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Obesità: i benefici dell’attività fisica!

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Ormai è risaputo che l’obesità è portatrice di molte malattie e che quindi i soggetti che sono in stato di sovrappeso ma soprattutto obesità, sono più inclini a sviluppare una moltitudine di patologie.

In alcuni casi viene ipotizzato un rapporto di causa-effetto, come nel caso delle patologie causate a livello dell’apparato osteoarticolare, mentre in alcuni casi come nelle dislipidemie il rapporto è in concomitanza.

Inoltre, l’obesità è in grado di aggravare il decorso di moltissime malattie. Quindi se un soggetto per genetica è portatore di una data malattia e conduce uno stile di vita che comporta lo stato di obesità, la malattia in questione peggiora.

Possiamo raggruppare in 4 tipologie le complicanze dell’obesità:

  • Metaboliche;
  • Meccanica;
  • Psicosociali;
  • Sfera sessuale.

Diversi studi hanno dimostrato che una buona parte dei casi di mortalità sono proprio associati a uno stile di vita sedentario. Questo dovrebbe far riflettere le persone che si trovano in questo stato e dargli input per reagire e cambiare completamente lo stile di vita.

L’attività fisica non va ad agire solo sul dispendio calorico, ma anche sulla sfera psicologica. Praticare attività fisica riduce il rischio di sviluppo di malattie legate al sistema cardiocircolatorio e metabolico.

Per tale motivo lo sport è una vera e propria terapia che permette di evitare gli effetti collaterali dei farmaci.

Per sapere in maniera dettagliata ogni aspetto di questo argomento, GUARDA IL SEGUENTE VIDEO:


Per maggiori informazioni e richiesta di una prima seduta di valutazione, puoi contattarmi al seguente indirizzo e-mail :

giulia._.spano@live.it


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L’esercizio fisico CURA il Diabete mellito tipo2

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Il diabete mellito 2 è una malattia cronico-degenerativa che deriva, per la maggior parte dei casi, da uno stile di vita squilibrato e dunque tipico di un soggetto sedentario e dedito ad un regime alimentare non equilibrato.

L’esercizio fisico è considerato terapia cardine della cura di questa patologia ed è per questo motivo che, con queste parole, voglio sottolinearne l’importanza, sia come metodo preventivo che curativo del DM.

 

Con il termine diabete mellito si raggruppa un insieme di malattie accomunate da iperglicemia. L’iperglicemia può essere provocata da difetti di secrezione dell’insulina e/o difetti di azione dell’insulina.

A lungo andare, una condizione di iperglicemia cronica, comporta disfunzioni e lesioni in diversi distretti (reni, cuore, vasi, nervi, retina etc.)

Bisogna perciò prestare particolare attenzione ai soggetti affetti da sindrome metabolica (i quali sviluppano patologie come cardiopatia ischemica, diabete, gotta ed altre ancora), in modo tale da avviare corretti programmi di prevenzione del DM2.

Troviamo tra le categorie a rischio di DM2 i soggetti IFG e IGT, ovvero casi di prediabete associato a obesità, alti livelli di trigliceridi e basso HDL + ipertensione.

La prevalenza del diabete in Italia va dal 10 al 23 % e la Sardegna presenta la più alta incidenza di DM1 in tutto il mondo.

La scelta dell’esercizio fisico come prevenzione e cura del DM2 è importante poiché le fonti energetiche utilizzate dipendono dal tipo di disciplina sportiva praticata, che a sua volta determina il tipo di fibre muscolari che vengono maggiormente attivate.

L’esercizio di potenza muscolare favorisce la crescita di fibre bianche, a contrazione rapida, mentre l’esercizio di resistenza favorisce la crescita delle fibre rosse che hanno una grande capacità ossidativa, perché ricche di mitocondri e vasi sanguigni.

L’allenamento di resistenza muscolare DETERMINA l’attivazione di AMPK, una protein kinasi che attiva il gene PGC-1, il quale a sua volta regola i geni coinvolti nel metabolismo energetico collegando gli stimoli esterni alla attività mitocondriale ed è un fattore importante nella determinazione tipo di fibra muscolare, e determina l’attivazione di PPAR-delta, un recettore nucleare coinvolto nella costruzione e nel funzionamento del muscolo.

