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Perdere peso solo con la dieta: è possibile?

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La maggior parte delle persone, sono convinte del fatto che basti unicamente seguire un regime alimentare ipocalorico per perdere il peso in eccesso.

Da un certo punto di vista, sembra quasi vera questa ipotesi, perché molte persone dicono di riuscire a dimagrire molto più facilmente senza praticare attività fisica.

Sembra, infatti, che il peso praticando attività fisica, rallenti la sua discesa.

Nonostante i risultati all’apparenza positivi, ciò che conta realmente non è il numeretto che appare sulla bilancia, bensì la composizione corporea che sarebbe la percentuale di massa magra e massa grassa di cui siamo costituiti.

La maggior parte dei medici, infatti, consiglia al paziente di affiancare sempre l’attività fisica al regime alimentare assegnato. Ovviamente, se ci si affida a un personale competente, come un laureato in scienze motorie, si va sempre sul sicuro, perché sa adattare con criterio, in base agli studi medici condotti, le vostre condizioni fisiche al tipo di attività fisica che più vi garantisca giovamento.

Che benefici comporta l’attività fisica?

  • Ci permette di bruciare più calorie;
  • aumentare il nostro metabolismo a riposo;
  • definire, tonificare il nostro fisico.

Quali sono gli aspetti negativi di chi non affianca lo sport alla dieta?

Quando una persona si limita a seguire la dieta senza uno stile di vita attivo, vi sono alcuni fattori negativi che si verificano.

Magari, nella bilancia, il peso che appare è inferiore a quello iniziale, ma in che senso?

Il nostro corpo, durante un regime ipocalorico, attinge prima di tutto dal muscolo, il quale possiede energia facilmente reperibile e utilizzabile dal nostro organismo, piuttosto che dal grasso, molto più complicato da smuovere.

In questo modo si perdono soprattutto massa magra e liquidi e quindi il peso cala, ma non in meglio.

Quando il soggetto in questione, riprende ad alimentarsi come prima di iniziare la dieta, riprende tutti i chili persi, se non di più!

Bisogna perdere la concezione di peso corporeo  come risultato primario e concentrarsi sul cambiare la nostra composizione corporea.

La perdita della massa grassa si stimola soprattutto praticando attività fisica.

Altro motivo per il quale è sempre un bene associare lo sport alla dieta è che diminuendo l’introito calorico, si rallenta anche il metabolismo e di conseguenza si dovrebbero restringere le calorie all’infinito per continuare a ottenere risultati senza ritrovarsi in una situazione di stallo.

Per saperne di più guarda questo video:


Per maggiori informazioni e richiesta di una prima seduta di valutazione, puoi contattarmi al seguente indirizzo e-mail :

giulia._.spano@live.it

                                                                                     Dott.ssa Giulia Spano

                                                                                 (Scienze delle attività motorie e sportive)


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L’ipertrofia muscolare.

Dopo gli ultimi articoli scritti sullo sport, risulta a mio parere interessante presentarvi un articolo che tratta della crescita muscolare, al fine di comprendere come i nostri muscoli aumentino di volume. Ritengo sia necessario conoscere questo processo fisiologico poiché negli ultimi anni soprattutto i soggetti maschili, danno rilevanza all’aumento della loro massa muscolare e passano la maggior parte del tempo in palestra al fine di aumentarla sempre di più.

La crescita muscolare, condizione che si può verificare attraverso due differenti processi:

-Ipertrofia muscolare: aumento di volume del muscolo conseguente all’aumento di volume degli elementi che lo compongono (fibre, miofibrille, tessuto connettivo,sarcomeri, proteine contrattili, ecc.);

-Iperplasia muscolare: aumento di volume del muscolo conseguente all’aumento numerico delle cellule che lo compongono. Esempi di iperplasia fisiologica sono la proliferazione dell’epitelio ghiandolare della mammella durante la pubertà e la rigenerazione del fegato dopo danno epatico esteso;

Nel fenomeno contrario, si verifica invece:

-APLASIA: Diminuzione del volume del muscolo in seguito a diminuzione del numero di cellule che lo compongono;

