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Nutella: quanto ci fa male?

Uno dei prodotti più gettonati del mercato: la Nutella.

VIDEO SULLA NUTELLA: 

Chi di voi non ha un barattolo di questa crema spalmabile a casa?

Impossibile rinunciare a questo spuntino ormai tipico della tradizione italiana.

Vi siete mai soffermati a leggere l’etichetta?

Fino a poco tempo fa gli ingredienti potevano restare segreti e le industrie facevano i loro porci comodi, ma con la legge 2014 è obbligatorio indicarli tutti quanti (o quasi).

Andiamo dunque ad analizzarli:

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Come potete notare voi stessi, questa ”prelibatezza” è costituita unicamente da zucchero semolato (cancerogeno) e da olio di palma ( un altro demolitore della nostra salute).

Se volete sapere di più su questi ingredienti principali del composto, vi fornisco i link degli articoli e dei video 🙂

LINK ARTICOLO OLIO DI PALMA: https://amatestessa.com/2014/12/14/lolio-di-palma/

LINK ARTICOLO ZUCCHERO SEMOLATO: https://amatestessa.com/2014/11/26/lo-zucchero-semolato/

La sostituta biologica, che si sta diffondendo in questi ultimi anni è la NOCCIOLATA DELLA RIGONI DI ASIAGO, che possiamo acquistare anche in versione vegana:

 

Come potete ben notare dall’etichetta, si tratta di un prodotto ricco di zuccheri e dunque poco nutriente.

Spesso anche i prodotti biologici che troviamo al supermercato, non sono sempre affidabili, poiché il vero biologico è quello che possiamo ritrovare nelle campagne e nelle piantagioni di contadini affidabili, che trattano con rispetto la materia prima.

Come sanare la voglia incontrollabile di nutella?

Producendo noi stessi la crema di nocciole, fatta unicamente di nocciole!

FAMOSO NON SIGNIFICA AFFIDABILE!

SCONFIGGIAMO QUESTE MULTINAZIONALI CHE CI SFRUTTANO PER GUADAGNO!

ACQUISTIAMO SOLO PRODOTTI SANI E GENUINI ( il più possibile) IMPARANDO A LEGGERE LE ETICHETTE.


Dottoressa

Giulia Spano

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L’olio di Palma.

Buongiorno carissimi lettori,

oggi vi parlerò dell’olio di palma, il quale ha suscitato diverse liti, poiché c’è chi dice che non è dannoso e chi invece l’ha depennato senza alcun dubbio dalla sua lista della spesa.

Io come sempre mi limiterò ad esporvi la mia umile opinione sull’argomento, iniziando subito col dirvi che io faccio parte di quella categoria di persone che considera l’olio di palma dannosissimo alla nostra salute.

Perché vi chiederete?

Prima di iniziare ad esporvi le mie motivazioni, devo farvi una precisazione, ovvero devo dirvi che l’olio di palma che critico in questo articolo è quello che viene elaborato industrialmente e non quello derivato dalla semplice pianta, allo stato grezzo. Infatti tutti gli alimenti che lo contengono, o gli oli che ritroviamo nei supermercati, sono costituiti da un prodotto sottoposto alla snaturalizzazione e dunque privo di qualsiasi proprietà benefica. Le industrie infatti, al fine di rendere l’olio di palma liquido, rompendo i suoi legami saturi che ritroviamo nella pianta allo stato naturale, lo sottopone ad altissime temperature che comportano la perdita dell’unico costituente genuino dell’olio di palma, che si manifesta per il suo colore rossastro. Infatti se andiamo a comprare l’olio di palma, lo ritroviamo sempre e solo in forma giallastra proprio perché per essere allo stato liquido, è stato privato delle sue sostanze benefiche, le quali lo rendevano molto più sano e genuino anche se ricchissimo di grassi saturi che fanno male alla salute, soprattutto per la presenza del 47% di olio di palmisto. Essi però erano equilibrati dalla presenza di tantissimi antiossidanti che invece non sono presenti nel burro, che come detto, una volta trattati sono andati perduti.

Dunque allo stato grazzo l’olio di palma non è un toccasana ma contiene molti più nutrienti rispetto che al burro. Noi come detto più volte ci ritroviamo nelle nostre case con prodotti trattati industrialmente e quindi dannosissimi allo nostra salute.