L’attività fisica infatti determina la rottura del legame altamente energetico del fosforo dell’ATP liberando energia necessaria per la contrazione muscolare. Ciò determina aumento dell’AMP che a sua volta attiva la sua kinasi AMPK per ristabilire, riproducendo il legame con consumo di energia, i livelli di ATP che permettono la contrazione muscolare.

Aumenta anche l’enzima malonil-CoA che aumenta la concentrazione di acidi grassi nei mitocondri in modo da utilizzarli come fonte energetica.

I PPAR sono importanti perché permettono l’aumento delle fibre ossidative dopo l’allenamento oltre che essere un gene master (regolatore) delle cellule di grasso: in particolar modo l’isotipo PPAR-delta è attivato con l’attività fisica, permettendo così la beta ossidazione degli acidi grassi.

Diversi studi condotti negli ultimi anni, che hanno arruolato 2000 controlli e 2200 soggetti a rischio di diabete, hanno stabilito che una dieta a basso regime calorico e una moderata attività fisica hanno ridotto di circa il 58% l’insorgenza del diabete in persone IGT rispetto a soggetti non trattati.

Tali benefici perdurano significativamente da 6 a 20 anni alla fine del trattamento intensivo: si tratta della memoria metabolica.

Gli sports più adatti alla cura e prevenzione del DM2, sono quelli di tipo aerobico, che coinvolgono le masse muscolari maggiori, quelle degli arti inferiori, a un intensità tra 40-60% per bruciare i grassi.

La durata, escludendo riscaldamento e defaticamento, dev’essere tra i 30-60 minuti al giorno.

Negli ultimi tempi è stata constatata l’importanza dell’interval training, ovvero ALLENAMENTO DISCONTINUO composto da delle SERIE DI ESERCIZI A VARIE INTENSITÀ alternate a PERIODI DI RIPOSO ATTIVO O PASSIVO, che permette di ottenere grandi risultati in circa 15 minuti escludendo il riscaldamento.

Altro fattore importante riguarda le precauzioni da seguire per evitare traumi o ipoglicemie e ottenere buoni risultati:

UTILIZZARE CALZATURE ADEGUATE;

MONITORARE LA GLICEMIA PRIMA, DOPO E DURANTE L’ALLENAMENTO;

ECG A RIPOSO E SOTTO-SFORZO;

DIETA BASATA SUL 50-60% DEI CARBOIDRATI, 10-15% PROTEINE E 25-30% GRASSI CON DEFICIT DI 300 KCAL AL GIORNO, RICCA DI FIBRE E INTEGRAZIONE IDROSALINA

La domanda finale è: Può l’esercizio fisico curare il diabete?

Si, attraverso l’esercizio fisico si possono prevenire i casi di insorgenza di diabete in soggetti predisposti o addirittura mandare in remissione il diabete di tipo2, intervenendo sullo stile di vita.

 

                                                                                                      Dott.ssa Giulia Spano

 

 


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La carne fa male?

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La confusione che è nata tra le persone riguardo alla probabile morte provocata dalla carne, deve avere una fine.
Il problema sostanziale sta nel fatto che mi giro da una parte e c’è chi sostiene che è da evitare completamente, mentre dall’altra c’è chi con tanta satira protegge i diritti della pancetta.
In pochi spiegano come stanno veramente le cose.
Dopo aver consultato diversi dottori e nutrizionisti, mi sono fatta questa idea:
la carne fa parte della dieta mediterranea, così come i legumi, il pesce, la frutta, la pasta la verdura, e così via.
In Italia, lo stile di vita sano, sta scomparendo del tutto a favore del regime alimentare americano ricco di cibo spazzatura e caratterizzato da una vita sedentaria.
Gli americani mangiano senza dubbio della carne che è veleno, e sono intossicati nel corpo da chili e chili di zucchero, bevande zuccherate, grassi saturi e additivi industriali di ogni genere!

