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L’esercizio fisico CURA il Diabete mellito tipo2

diabete

 

Il diabete mellito 2 è una malattia cronico-degenerativa che deriva, per la maggior parte dei casi, da uno stile di vita squilibrato e dunque tipico di un soggetto sedentario e dedito ad un regime alimentare non equilibrato.

L’esercizio fisico è considerato terapia cardine della cura di questa patologia ed è per questo motivo che, con queste parole, voglio sottolinearne l’importanza, sia come metodo preventivo che curativo del DM.

 

Con il termine diabete mellito si raggruppa un insieme di malattie accomunate da iperglicemia. L’iperglicemia può essere provocata da difetti di secrezione dell’insulina e/o difetti di azione dell’insulina.

A lungo andare, una condizione di iperglicemia cronica, comporta disfunzioni e lesioni in diversi distretti (reni, cuore, vasi, nervi, retina etc.)

Bisogna perciò prestare particolare attenzione ai soggetti affetti da sindrome metabolica (i quali sviluppano patologie come cardiopatia ischemica, diabete, gotta ed altre ancora), in modo tale da avviare corretti programmi di prevenzione del DM2.

Troviamo tra le categorie a rischio di DM2 i soggetti IFG e IGT, ovvero casi di prediabete associato a obesità, alti livelli di trigliceridi e basso HDL + ipertensione.

La prevalenza del diabete in Italia va dal 10 al 23 % e la Sardegna presenta la più alta incidenza di DM1 in tutto il mondo.

La scelta dell’esercizio fisico come prevenzione e cura del DM2 è importante poiché le fonti energetiche utilizzate dipendono dal tipo di disciplina sportiva praticata, che a sua volta determina il tipo di fibre muscolari che vengono maggiormente attivate.

L’esercizio di potenza muscolare favorisce la crescita di fibre bianche, a contrazione rapida, mentre l’esercizio di resistenza favorisce la crescita delle fibre rosse che hanno una grande capacità ossidativa, perché ricche di mitocondri e vasi sanguigni.

L’allenamento di resistenza muscolare DETERMINA l’attivazione di AMPK, una protein kinasi che attiva il gene PGC-1, il quale a sua volta regola i geni coinvolti nel metabolismo energetico collegando gli stimoli esterni alla attività mitocondriale ed è un fattore importante nella determinazione tipo di fibra muscolare, e determina l’attivazione di PPAR-delta, un recettore nucleare coinvolto nella costruzione e nel funzionamento del muscolo.

L’attività fisica infatti determina la rottura del legame altamente energetico del fosforo dell’ATP liberando energia necessaria per la contrazione muscolare. Ciò determina aumento dell’AMP che a sua volta attiva la sua kinasi AMPK per ristabilire, riproducendo il legame con consumo di energia, i livelli di ATP che permettono la contrazione muscolare.

Aumenta anche l’enzima malonil-CoA che aumenta la concentrazione di acidi grassi nei mitocondri in modo da utilizzarli come fonte energetica.

I PPAR sono importanti perché permettono l’aumento delle fibre ossidative dopo l’allenamento oltre che essere un gene master (regolatore) delle cellule di grasso: in particolar modo l’isotipo PPAR-delta è attivato con l’attività fisica, permettendo così la beta ossidazione degli acidi grassi.

Diversi studi condotti negli ultimi anni, che hanno arruolato 2000 controlli e 2200 soggetti a rischio di diabete, hanno stabilito che una dieta a basso regime calorico e una moderata attività fisica hanno ridotto di circa il 58% l’insorgenza del diabete in persone IGT rispetto a soggetti non trattati.

Tali benefici perdurano significativamente da 6 a 20 anni alla fine del trattamento intensivo: si tratta della memoria metabolica.

Gli sports più adatti alla cura e prevenzione del DM2, sono quelli di tipo aerobico, che coinvolgono le masse muscolari maggiori, quelle degli arti inferiori, a un intensità tra 40-60% per bruciare i grassi.

La durata, escludendo riscaldamento e defaticamento, dev’essere tra i 30-60 minuti al giorno.

Negli ultimi tempi è stata constatata l’importanza dell’interval training, ovvero ALLENAMENTO DISCONTINUO composto da delle SERIE DI ESERCIZI A VARIE INTENSITÀ alternate a PERIODI DI RIPOSO ATTIVO O PASSIVO, che permette di ottenere grandi risultati in circa 15 minuti escludendo il riscaldamento.