L’olio d’oliva come vi ho spiegato più volte, è un prodotto sano, ricco di legami insaturi e dunque un toccasana per la nostra vita, nonchè più costoso per le industrie, le quali lo tralasciano offrendoci il carissimo olio di palma industriale.

Le merendine, il cacao, il cioccolato, i biscotti e tantissime altre cose confezionate, contengono questo elemento dannosissimo. Dovremo stare più attenti a ciò che compriamo al fine di evitare un futuro che si prospetta pieno di malattie cardiovascolari e metaboliche, dopotutto facendo finta di niente e continuando ad acquistare i prodotti trattati industrialmente, facciamo solo un favore alle industrie che di conseguenza continuano ad arricchirsi a discapito delle nostre vite. Impariamo ad avere più rispetto per noi stessi e ad amarci un po’ di più. Non continuiamo a vivere nell’ignoranza, al giorno d’oggi non possiamo più permettercelo. 

Io spero vivamente di avervi ancora una volta aperto gli occhi e ad incentivarvi a cambiare stile di vita.

Vi linko il mio canale youtube dove potrete trovare argomenti sulla nostra salute, ma anche tanto divertimento e chicchere. Se lo trovate di vostro gradimento, iscrivetevi per poter essere sempre aggiornati sui nuovi video.

CLICCA SULLA FOTO PER ACCEDERE AL CANALE

Schermata da 2014-11-18 07:44:39

A presto,

WithLoveGiulietta ❤


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Lo Scirippo d’Agave.

Buongiorno a tutti,

sono tornata per parlarvi di questo nuovo argomento. Sono stata ispirata da una mia amica che purtroppo ne faceva uso, affidandosi alle colossali bugie delle multinazionali.

Ormai tutti noi sappiamo benissimo che lo zucchero semolato fa malissimo alla nostra salute, per via dei processi di lavorazione a cui è sottoposto. Per questo motivo sono nati tantissimi sostituti al fine di migliorare la nostra vita, ma pochi sono realmente validi, in quanto nonostante vengano venduti in supermercati biologici e sia garantita la loro affidabilità, non sempre è vero!

Io vi consiglio vivamente due sostituti imbattibili sino a oggi: lo zucchero di canna che essendo grezzo non è sottoposto a processi chimici e il miele, prodotto naturalissimo e ricco di tante proprietà nutritive, il top del top!

Dopo questa premessa, vi spiego il perché del mio accanimento contro lo sciroppo d’agave:

le sue origini sono antichissime, essendo utilizzati anche dagli Aztechi, dopo essere stato estratto dalla sua pianta, ovvero l’Agave Tequiliana Weber, di origine messicana. Il problema principale è che purtroppo dopo la sua estrazione, è sottoposto a una miriade di processi industriali che lo privano delle sue proprietà sottoponendolo ad altissime temperature: sali minerali, vitamine ecc, vengono completamente distrutti e inoltre viene introdotta un’eccessiva quantità di fruttosio, il che aggrava ancora di più la situazione.

Lo sciroppo d’agave diviene indubbiamente un concentrato di veleno, che contiene maggior quantità di fruttosio rispetto a ogni tipo di dolcificante sul mercato. Questo varia da marca a marca, in percentuali che vanno dal 70 al 97%, rispetto al fruttosio stesso che viene venduto sotto forma di dolcificante, il quale ha invece contenuti intorno al 55%. UNA VERA E PROPRIA PRESA IN GIRO PER CHI ANCORA SI AFFIDA ALLE COMPETENZE INDUSTRIALI.

Ingerire una grande quantità di fruttosio, provoca a lungo andare l’insorgere di malattie come il diabete. aumento colesterolo, difficoltà cardiocircolatorie e così via.

Concludo invitandovi vivamente ad abolire lo sciroppo d’agave dalla vostra lista di alimenti fidati. 

Buona giornata a tutti,

WithLoveGiulietta ❤


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La dieta chetogenica Mayo.

La dieta che vi espongo oggi è un regime alimentare, che spero vivamente nessuno di voi abbia mai intrapreso nella sua vita: la dieta Mayo. Essa è una tecnica di riduzione del peso corporeo, nata una settantina di anni fa e messa a punto negli anni 80′.

Questa strana dieta,ha una durata di quattordici giorni, nel corso dei quali hai la possibilità di prenderti una pausa di soli due giorni.