La salute intestinale dell’americano medio è scandalosa, e considerando che nell’ intestino risiede il 70% del sistema immunitario,è logico che sono predisposti maggiormente a tumori e molte altre patologie.

In questo caso i dati dell’OMS tornano.
L’obesità è il principale fattore di morte.
La gente acquista prodotti al supermercato di ogni tipo e non controlla mai le etichette, ignorando di fatto cosa mangia. Patatine, merendine confezionate, saikebon star, Nutella, e tanti altri di questi ”nutrienti” sono la prima cosa da escludere.
Sembra quasi, a mio avviso, che questo polverone della carne sia sollevato unicamente per distrarci da tutti gli altri fattori che ci causano la morte.
Bisogna saper leggere e ben interpretare le parole di chi conduce gli studi, e quelli delle carni sono stati condotti su americani obesi.
Si sa che in America gli animali vengono trattati con ormoni per aumentare la loro massa e vendere di più, ma in Italia questa pratica è abolita.
Quando si acquista la carne, bisogna affidarsi a persone che danno da mangiare alimenti genuini e allevano con cura gli animali.
Non critico chi per etica e altre motivazioni, non mangia carne, io stessa per intolleranze personali ho smesso di mangiarla privilegiando il pesce, ma non voglio neanche svalutare le carni buone come ad esempio quelle della tradizione sarda.
Quando ci rechiamo al supermercato, dove la carne deriva solitamente da tutta europa, è sempre meglio evitare di acquistarla.
Per quanto riguarda wurstel e carni lavorate da supermercato, si sa da tempo che contengono di tutto.
Da anni si dice che il rapporto tra carni e cancro è causato da tre fattori:

1) presenza di nitriti come conservanti delle carni lavorate come salumi e insaccati, che si trasformano in nitrosamine cancerogene;

2) cottura con bruciatura, che produce composti cancerogeni (e che riguarda anche molti altri alimenti);

3) presenza di estrogeni come fattore di aumento del peso dell’animale, in carni non italiane (in Italia è pratica vietata) o di bassa qualità.
Qual è dunque la soluzione per una vita sana?
La soluzione sta nel praticare sport, mangiare equilibrato come dice la dieta mediterranea ed escludendo i cibi spazzatura (patatine, merendine, gelati confezionati, pizza soprattutto se surgelata ecc), evitando i fast food, le bevande gasate e ultra zuccherate e i prodotti ”light”.
Se non seguiamo questo regime di vita, siamo sulla buona strada per diventare come gli americani, anche rinunciando alla carne, come vedete, ci sono moltissimi altri validi fattori che causano la morte.


Dott.ssa Giulia Spano (Scienze motorie e sportive)


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Dieta south beach.

La dieta south beach, nacque negli USA e il suo ideatore è un cardiologo: Arthur Agatston, il quale scrisse un libro a riguardo.

Ancora una volta, andiamo a parlare di una dieta che attraverso la riduzione dei carboidrati, dell’indice glicemico ma anche dei grassi dannosi alla salute, punta ad una efficiente perdita di peso, e alla riduzione di malattie cardiovascolari e insulinoresistenza.

Troverete la descrizione di questo regime alimentare, una volta cliccato il seguente link:

https://docs.google.com/document/d/12sD4yiq72wJkgMPmcdzGDdRskprvql4H5XNK3Wi4qew/edit?usp=sharing

Andiamo adesso ad analizzarla nei suoi pregi e nei suoi difetti.

PREGI: si tratta di una tipologia alimentare che allarma su quali siano i carboidrati da evitare, ovvero quelli che contengono zucchero in quantità significative, come i dolci, torte, dessert, prodotti da forno, e frutta zuccherina. I carboidrati buoni sono quelli complessi associati a fibre, come quelli contenuti nei cereali integrali, nelle verdure ed in buona parte della frutta. Infatti, saper distinguere questi due rami è importante poiché si può contrastare l’obesità e il diabete.

Il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari, lo si riduce mangiando carboidrati mono e poliinsaturi come gli Omega3, e abbandonando quelli idrogenati. In tal modo, la riduzione del peso, avverrà con dei benefici.