Altro fattore importante riguarda le precauzioni da seguire per evitare traumi o ipoglicemie e ottenere buoni risultati:

UTILIZZARE CALZATURE ADEGUATE;

MONITORARE LA GLICEMIA PRIMA, DOPO E DURANTE L’ALLENAMENTO;

ECG A RIPOSO E SOTTO-SFORZO;

DIETA BASATA SUL 50-60% DEI CARBOIDRATI, 10-15% PROTEINE E 25-30% GRASSI CON DEFICIT DI 300 KCAL AL GIORNO, RICCA DI FIBRE E INTEGRAZIONE IDROSALINA

La domanda finale è: Può l’esercizio fisico curare il diabete?

Si, attraverso l’esercizio fisico si possono prevenire i casi di insorgenza di diabete in soggetti predisposti o addirittura mandare in remissione il diabete di tipo2, intervenendo sullo stile di vita.

 

                                                                                                      Dott.ssa Giulia Spano

 

 

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Cardiopatie ischemiche.

Convivere con una malattia è tra le esperienze più difficili della vita. Essere limitati in ogni aspetto personale e sociale, può mettere a dura prova la nostra psiche e tutto ciò che ne deriva.

Quando nasci con una patologia a trasmissione genetica, non hai scelta, te la porterai per tutto il tuo percorso di crescita, cercando con l’aiuto dei medici di attenuarla e tenerla sotto controllo.

Il tema di oggi riguarda quelle patologie che sono per la maggior parte dei casi, derivanti dal nostro comportamento errato nella vita di tutti i giorni, ovvero uno stile di vita sedentario, alimentazione per niente sana, essere esposti a sostanze inquinanti, tutte cose che ci indeboliscono fortemente, sino al condurci in fin di vita.

Diamo innanzitutto uno sguardo generale alle cardiopatie ischemiche, per comprendere meglio di che si tratta:

si tratta di tutte quelle malattie cardiache legate a una riduzione sia relativa che assoluta, dell’apporto di ossigeno al miocardio. Una volta verificatasi questa assenza di O2, le sindromi cliniche saranno le seguenti: angina pectoris, infarto miocardio, miocardiosclerosi e morte improvvisa per l’occlusione di una coronaria.

Sono tutte malattie difficili nella fase preclinica, il che rende ancor più complesso curarle nella fase di prevenzione secondaria.

Nonostante nell’ultimo ventennio, le cardiopatie ischemiche sono in netta diminuzione, nel nostro Paese l’1,8 per mille sull’intera popolazione, ovvero 100.000 morti/anno, muoiono per queste patologie.

L’industrializzazione è un fattore determinante, poiché si nota un livello maggiore di soggetti malati, nei paesi più evoluti, per via del fattore inquinamento, rispetto che in quelli meno tecnologici.

Questo dovrebbe farci riflettere…

Nel verificarsi della malattia, possiamo distinguere tra fattori che POSSIAMO MODIFICARE (al fine di evitare il malessere) e FATTORI NON MODIFICABILI.

– Fattori non modificabili:

si tratta del sesso e dell’ereditarietà. Nel primo caso, è importante sottolineare che gli uomini sono quelli che incontrano spesso queste problematiche. La donna infatti sino alla menopausa è protetta dalla produzione ormonale, che dopo i 45 anni si attenua.

Nel secondo caso, invece, parliamo delle ”famiglie vascolari”, ovvero quei rami familiari in cui c’è una predisposizione nell’ammalarsi di cardiopatie ischemiche.

– Fattori modificabili: 

sono di diverso tipo e presentano varie sfumature se combinate tra di loro. Le alterazioni del metabolismo lipidico, sono caratterizzate dalla produzione di colesterolo cattivo in eccesso. Questo fattore può essere anche associato in minima parte alla genetica, ma generalmente deriva da una corretta alimentazione.

L’ipertensione arteriosa è uno dei fattori più aggravanti e difficili da gestire. Il fumo di tabacco incide ulteriormente nel verificarsi dell’ipertensione, perchè ha come componenti principali la nicotina e l’ossido di carbonio.

La nicotina provoca vasocostrizione e rende difficile lo scorrimento del sangue, mentre la CO si lega all’emoglobina e impedisce il trasporto di ossigeno ai tessuti.

ARTICOLO SUL FUMO: https://amatestessa.com/2014/09/13/la-respirazione-e-gli-effetti-dannosi-del-fumo/

VIDEO SUL FUMO: 

La sedentarietà è un altro fattore che incide moltissimo poiché apporta notevoli benefici al nostro metabolismo e al sistema cardiocircolatorio, agevolandone il battito e la pressione.

Il diabete spesso si associa alle cardiopatie ischemiche, dato che i soggetti che ne soffrono sono spesso in sovrappeso.

Come si possono prevenire queste malattie?

Attraverso degli interventi COMUNITARI, si può promuovere uno stile di vita sano. La scuola è uno degli ambienti in cui si punta maggiormente per educare sin dalla tenera età i bambini a vivere la vita a pieno.

