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Dimagrire solo col cardio: è possibile?

 

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Una domanda che mi pongono tante persone, essendo professionista nel settore delle scienze motorie, riguarda l’attività aerobica a lunga durata, denominata spesso con il nome ”cardio”.

”Si può dimagrire solo con il cardio?”

Attività a lunga durata (endurance) come la corsa, la camminata, ciclismo, zumba e così via, apportano senza alcun dubbio, innumerevoli benefici al nostro organismo.

Nonostante ciò, per poter perdere i Kg in eccesso, è necessario praticare un allenamento che stimoli la crescita muscolare, aumentando di conseguenza il nostro metabolismo a riposo.

Infatti, i grassi vengono utilizzati come fonte energetica proprio quando siamo in stato di inattività.

Le donne, in particolar modo, hanno dei freni nel cimentarsi in allenamenti con i sovraccarichi, per il semplice fatto che hanno paura di ingrossare.

Questa paura nasce da convinzioni erronee, al cominciare dal fatto che si fa solo caso al peso sulla bilancia, invece che dare importanza alla composizione corporea.

La composizione corporea, infatti, si basa sulle percentuali di massa grassa e massa magra di cui si costituisce il nostro fisico.

Avete presente le foto del prima e del dopo?

Quella stessa persona può magari presentare il medesimo peso sulla bilancia, ma nella prima foto si vede chiaramente uno stato di obesità dato da un eccesso di massa grassa, mentre nella seconda foto è chiaramente evidente lo stato di perfetta forma fisica, in cui l’adipe è ridotto al minimo.

Torniamo a parlare dell’allenamento cardio e di cosa comporta nel processo di dimagramento:

  1. Un’attività cardiovascolare, comporta come prima cosa la diminuzione della massa magra (muscolare) perché è nei muscoli che risiedono le fonti energetiche facilmente reperibili, rispetto alle fonti di grasso che sono molto più complesse da coinvolgere come fonti energetiche. Di conseguenza se una persona va a pesarsi sulla bilancia ha perso del peso, ma in maniera errata perché ha perso la componente buona ed è rimasta solo quella adiposa;
  2. Per poter bruciare un Kg di grasso attraverso il cardio, bisogna allenarsi tante volte al giorno e per tutti i giorni (4-5 ore), ottenendo addirittura scarsi risultati;

Qual è la miglior strategia per bruciare grassi?

  1. Le Hiit sono una tipologia di allenamento che sta spopolando, in cui si alternano esercizi a bassa intensità a esercizi ad alta intensità, per un tempo totale di 15 minuti. Dunque, in poco tempo, attivano il metabolismo e ci permettono di bruciare grassi a riposo;
  2. In linea generale un allenamento che ci permette di ottenere il massimo dei benefici e di bruciare grassi a riposo è un allenamento che stimoli la componente attiva del nostro corpo, ovvero il muscolo. Un allenamento con sovraccarichi, a corpo libero non può che giovare.

Ovviamente, se si alternano allenamenti cardiovascolari a lunga durata, ad allenamenti con sovraccarichi, si ottengono comunque dei benefici importanti.

Per saperne di più guarda questo video:


Per maggiori informazioni e richiesta di una prima seduta di valutazione, puoi contattarmi al seguente indirizzo e-mail :

giulia._.spano@live.it

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L’esercizio fisico in gravidanza.

Buongiorno a tutti,

oggi tratterò della pratica sportiva in gravidanza. È possibile praticare sport in questo periodo delicato della vita di una donna?

La gravidanza è una condizione naturale, che va vissuta con serenità  con spirito di adattamento, senza paranoie, angosce e abbandonando tutti quei limiti che nascono solo e unicamente dalla nostra fantasia. Con questo, sostengo che lo sport, se praticato adattandosi alla singola condizione di ogni donna, può solo giovare e rendere piacevole i nove mesi di dolce attesa.

Lo sport e l’attività fisica aiutano l’individuo a mantenersi in forma, riattivano la circolazione, il nostro metabolismo e prevengono o riducono ( a seconda dei singoli casi) le varie disfunzioni a cui si può andare incontro nel corso della nostra vita. Inoltre, non è di certo da sottovalutare che praticando sport, entrano in circolo le endorfine, ovvero i neurotrasmettitori del benessere.

Quando ci troviamo in uno stato fisico e psicologico delicato come quello della ”dolce attesa”, bisogna certamente stare molto attenti a non esagerare con l’intensità e con il volume degli esercizi da svolgere, questo perchè altrimenti, ci si sottopone a uno stress intollerabile che può dar vita o intensificare un malessere. Per fare un semplice esempio, se la donna si trova in uno stato di gravidanza a rischio, non è consigliata la pratica sportiva, al fine di non danneggiare ulteriormente le condizioni del futuro nascituro. Come in tutto, bisogna saper riconoscere i nostri limiti e comportarci di conseguenza. La vita non dev’essere una lotta continua, bensì un dono che va vissuto con cura, armonia e passione, ma soprattutto con amore per noi stessi e chi ci circonda.