La colazione, viene sottolineata nella sua importanza, poiché mangiare al mattino riduce il senso di fame una volta arrivati all’ora di pranzo.

DIFETTI: l’esercizio fisico come in tutte le diete errate, non viene neanche menzionato. Non si può iniziare una dieta senza affiancarla ad un corretto esercizio motorio.

Per ciò che concerne la prima fase, risulta essere troppo restrittiva. Per non parlare del fatto che perdere peso non significa dimagrire: in questo caso ciò che si perde sono liquidi (disidratazione) e tutto ciò che ne deriva dal catabolismo muscolare.

Per ultimo difetto, vi è quello di non dare un giusto indice di assunzione calorica. Questo è importante affinchè i soggetti non vanifichino gli effetti della dieta dimagrante e sappiano i giusti apporti calorici di ogni alimento.

Con questo vi lascio,

WithLoveGiulietta ❤


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Dieta Dukan.

La dieta Dukan, è un regime alimentare che dalla Francia, suo luogo di nascita, si è espansa anche in Italia, dove è stata accolta con grande entusiasmo. Il problema della società odierna, è che ormai ci limitiamo a credere a ciò che ci viene detto, senza usare un po’ del nostro tempo per documentarci e rivolgerci a delle figure professionali, al fine di essere sicuri di ciò che si sta adottando come stile di vita.

Il risultato di questo atteggiamento superficiale, lo si riscontra nei danni che, in questo caso il nostro organismo, andrà incontro.

Ecco perciò, un’accurata analisi sulla dieta Dukan, partendo innanzi tutto dal conoscere il medico che l’ha ideata: la passione di Pierre Dukan per l’alimentazione, è nata successivamente alla sua laurea in neurologia. Un giorno, infatti, accadde che un paziente gli chiese dei consigli sul come poter perdere peso, rivelandogli un aspetto che divenne focale nella dieta Dukan, ovvero il non poter assolutamente rinunciare alla carne. Dukan, gli consigliò di mangiare carne magra e gli stese una dieta che in 5 giorni, fece perdere ben 5 Kg al paziente. Fu proprio a questo punto che Dukan decise di voler diventare un professionista della nutrizione e di dar vita alla lotta contro l’obesità.

Non sto qui a parlare di tutti i processi penali a cui andò incontro Pierre Dukan, poichè mi dilungherei troppo, ma mi limito a dirvi che l’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, nel 2010 criticò questo regime, considerandolo dannoso alla salute.

Il 19 aprile 2012 è stato, per sua stessa richiesta, radiato dall’ordine dei medici francese.

Concentriamoci adesso sulla dieta, che potrete trovare descritta cliccando sul seguente link:

https://docs.google.com/document/d/1b8utWEMW0AdX0PtS5xLRDIqZNaNihcxpYnl28QkPuVw/edit?usp=sharing

Cosa comporta la dieta Dukan?

Innanzitutto, il fatto che il regime proteico sia preponderante in tutte le fasi della dieta, comporta solamente dei gravi danni quali, la disidratazione, poichè manda l’organismo in acidosi e anticipa di anni l’insufficienza renale cronica, che è invalidante e accorcia la vita. In sintesi, la produzione di glucosio avviene con consumo di energia, dovendo prima smantellare amminoacidi e poi sintetizzare glucosio e acidi grassi. Tutto ciò, perchè ci si priva dell’elemento chiave della nostra energia, ovvero i carboidrati.

La dieta Dukan, per contrastare l’obesità, propone di mangiare in libertà e monitorare l’alimentazione seguendo dei corsi on line. Non vi sembra alquanto errato tutto ciò? Bisognerebbe sempre e solo affidarsi a un dietologo o un nutrizionista quando si prende una scelta così delicata, e non di certo affidarsi a dei corsi on-line.

Questa dieta è restrittiva e corrosiva. Ve lo dimostra anche una delle tante testimonianze, al cui link vi rimando:

http://www.today.it/donna/dieta-dukan-senza-carboidrati-conseguenze.html

Ecco come la vita di una persona viene degradata. Non ci sono parole per descrivere quanta incompetenza esista in figure come quella di Dukan, che dovrebbero essere responsabili della vita umana e non corroderla sia fisicamente che mentalmente. Per fortuna non sono tutti così superficiali e ignoranti.