Nel caso in cui il soggetto sia predisposto per ereditarietà a queste patologie, l’intervento è di tipo INDIVIDUALE, perciò sarà il medico a seguirlo e a proporgli un programma specifico per le sue caratteristiche.


♔WithLoveGiulietta♔


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Alimenti che fanno bene al cuore!

Buongiorno cari lettori,

oggi parlerò del cuore e degli alimenti, che più di ogni altro migliorano la circolazione e permettono di prevenire le malattie coronariche o nel caso in cui siano già presenti, di migliorare il tenore di vita.

Tempo fa feci un articolo proprio riguardante il cuore e le malattie che purtroppo si manifestano. Vi fornisco qui di seguente il link dell’articolo:

https://amatestessa.wordpress.com/2014/09/17/le-malattie-cardiache/

Come ben sappiamo il cuore è un organo affascinante e delicato, ma allo stesso tempo energico e vitale, poichè ci consente di pompare il nostro sangue in ogni distretto dell’organismo, garantendo la diffusione delle sostanze nutritiva, la comunicazione tra cellule, la difesa immunitaria e così via. Nonostante ciò basta poco per poter andare incontro a delle gravi conseguenze: la nostra alimentazione incide nella nostra vita al 99% e non possiamo permetterci di rovinarci l’esistenza seguendo dei regimi alimentari non meditati.

Le industrie ci forniscono alimenti che spesso contengono sostanze nocive e droganti come l’olio di palma, l’olio di cocco, lo zucchero semolato e tantissime sostanze chimiche che non fanno altro che creare dipendenza e ucciderci inconsapevolmente. Anche le carni grasse e i prodotti caseari, per via del loro alto contenuto di grassi saturi trans, aggravano la situazione.

Dovremo dedicare maggior attenzione alla cura della nostra persona, la quale parte proprio dall’interno. Vediamo dunque che nutrienti dobbiamo inserire nel nostro organismo al fine di poter trarre benefici fisici e psicologici.

Quali sono questi alimenti?

-Pesce: soprattutto il salmone fresco, che contiene omega 3 e antiossidanti, sardine fresche e il pesce azzurro in generale. Esso ha un effetto protettivo dall’incombere delle malattie cardiovascolari, poichè ha la capacità di mantenere bassi i livelli di grassi e colesterolo, i quali comportano nei peggiori dei casi, l’intasamento dei vasi sanguigni e dunque ictus o infarto miocardico.

-Cereali integrali: consigliatissimi nella dieta mediterranea, poichè apportano fibre le quali oltre a migliorare il transito intestinale, contengono antiossidanti, fitoestrogeni e fitosteroli, protettori delle coronarie.

Degli studi condotti hanno dichiarato che il consumo di fibre vegetali, comporta la riduzione del 40% di rischi coronarici.

-Legumi: contribuiscono all’abbassamento dei livelli del colesterolo sanguigno, per via di molte sostanze nutrienti come i flavonoidi  che contrastano la formazione di coaguli ne sangue e dunque ictus e infarto miocardico. Sono consigliati come sostituti alla proteine della carne, e contengono grassi insaturi. Inoltre donano un senso di sazietà.

-Olio di semi di lino: è considerato come una della fonti vegetali in primo piano per ciò che concerne la presenza di acido linoleico ed alfa linoleico, i quali sono usati nel nostro organismo al fine di dare vita all’omega3.

-Cioccolato extra-fondente: è un alimento contenente altissimi livelli di flavonoidi, contenuti nella pianta di cacao da cui il cioccolato deriva,che contribuiscono a migliorare la salute del cuore, e di conseguenza la circolazione sanguigna e il sistema immunitario, promuovendo la riduzione dell’infiammazione.

-Olio d’oliva: alleato della dieta mediterranea, composto da grassi insaturi i quali hanno come detto più volte, la proprietà di ridurre le placche a livello dei vasi sanguigni, abbassando il colesterolo cattivo LDL e alzando i livelli di quello buono detto HDL. Ottimo condimento giornaliero per la maggior parte degli alimenti che ingeriamo. Ovviamente va assunto nelle giusto dosi, se no si andrebbe incontro all’effetto contrario.

-Pomodori: come detto più volte nei miei articoli sulla dieta mediterranea, sono una eccellente fonte della vitamina A e C, inoltre contengono anche potassio, licopene e molte fibre. Se si cuoce il pomodoro, si aumenta l’assorbimento del licopene e l’attività degli antiossidanti non si riduce.

-Mele: ricche anch’esse di flavonoidi e quercitina, che sono essenziali nella prevenzione delle placche arteriosclerotiche, riducendo la formazione di LDL. Anche la pectina contenuta in questo frutto, abbassa i livelli di colesterolo sanguigno.