Per saperne di più cliccate sul seguente link:

https://docs.google.com/document/d/1MA4dxIlaQ7mKAGS-euBJLiRvuqst4ZPFJkuBFT-4oRU/edit?usp=sharing

La condizione che la dieta Mayo determina, è totalmente dannosa e insostenibile per l’uomo: porta al degrado del sistema osseo, perchè assumendo solamente una porzione di yogurt in quel lasso di tempo e, abolendo ogni tipo di latticino e derivati, porta alla totale mancanza di calcio. Il calcio non è solo importante a livello osseo bensì anche nelle varie operazioni a livello cellulare, e porterebbe dunque a delle disfunzioni anche nel sistema muscolare e nervoso.

Inoltre si verificherebbe un calo di adipe ma anche un abbassamento sostanziale della massa muscolare e cutanea. Insomma, un vero e proprio deperimento, poichè induce un’elevata carenza in tutti gli aspetti nutrizionali.

Questa ”dieta” predilige proteine e grassi di derivazione animale e dunque saturi, e di conseguenza una grossa quantità di colesterolo che sappiamo essere dannoso se assunto in eccesso.

Nonostante questa apparente dominanza delle proteine, in realtà, la carenza si ha persino in questo tipo di nutriente, poichè il nostro corpo, privato di carboidrati e lipidi, è costretto ad attingere le fonti energetiche dalla massa muscolare, portandola al depauperamento.

La dieta Mayo non tiene conto del fabbisogno di micronutrienti, di conseguenza, nel periodo di restrizione è possibile che si manifestino carenze di sali minerali e di vitamine di discreta entità.

Vi sconsiglio vivamente di non intraprendere mai e poi mai questo doloroso percorso, che vi porterà solo incontro a malesseri di notevole entità. Inoltre interrotta questa dieta, e intrapresa una terapia per disintossicarsi, recupererete tutti i Kg in maniera immediata.

Pensateci due volte, anche dieci se necessario!

WithLoveGiulietta ❤


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I cibi impoveriti.

Sappiamo davvero cosa mangiamo? Ogni giorno, c’è chi cerca di seguire un regime alimentare corretto, avendo cura di non farsi mancare niente. Purtroppo però siamo dominati dalle multinazionali, le quali attraverso la loro produzione standardizzata, dedita all’utilizzo dei grandi macchinari, ci forniscono alimenti poveri, che non contengono le stesse proprietà nutritive di quelli che ci dona la natura.

Le tecniche di conservazione alimentari, conducono a una considerevole perdita vitaminica, che si riduce addirittura al 6%. Nel caso dei cereali, non sono solo le vitamine a essere perse, bensì anche minerali, cosicchè il pane che acquistiamo ogni giorno al supermercato, non contiene le stesse quantità di vitamina B1, B2, PP, e di ferro, come quelle che sono invece presenti nel pane integrale.Oltre a ciò, si ha anche un impoverimento della fibra, componente indigeribile della nostra dieta. L’importanza che si da oggi alla mancanza di fibra, è dovuta alle malattie derivate dalla malnutrizione: la riduzione della fibra comporta una conseguente diminuzione volumetrica degli alimenti, da ciò ne consegue il mancato senso di sazietà e un introito troppo alto di sostanze energetiche, per cui scatta molto più lentamente il segnale di riempimento della cavità gastrica.

Anche la vita frenetica, nella società in cui viviamo, provoca grande stress e non ci permette di dedicare il giusto tempo per la masticazione corretta dei cibi; dunque la pienezza gastrica interviene circa 20 minuti dopo che si è verificata una consistente assunzione di cibi, cioè in ritardo e dopo un’introduzione esagerata di principi nutritivi energetici.

Inoltre la mancanza di fibra grezza comporta un tempo di svuotamento gastrico accelerato: ne consegue che si è portati ad introdurre, più rapidamente e in tempi più brevi altro cibo. In definitiva l’aumento di calorie è notevolmente aumentato e superiore ai fabbisogni.

Questa situazione contribuisce maggiormente all’incombere di obesità diabete e altre disfunzioni metaboliche, accentuate anche dal fatto che la società odierne non pratica alcuno sport.

Con questo visaluto,

WithLoveGiulietta ❤


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Dieta Dukan.

La dieta Dukan, è un regime alimentare che dalla Francia, suo luogo di nascita, si è espansa anche in Italia, dove è stata accolta con grande entusiasmo. Il problema della società odierna, è che ormai ci limitiamo a credere a ciò che ci viene detto, senza usare un po’ del nostro tempo per documentarci e rivolgerci a delle figure professionali, al fine di essere sicuri di ciò che si sta adottando come stile di vita.