-ATROFIA: Diminuzione del volume muscolare in seguito alla diminuzione del volume delle singole cellule;

L’IPERTROFIA MUSCOLARE:

Si distingue in:

TRANSITORIA: edema muscolare (accumulo di fluidi) causato dal danneggiamento delle miofibrille e del tessuto connettivo peri-muscolare;ritenzione idrica per esempio in conseguenza all’utilizzo di creatina:
CRONICA: aumento del volume (ipertrofia) e del numero delle cellule muscolari (iperplasia), grazie allo stimolo ormonale e all’aumentato apporto e ritenzione di ossigeno e nutrienti.

La crescita muscolare è un processo estremamente complicato che per certi aspetti deve ancora essere chiarito. Il volume dei nostri muscoli è infatti regolato da numerosissimi fattori come geni, ormoni, enzimi, macro e micronutrienti, recettori ecc.
Tutti questi processi sono universalmente racchiusi con il nome di “ipertrofia”.

La caratteristica più interessante di queste cellule mononucleate risiede nella loro capacità di unirsi per generare nuove cellule muscolari. A differenza delle cellule satellite queste ultime non possiedono tale caratteristica e, seppur soggette ad un continuo turnover, possono solamente aumentare di dimensioni (ipetrofia) ma non di numero (iperplasia).

Vediamo meglio cosa sono le cellule satellite: esse non partecipano allo sviluppo muscolare. Esse si trovano infatti in uno stato di quiescenza e diventano attive soltanto in particolari circostanze (soprattutto in risposta a forti stimoli ormonali oppure in seguito ad un forte trauma muscolare). Queste cellule possiedono quindi una potente azione rigeneratrice.
Dopo essere entrate in funzione, le cellule satellite iniziano a dividersi e a moltiplicarsi dando origine ai mioblasti (cellule embrionali progenitrici di quelle muscolari). Questa prima fase è chiamata “proliferazione delle cellule satellite”.

I mioblasti di nuova formazione si fondono con le cellule muscolari danneggiate donandogli i loro nuclei (fase della differenziazione). Le cellule muscolari polinucleate sono il risultato di tale unione, ed il loro nome deriva dalla presenza di più di un nucleo all’interno della stessa cellula.

L’aumento del numero dei nuclei permette a tali cellule di aumentare notevolmente la sintesi proteica producendo, tra l’altro, anche più proteine contrattili (actina –miosina) e più recettori per gli androgeni (ormoni con effetto anabolico).
L’insieme di tutti questi processi, chiamato ipertrofia muscolare, porta ad un aumento complessivo delle dimensioni della cellula muscolare.

L’IPERPLASIA MUSCOLARE:

I mioblasti hanno anche la capacità di fondersi tra loro e generare così nuove cellule muscolari. Questo processo, chiamato iperplasia, ricopre un ruolo marginale nella crescita muscolare, che viene regolata soprattutto dall’ipertrofia.

E’ importante sottolineare che il trauma muscolare può essere causato anche da un allenamento particolarmente intenso e sfibrante. Gli esercizi con i pesi e la corsa in discesa (contrazione muscolare eccentrica) rappresentano quindi un potente stimolo per l’attivazione delle cellule satellite.

Come vengono attivate le cellule satellite?

Come accennato all’inizio dell’articolo le cellule satellite sono normalmente inattive. La loro proliferazione può essere innescata da fattori ormonali o da un importante trauma a livello muscolare.
Gli ormoni in grado di attivare le cellule satellite sono diversi e collaborano tra loro esplicando un’azione comune (testosterone, insulina, HGH, IGF-1 ed altri fattori di crescita come l’MGF*, l’FGF** e l’HGF***). Per questo motivo l’assunzione di steroidi anabolizzanti, abbinata ad una dieta iperproteica e ad un allenamento adeguato, aumenta la massa muscolare stimolando l’ipertrofia ed in misura minore la formazione di nuove cellule muscolari (iperplasia). ‘attivazione delle cellule satellite è regolata, oltre che dagli ormoni, anche da numerosi altri fattori. Tra questi segnaliamo la miostatina che svolge un’attività inibitoria sulla proliferazione delle cellule satellite limitando la crescita muscolare nello sviluppo e nella vita adulta.
La miostatina è una proteina aperta nel 1997 e risulta essere l’enzima che limita la crescita muscolare negli esseri viventi. Essa è prodotta soprattutto dalle cellule del muscolo scheletrico e la sua attività viene regolata da un inibitore chiamato follistatina . Il preciso meccanismo della miostatina rimane ancora sconosciuto.

