tempo e la cosa migliore da fare è PREVENIRE!


 

♔WithLoveGiulietta♔


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Dieta del gruppo sanguigno.

Salve a tutti,

premetto che la dieta di cui andrò a parlare mi ha lasciata del tutto senza parole. Credo che sia una delle stupidaggini più grandi fino a oggi, sul mondo dell’alimentazione.

Inizierò col descrivervi di cosa si tratta:

la dieta del gruppo sanguigno, nacque in America da uno medico naturopata, di origini italiane: Peter D’Adamo. Egli scrisse un libro riguardo a questo regime alimentare, che intitolò   “Eat Right 4 Your Type”.

Cosa afferma al suo interno?

Secondo il naturopata, il gruppo sanguigno è alla base dell’assunzione dei nutrienti da parte del nostro organismo: questo perché ogni gruppo sanguigno, rappresenta una data specie umana, che nell’evoluzione si è differenziata dalle altre per ciò che concerne lo stile di vita e gli alimenti introdotti al suo interno.

Ogni gruppo sanguigno, ha delle lectine, ovvero delle proteine contenute nel cibo, a cui è intollerante e dunque sfamandosi con esse, si verificherebbe un’attacco verso i globuli rossi, agglutinandoli.

Assumere con la dieta queste lectine nemiche, sarebbe come subire una piccola trasfusione da un donatore con gruppo sanguigno differente.

Nel suo libro, D’Adamo, descrive le personalità di ogni gruppo sanguigno:

Ecco il link a cui vi rimando ———>

https://docs.google.com/document/d/1Vtac0goOc_scUv_SDIrqivfr1oRcZRPeatfUe-LSQtU/edit?usp=sharing

Andiamo ora a smentire la validità di questa dieta:

È vero che ogni gruppo sanguigno ha degli anticorpi che andranno ad attaccare quelli di un altro gruppo sanguigno, poichè non compatibili. Ad esempio, l’individuo di gruppo A può ricevere sangue dai gruppi A e 0; mentre il sangue di tipo B è compatibile soltanto con gruppi B e gruppi 0.
Questo però va sempre e solo visto in relazione al sangue e non agli alimenti: infatti con un’analisi approfondita, ne risulta che tutti i nutrienti hanno una certa dose di lectina, la quale però non nuoce alla nostra salute. Il vero danno nasce vivendo uno stile alimentare che priva di un dato elemento essenziale come i carboidrati, le proteine e i lipidi, che porterebbe alla nascita di patologie come l’osteoporosi se si verifica una carenza di calcio, una disfunzione renale se si assumono proteine in eccesso, una carenza di ferro, vitamina B12 e omega3 e via discorrendo a seconda del gruppo sanguigno al quale si appartiene.

Ancora una volta siamo di fronte a un falso mito, che va smentito al fine di non incorrere in malattie che porterebbero gravi disfunzioni e in casi gravi alla morte.

È sempre meglio informarsi prima di affrontare un percorso simile. In fondo è della nostra vita che si tratta.

a presto,

Link youtube: https://www.youtube.com/watch?v=MoP2xJRYipc

WithLoveGiulietta ❤