Il risultato di questo atteggiamento superficiale, lo si riscontra nei danni che, in questo caso il nostro organismo, andrà incontro.

Ecco perciò, un’accurata analisi sulla dieta Dukan, partendo innanzi tutto dal conoscere il medico che l’ha ideata: la passione di Pierre Dukan per l’alimentazione, è nata successivamente alla sua laurea in neurologia. Un giorno, infatti, accadde che un paziente gli chiese dei consigli sul come poter perdere peso, rivelandogli un aspetto che divenne focale nella dieta Dukan, ovvero il non poter assolutamente rinunciare alla carne. Dukan, gli consigliò di mangiare carne magra e gli stese una dieta che in 5 giorni, fece perdere ben 5 Kg al paziente. Fu proprio a questo punto che Dukan decise di voler diventare un professionista della nutrizione e di dar vita alla lotta contro l’obesità.

Non sto qui a parlare di tutti i processi penali a cui andò incontro Pierre Dukan, poichè mi dilungherei troppo, ma mi limito a dirvi che l’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, nel 2010 criticò questo regime, considerandolo dannoso alla salute.

Il 19 aprile 2012 è stato, per sua stessa richiesta, radiato dall’ordine dei medici francese.

Concentriamoci adesso sulla dieta, che potrete trovare descritta cliccando sul seguente link:

https://docs.google.com/document/d/1b8utWEMW0AdX0PtS5xLRDIqZNaNihcxpYnl28QkPuVw/edit?usp=sharing

Cosa comporta la dieta Dukan?

Innanzitutto, il fatto che il regime proteico sia preponderante in tutte le fasi della dieta, comporta solamente dei gravi danni quali, la disidratazione, poichè manda l’organismo in acidosi e anticipa di anni l’insufficienza renale cronica, che è invalidante e accorcia la vita. In sintesi, la produzione di glucosio avviene con consumo di energia, dovendo prima smantellare amminoacidi e poi sintetizzare glucosio e acidi grassi. Tutto ciò, perchè ci si priva dell’elemento chiave della nostra energia, ovvero i carboidrati.

La dieta Dukan, per contrastare l’obesità, propone di mangiare in libertà e monitorare l’alimentazione seguendo dei corsi on line. Non vi sembra alquanto errato tutto ciò? Bisognerebbe sempre e solo affidarsi a un dietologo o un nutrizionista quando si prende una scelta così delicata, e non di certo affidarsi a dei corsi on-line.

Questa dieta è restrittiva e corrosiva. Ve lo dimostra anche una delle tante testimonianze, al cui link vi rimando:

http://www.today.it/donna/dieta-dukan-senza-carboidrati-conseguenze.html

Ecco come la vita di una persona viene degradata. Non ci sono parole per descrivere quanta incompetenza esista in figure come quella di Dukan, che dovrebbero essere responsabili della vita umana e non corroderla sia fisicamente che mentalmente. Per fortuna non sono tutti così superficiali e ignoranti.

Con questo vi lascio,

Buona giornata,

WithLoveGiulietta ❤


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L’alimentazione nell’età senile.

L’uomo nel corso della sua vita, non matura solo dal punto di vista psicologico, attraverso le nuove esperienze che la vita nel corso degli anni gli ha posto davanti, bensì va incontro a una contemporanea maturazione fisica.

Infatti più il tempo trascorre, più il nostro corpo deteriora, soprattutto se non viene trattato con le giuste attenzioni. Un aspetto che bisogna considerare in questa parte del percorso di crescita, è l’alimentazione, la quale nella maggior parte dei casi, viene sempre trascurata in questa fascia d’età.

Vi riporto qui di seguito delle dritte tratte dalle Guide Inran:

Un buono stato di nutrizione è uno dei presupposti per il “successful ageing”.

Il principale problema nutrizionale in età senile è la riduzione dell’introito alimentare e dalla perdita di una motivazione a mangiare.

Il rapporto tra peso e mortalità si modifica con l’età e l’IMC correlato con la più bassa mortalità passa da 18.5 a 24.9 kg/m2, sia negli uomini che nelle donne, dai 30 ai 74 anni di età. Alcuni autori suggeriscono addirittura che un modico sovrappeso abbia una funzione protettiva in età geriatrica.
Cattivo stato di nutrizione = ridotta immunocompetenza, comparsa di lesioni da decubito, ridotta efficienza della muscolatura scheletrica.