Con questo vi lascio,

Buona giornata,

WithLoveGiulietta ❤


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L’obesità.

L’obesità si definisce come un accumulo abnorme o eccessivo di grasso nel tessuto adiposo, tale da danneggiare lo stato di salute. Questa malattia metabolica, sia essa congenita o dovuta alla dipendenza compulsiva dal cibo, è un problema molto diffuso in tutto il mondo e in continua espansione. Questo poiché non viene data la giusta importanza allo stile alimentare e alla pratica sportiva. Oggigiorno sono gli stessi genitori che trascurando i figli, facendogli trascorrere tutto il tempo davanti alla televisione e giocando ai videogame, li conducono verso questa pericolosa condizione, che la maggior parte delle volte, li accompagnerà per tutta la vita. Infatti degli studi scientifici hanno dimostrato che i soggetti affetti da sindrome metabolica fin dall’età infantile, saranno più inclini a restare tali per tutto l’arco della loro vita.

L’obesità spesso viene vista solo come un fattore estetico, e viene addirittura percepito come un fenomeno di anticonformismo, di lotta contro tutti quei canoni di bellezza che impongono di essere magri. Il fatto è che così facendo vengono trascurati i fattori essenziali della questione, ovvero la nascita di malattie cardiovascolari, diabete di tipo II, morbo di Alzheimer, l’insorgenza di problemi in gravidanza, come diabete gestazionale o maggiore rischio di dover fare ricorso al parto cesareo. Fra le altre patologie collegate all’obesità e al sovrappeso ricordiamo anche le malattie della colecisti (calcoli) ed osteoartrite una malattia provocata dalla maggiore pressione sulle articolazioni e sulle cartilagini dovuta al peso corporeo e tutta una serie di patologie che portano alla morte precoce dell’individuo.

Quando accendo la tv, mi capita di vedere molti programmi modaioli, basati sulla cucina. È interessante vedere la preparazione di tutti quei piatti che alla sola vista ti fanno venire l’acquolina in bocca, ma pochi parlano degli alimenti spiegandone i contributi nutritivi, le dosi nelle quali devono venire assunti, e tutto quello che ne comporta. Siamo dunque sommersi dalla disinformazione che non è limitata all’eccessiva magrezza che caratterizza le sfilate di moda, bensì dal cibo spazzatura che ha invaso tutto il mondo, prima dall’America e adesso anche in Italia sta avendo il sopravvento.

Il cibo viene anche visto come sorta di rifugio da una realtà che non ti appartiene, ti dona quel piacere che almeno nella durata del pasto, ti fa dimenticare tutti i tuoi problemi. Diciamo che escludendo i soggetti che purtroppo vi nascono con queste malattie metaboliche, tutti gli altri stanno attraversando dei momenti difficili sia dal punto di vista familiare che nell’approccio con la società, la quale punta sempre sull’uccidere le menti degli individui, poichè tutti vogliono prevalere su tutti, e solamente i più “forti” mentalmente riescono ad attutire i colpi e andare avanti. Il resto delle persone, invece, soffre ogni momento e cerca una condizione che li faccia sentire al sicuro da quel mondo tanto aspro: iniziano così a rinchiudersi in casa, ad avere meno contatti con il prossimo, a ridurre la loro vita a una routine che non varcherà mai la soglia di quell’appartamento in cui vivono.

Da quel momento ogni gesto diventa passivo e l’inerzia ti domina. Solo in pochi si risvegliano da questa condizione e capiscono che sono loro padroni di se stessi e che se lotteranno per la salute della propria persona, potranno andare verso una realtà migliore. Non faranno più fatica a salire le scale, non andranno incontro a nessuna malattia, ma potranno piuttosto trovare una condizione di benessere, che gli donerà la giusta sicurezza per poter realizzare i propri sogni e trovare un loro posto nel mondo.

Con questo vi lascio,

WithLoveGiulietta ❤