L’ MGF o fattore di crescita meccanico: è una isoforma dell’IGF-1 e, oltre a stimolare la crescita del muscolo ne favorisce anche la riparazione in caso di lesione. Viene prodotto a livello muscolare ed ha azione autocrina e paracrina (non circola nel sangue e agisce sulle cellule presenti nelle immediate vicinanze). Entrambe queste attività sono mediate dall’interazione con le cellule satellite. L’MGF è prevalentemente prodotto sotto stimolo negli esercizi contro resistenza. Esperimenti condotti su animali da laboratorio hanno attribuito all’MGF proprietà anaboliche decisamente superiori rispetto all’IGF-1. Tali risultati, ancora in attesa di conferma, rappresentano una delle ultime frontiere nel campo del doping genetico.

L’ipertrofia muscolare è il risultato di un: aumento delle miofibrille(sia di volume sia di numero);

sviluppo degli involucri muscolari (tessuto connettivo);

aumento della vascolarizzazione;

aumento del numero di fibre (iperplasia);

Le fibre interessate all’aumento di volume riguardano entrambi i tipi (lente e rapide), ma l’aumento maggiore avviene a carico delle fibre rapide.

Una considerazione importante legata alla crescita muscolare è che il sistema glicolitico produce acido lattico.

Troverete tutto nel seguente link:

https://docs.google.com/document/d/1Ze3QRtdAyxPw5pH9u0kVNl0ymk42cC9tJKXyDO5Rqvc/edit?usp=sharing

CLICCANDO NEL SEGUENTE LINK SI ACCEDE A DEGLI STUDI EFFETTUATI A RIGUARDO:

https://docs.google.com/document/d/1hlWa9yXkQvz3V61W5hn0gQQBNbwu5KpdebEJ3Y-TVgI/edit?usp=sharing

WithLoveGiulietta ❤


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Modello di calcolo del fabbisogno proteico nel praticante sportivo


In un praticante sportivo, l’aumento di 3 Kg di massa muscolare corrisponde a circa 600 grammi di incremento delle proteine muscolari (il restante 80% dell’aumento è sostanzialmente acqua). Ipotizzando che tale incremento venga raggiunto in circa sei mesi (180 giorni) di allenamento e tenendo conto che si riesce ad utilizzare circa il 70% delle proteine ritenute, significa che la ritenzione proteica complessiva deve essere pari a circa 860 grammi.
Tradotto in termini di fabbisogno giornaliero di proteine, significa che il praticante sportivo deve incrementare l’assunzione di proteine di circa 4,8 grammi rispetto al fabbisogno medio stabilito in 1g/Kg di peso corporeo (4,8 x 180 giorni = 856 grammi).
Va ancora sottolineato che, al di là di un determinato apporto di proteine, la loro sintesi tende all’appiattimento, il che vuol dire che tale quota proteica maggiorata non si traduce in una maggiore massa muscolare. Anzi, l’eccesso provoca un maggior impegno metabolico dell’apparato renale per l’eliminazione dell’ammoniaca.
Particolare attenzione va invece posta quando lo sportivo segua una dieta completamente vegetariana in cui non vengano assunti né latticini né uova; ad eccezione della soia e dei suoi derivati, le proteine contenute nei vegetali hanno un valore
biologico molto inferiore a quello delle proteine animali. Oltre all’utilizzo abbondante di legumi e di soia, un vegetariano praticante attività sportiva può avere il bisogno di ricorrere ad integratori proteici.