Le dimensioni classicamente esplorate (stato cognitivo, livelli di autonomia, tono dell’umore) sono tutte condizionate dallo stato di nutrizione e, a loro volta, condizionano lo stato di nutrizione del paziente.

Una diagnosi precoce di malnutrizione consente di poter intervenire da un punto di vista nutrizionale quando il recupero di un buono stato nutrizionale è ancora possibile.
stato di nutrizione

1.     il bilancio energetico e dei singoli nutrienti.
2.     la composizione corporea
3.     la funzionalità corporea

L’elevata prevalenza di Malnutrizione in età geriatrica e l’influenza che questa ha su morbilità e mortalità fanno sì che sia importante poter disporre di uno strumento di screening precoce dello stato di nutrizione che consenta di individuare i soggetti che presentano un rischio nutrizionale.
I soggetti in età geriatrica presentano caratteristiche estremamente variabili che possono influenzare lo stato di nutrizione. Lo strumento di valutazione nutrizionale dovrà allora essere, non solo efficace nell’individuare un rischio o uno stato di malnutrizione, ma anche sufficientemente flessibile da potersi adattare all’estrema variabilità della popolazione senile.
In linea di massima si può articolare il lavoro in due fasi:
-Valutazione del rischio nutrizionale attraverso l’MNA;
-Misurazione della composizione corporea e dell’introito alimentare.

Questionario di semplice realizzazione composto da 18 domande ripartite in tre ambiti:
Antropometria;

Alimentazione;

Stato cognitivo e disabilità;
Composizione corporea.
Si verifica nel soggetto anziano, una progressiva riduzione della massa magra, in particolare della massa cellulare metabolicamente attiva, ed un incremento della massa grassa. Tale andamento si modifica al di là dei 75-80 anni: il decremento della massa magra si accentua, seguito questa volta dalla riduzione anche della massa grassa.

La sarcopenia fisiologica e progressiva nell’età geriatrica, è correlata ad un aumento della disabilità fisica e del rischio di cadute, alla riduzione del metabolismo basale, della densità ossea, della sensibilità all’insulina e della capacità aerobia.

Durante l’età geriatrica la massa grassa tende a redistribuirsi, accumulandosi sul tronco ed intorno agli organi splancnici. Ciò e’ stato associato alla maggiore incidenza, con il passare degli anni, di malattie dismetaboliche, cardiovascolari e neoplastiche.

Anche l’acqua totale corporea diminuisce ed in particolare diminuisce l’acqua intracellulare. Tale riduzione e’ una conseguenza della riduzione della massa magra, alla quale l’acqua intracellulare e’ legata.

Anche il tessuto osseo va incontro ad una progressiva riduzione della massa e della densità e ciò spiega il manifestarsi dell’osteoporosi e l’aumento di incidenza di fratture, anche spontanee, nei soggetti anziani.

Nella terza età possono cominciare a manifestarsi i segni iniziali di altre malattie cronico-degenerative tipiche non solo dell’età ma anche del mondo occidentale, quali ad esempio il diabete, l’obesità, l’ipertensione arteriosa e le cardiopatie in genere ed altre ancora.

I meccanismi di regolazione idrica risultano compromessi: il soggetto anziano corre il rischio di disidratazione se l’assunzione dei liquidi non viene adeguatamente valutata.
Il problema dell’incontinenza o anche della paura di doversi alzare la notte per svuotare la vescica, può scoraggiare un anziano a bere a sufficienza.
Le conseguenze della disidratazione: confusione mentale, labbra secche, aumento della temperatura corporea, vertigini e bassi livelli corporei.
Le possibili differenze nei meccanismi di termoregolazione correlate all’età potrebbero essere attribuite a:
1- un apparente ritardo nella comparsa della sudorazione che si verifica con l’avanzare dell’età;
2- una sudorazione minore a seguito sia della minor efficacia delle ghiandole sudoripare, sia della minor capacità di reintegrazione dei liquidi persi;
Col passare degli anni si osserva una riduzione del flusso vascolare periferico che peggiora la vasodilatazione a livello cutaneo(riduzione flusso del 25-40%).
Nella piramide alimentare rivolta agli anziani si è particolarmente evidenziato l’apporto idrico. Alla base della piramide sono stati collocati 8 bicchieri d’acqua, ovvero il numero minimo previsto di porzioni al giorno per questo importante nutriente.
Aspetti di particolare rilevanza di cui bisogna tener conto per il soggetto anziano che pratica attività sportiva:
– Le differenze nei fabbisogni nutrizionali legati all’età;
– Le specifiche necessità nutrizionali connesse alla pratica sportiva;
– Lo stato di salute dello sportivo e l’eventuale concomitante presenza di malattie croniche;
– Il livello della preparazione atletica.