Un soggetto che vive uno stato psicofisico altamente delicato, deve sempre e solo affidarsi a un personale competente e altamente specializzato in quel dato ambito, al fine di poter giovare se stesso senza incombere in degenerazioni. In questo specifico caso che stiamo trattando, sarà il medico a valutare il tipo di attività che la donna deve seguire, al fine di non esporla a rischi come per esempio infortuni nati da sforzi inutili e forti impatti atti unicamente al danneggiamento del feto.

Per farla breve, gli sport di squadra come il calcio, la pallavolo, il basket sono sconsigliatissimi così come lo sono gli sport estremi come paracadutismo, alpinismo ecc.,  poiché potrebbero verificarsi traumi sul ventre della mamma e dunque danneggiare il futuro nascituro.

Quando si pratica attività fisica in gravidanza, l’elemento da non sottovalutare in nessun caso è il gruppo: vivendo un’esperienza simile, condividendo le proprie emozioni con altre donne che vivono la tua stessa condizione, e praticare dunque uno sport stimolato dall’empatia che può nascere tra ”compagne di avventura”, si stimola non solo la mente, ma si ha anche sicurezza nell’ essere aiutate nel momento del bisogno. Se ad esempio si verificassero dei gonfiori, cefalea, crampi, palpitazioni, o se si verificasse una scivolata e qualsiasi altra disavventura, ci sarà sempre qualcuno pronto a sostenerci aiutandoci e rendendo ogni cosa più semplice e gradevole. Se invece ci avventurassimo in un allenamento dedito alla solitudine, sarebbero pochi i punti a nostro favore e tante le difficoltà lungo il nostro percorso. Perché stressarsi? Privilegiamo lo sport di gruppo!

Dai miei personali studi, posso dire che il nuoto è lo sport che meglio si appresta a questa condizione fisica, poichè apporta benefici sia sul lato fisico che sul lato psicologico. Inoltre si è seguiti da un istruttore e ci si trova in un ambiente sicuro e rilassante. Pensate a quanto sia benefico lasciarti trasportare dall’acqua, abbandonando il nostro corpo ad essa, galleggiando dolcemente ed eseguendo della ginnastica dolce. Le nostre articolazioni e i nostri muscoli compiono un esercizio efficace e leggero, senza sforzi inutili. L’acqua con la sua azione tonificante e rinfrescante, rende tutto più soave e armonioso.

I gruppi muscolari che si andranno ad allenare sono sia attinenti alla zona superiore del corpo che a quella inferiore e dunque la zona polmonare, permettendo un miglioramento nella respirazione profonda: questo sarà utile nel momento delle contrazioni, poiché si avranno delle capacità respiratorie più affinate che permetteranno di affrontare al meglio la tensione e di ridurre la fatica del parto. Anche l’allenamento della zona inferiore sarà una grande alleata nel momento del parto: questo perchè allenando i muscoli del pavimento pelvico, si faciliterà l’espulsione del nascituro, con minor fatica rispetto ai soggetti sedentari.

Riallacciandomi a quest’ultima parola, posso dirvi che chi non ha mai praticato sport, a meno che non possieda per fattori genetici un’articolazione flessibile, avrà molta difficoltà e sofferenza durante il parto, rispetto a chi ha sempre dedicato del tempo all’attività sportiva.

Altri sport consigliati o comunque da correlare al nuoto, sono lo yoga, il pilates e anche delle passeggiate quotidiane.

In tutti i casi, lo sport che sia un soggetto con particolari patologie e con condizioni delicate o semplicemente in uno stato di normalità, apporta modifiche positive a livello fisiologico: migliora la circolazione sanguigna aumentando le dimensioni del cuore ( dicesi cuore dell’atleta) che incontrerà meno attrito nel pompaggio del sangue in circolo. Questo ridurrà l’incombere della fatica e un miglioramento della capacità polmonare.

Altro aspetto da non sottovalutare è la MODERAZIONE: ogni attività deve essere equilibrata e mai esagerata, altrimenti si crea stress e il feto potrebbe andare incontro a ipertermia per mancanza di O2.

Di solito si consiglia di effettuare attività fisica nei momenti freschi della giornata, cercando di reintegrare i liquidi bevendo molta acqua, che si espelle con la traspirazione.

Ogni donna, dovrebbe praticare attività fisica durante la gravidanza, sia per lei che per il proprio bimbo.

WithLoveGiulietta ❤