Gli sportivi in età avanzata non devono modificare sostanzialmente la loro alimentazione rispetto alla popolazione generale di pari età, salvo che un adeguamento dell’apporto energetico, proporzionale all’effettivo dispendio energetico connesso con la pratica sportiva, laddove non sussista una condizione di sovrappeso corporeo da correggere.
La razione alimentare deve privilegiare la quota glucidica (50-60% dell’energia totale giornaliera), in particolare quella dei carboidrati complessi (80% della quota totale).
L’apporto proteico non deve essere diverso da quello consigliato per la popolazione generale (10-15% dell’energia totale giornaliera pari a circa 0.95-1 g/kg di peso corporeo), equamente rappresentate da fonti animali e vegetali, anche in considerazione del fatto che non sussistono le condizioni fisiologiche e la necessità tecnica di incrementare la massa muscolare, e che apporti elevati di proteine possono aumentare le perdite urinarie di calcio.
I lipidi saranno presenti nella razione alimentare in quota pari al 25-30% dell’energia totale giornaliera, privilegiando le fonti vegetali e in particolare l’olio extravergine d’oliva, per la sua maggiore digeribilità, per il gusto e l’apporto ben bilanciato di acidi grassi mono, poliinsaturi e saturi, nonché di vitamina E e di altre sostanze antiossidanti.
La fibra deve essere presente in quantità pari a 25-30 g/die, in modo da sfruttarne al meglio le caratteristiche metaboliche (regolazione nell’assorbimento dei nutrienti) e meccaniche (transito intestinale), nonché per garantire un buon equilibrio della flora batterica intestinale e contribuire cosi, unitamente all’apporto idrico, ad una fisiologica evacuazione del contenuto intestinale.
Alcuni consigli:
Gustare gli alimenti;
seguire le linee guida per una sana alimentazione italiana in relazione all’apporto di grassi, fibra, sale e zuccheri semplici
ricordarsi che gli spuntini costituiscono una parte importante della dieta;
assicurarsi che l’assunzione dei liquidi sia adeguata;
tenere in casa una certa quantità di cibo in caso di emergenza;
cercare di passare del tempo fuori casa, in particolare in primavera ed in estate. Se soli, cercare di condividere il momento del pasto con amici o vicini di casa;
chiedere aiuto per fare la spesa quando necessario;
cercare di rimanere attivi;
ricordare che il cibo porta “entusiasmo”.
I dieci maggiori fattori di rischio identificati:
1 – depressione/solitudine
2 – meno di 8 pasti contenenti proteine a settimana
3 – lunghi periodi senza assunzione di cibo
4 – scarsa assunzione di latte
5 – elevato livello di avanzi
6 – malattie e disabilità
7 – basso reddito
8 – impossibilità di andare a fare la spesa
9 – repentini cambiamenti di peso
10 – scarsa assunzione di frutta e verdura

La concomitanza di molti di questi fattori indica una aumentata vulnerabilità da un punto di vista nutrizionale e la necessità di un intervento.
In tutte le fasce di età, l’attività fisica rappresenta un indispensabile strumento di prevenzione e di terapia, e nei soggetti anziani la sua attuazione richiede particolari attenzioni e competenze.
La sedentarietà contribuisce ad accelerare e ad accentuare il fisiologico declino dell’efficienza fisica che si realizza in generale nella popolazione di età più avanzata. In particolare, la mancanza di una adeguata quantità di movimento produce una progressiva perdita del tono-trofismo muscolare (sarcopenia) e del contenuto minerale dell’osso (osteoporosi), con conseguente aumentato rischio di fratture.

La prescrizione dell’attività fisica deve per questa categoria di soggetti deve basarsi sul concetto di “gradiente di salute / efficienza fisica”, o “scala Salute-Fitness”, in modo tale da realizzare obiettivi personalizzati per ciascun soggetto e che possiamo genericamente indicare in un mantenimento/miglioramento dell’efficienza fisica oppure dello stato di salute. (Secondo le Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 1996 sulla Promozione dell’Attività Fisica nella Popolazione Anziana).
In particolare, per i soggetti “sani e fisicamente efficienti” sarà importante mantenere ed eventualmente migliorare il grado di efficienza fisica; mentre per quelli “fisicamente non efficienti” (affetti da patologie correlate all’età, ma ancora autosufficienti nelle loro attività quotidiane) l’obiettivo sarà quello di prevenire lo sviluppo di malattie croniche e di favorire un miglioramento delle loro capacità funzionali; infine per i soggetti del terzo gruppo “fragili” lo scopo del programma di attività fisica sarà rivolto soprattutto al miglioramento della qualità della vita e delle capacità funzionali, e orientato verso la riconquista di una sempre maggiore autonomia.
L’evidenza scientifica ha da tempo indicato come esista una chiara positiva correlazione tra l’entità dell’attività fisica e il miglioramento di molte condizioni patologiche.
In Italia gli ultrasessantacinquenni sono ormai quasi il 20% della popolazione totale.
Sono molti i fattori che possono peggiorare l’alimentazione, e lo stato di nutrizione, e minori necessità caloriche derivanti dalla diminuzione del fabbisogno di base (legata alla riduzione della massa magra) e dalla ridotta attività fisica comportano un significativo decremento del fabbisogno energetico intorno ai 75 anni.
Per quanto riguarda le proteine, rimane valido il fabbisogno raccomandato per le età precedenti. Gli alimenti proteici più consigliati sono il latte, i formaggi, i legumi, le uova, il pesce (prezioso veicolo di acidi grassi polinsaturi omega-3) e la carne (soprattutto carne magra e pollame), fonti anche di calcio e di ferro di cui spesso l’anziano è carente.
È opportuno ridurre i grassi preferendo quelli più ricchi in acidi monoinsaturi e polinsaturi: olio di oliva, alcuni oli di semi, grassi del pesce e della frutta secca (in piccole dosi).
Come comportarsi:
• Sforzati di consumare sistematicamente una dieta variata e appetibile.
• Evita il ricorso troppo frequente a pasti freddi, piatti precucinati o riscaldati.
• Scegli gli alimenti sulla base delle condizioni del tuo apparato masticatorio, anche per facilitare i processi digestivi che nell’anziano sono meno efficienti e preparali in modo adeguato come ad esempio: tritare le carni, grattugiare o schiacciare frutta ben matura, preparare minestre, purea e frullati, scegliere un pane morbido o ammorbidirlo in un liquido, ecc.
• Evita pasti pesanti e fraziona l’alimentazione in più occasioni nell’arco della giornata.
• Fai una buona prima colazione comprendente anche latte o yogurt.

Come comportarsi:
• Conserva un peso corporeo accettabile, continuando a mantenere, se possibile, un buon livello di attività motoria ed evitando di abusare di condimenti grassi e di dolci.
• Riduci i grassi animali, scegli frequentemente il pesce e le carni alternative (pollo, tacchino, coniglio,ecc.), non esagerare con i formaggi.
• Consuma spesso legumi, frutta e ortaggi freschi.
• Non eccedere con il consumo di bevande alcoliche e con l’aggiunta del sale da cucina.

Cosa comporta seguire uno stile di vita sano:

Obesità Riduzione dell’eccesso di massa grassa e aumento della massa magra;
Diabete Riduzione dell’insulino-resistenza e migliore tolleranza ai carboidrati;
Dislipidemie Riduzione dei valori ematici dei trigliceridi e del Colesterolo totale e LDL, e contemporaneo aumento del Colesterolo HDL;
Osteoporosi Riduzione della perdita di massa ossea;
Artrosi e altre patologie osteo-articolari Aumento della mobilità articolare e del tono- trofismo muscolare;
Ipertensione arteriosa Riduzione dei valori pressori sistolici e diastolici;
Cardiopatie Migliore efficienza contrattile del miocardio;
Aumento del Consumo di Ossigeno;
Minore lavoro cardiaco a riposo;
Eventi vascolari cerebrali Migliore abilità motoria e coordinazione;
Disturbi depressivi Migliore capacità di socializzazione e risposta psico-affettiva;
Bronco-Pneumopatia Cronica Ostruttiva Migliore funzionalità respiratoria.

Buona giornata a tutti.

WithLoveGiulietta ❤