-Melograno: diversi studi hanno dimostrato che il suo succo diminuisce la formazione di placche arteriose e abbassa la pressione sanguigna. Questo avviene, poichè è ricco di polifenoli tra cui antociani e un gran numero di antiossidanti. ANche i mirtilli svolgono questa azione.

-Banana: per i suoi alti contenuti di potassio, contribuisce al mantenimento delle dosi di sodio a livelli tollerabili, eliminando se necessario gli eccessi, mantenendo buona la pressione sanguigna. Anche gli spinaci e le patate dolci svolgono la stessa funzione.

-Bacche di Goji: con il loro potere antiossidante, aiutano a proteggere dal colesterolo LDL e dall’attacco dei radicali liberi preservando il cuore dall’insorgere di patologie.

-Vino: Con moderazione altrimenti comporta solo effetti negativi. Esso contiene polifenoli che permettono alle cellule delle arterie di vasodilatarle.

 

 

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO SULLE CARDIOPATIE ISCHEMICHE:

https://amatestessa.com/2015/07/27/cardiopatie-ischemiche/

 

 

Dott.ssa Giulia Spano


2 commenti

Le malattie cardiache.

Ciao a tutti,

oggi vi parlerò di un altro argomento che mi sta molto a cuore, poiché colpisce individui di tutte le fasce d’età (soprattutto gli anziani), e se non curato nelle giuste misure, può portare alla morte. Ogni anno, infatti, si verificano 16,7 milioni decessi per malattie cardiovascolari; e 20 milioni di persone sopravvivono ad un “accidente cerebrovascolare”.

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Possiamo dunque capire che la situazione è molto critica e che non possiamo certamente starcene con le mani in mano aspettando che questi eventi facciano il loro corso. Dobbiamo piuttosto apportare un cambiamento nelle nostre abitudini quotidiane, adottando uno stile di vita migliore, che anche se inizialmente può sembrare faticoso per un soggetto sedentario, nel giro di poco tempo apporterà così tanti benefici che non si potrà mai più vivere senza. Sto parlando di un regime alimentare corretto, il quale è sempre alla base di tutto, ma in questo caso ciò che fa ancor più la differenza è lo sport. Esso a mio parere, se svolto compiendo i giusti gesti atletici e nelle corrette dosi (le quali saranno stabilite dopo una visita del paziente, per poter stendere un programma adattato alla propria situazione), è la miglior cura che vi possa essere sia a livello psicologico che fisico. Se consideriamo che quest’ultimi aspetti sono interdipendenti tra loro, possiamo ben capire che curando il corpo al fine di ridurre il malessere fisico, saremo ogni giorno più felici.

Vediamo ora quali sono le malattie cardiovascolari che colpiscono la popolazione:
Ipertensione arteriosa;
Malattia coronarica;
Arteriopatie periferiche;
Ictus;
Scompenso cardiaco.

Come già detto, a seconda della situazione clinica di ogni individuo, verrà steso un programma di allenamento, adattato a quel singolo caso. Dovete sapere, inoltre, che esistono diversi livelli di MET: misura dell’intensità metabolica, definito
anche EQUIVALENTE METABOLICO.
• 1MET = equivale alla quantità di ossigeno consumato per le funzioni basali dei vari organi da un uomo in condizioni di riposo = 3,5ml/Kg/min

Basandoci su questo punto di riferimento, possiamo dare una classificazione delle intensità dell’ attività fisica:
-Intensità lieve: 3 MET camminare sul piano, nuotare lentamente, ecc;
– Intensità moderata: 3 – 6 MET camminare velocemente o in salita;
– Intensità medio-elevata: il dispendio superiore a 6 MET (VO 2 = 21ml/Kg/min).

La risposta emodinamica varierà al variare del tipo di intensità del gesto atletico: nelle attività dinamiche, ovvero nell’esercizio ripetitivo, ciclico, in cui la forza muscolare non è utilizzata al massimo delle sue possibilità, parliamo di attività aerobiche nelle quali i muscoli, utilizzano prevalentemente energia liberata dall’ossidazione dei lipidi. Per intensità superiori il substrato preferenziale è dato dall’ossidazione dei carboidrati.

I benefici, che apportano le attività dinamiche nel sistema cardiovascolare, sono:
incremento della frequenza cardiaca; vasodilatazione periferica; scarso incremento della pressione arteriosa.
Questo tipo di attività è indicata nei casi di prevenzione primaria o secondaria delle malattie cardiovascolari.
Dopo di che esistono le attività statiche o di potenza, in cui il muscolo utilizza prevalentemente fosfocreatina come
substrato energetico e solo in parte carboidrati attraverso la glicolisi anaerobica, con accumulo di lattato ematico (attività anaerobica).
I benefici, che apporta un’attività di potenza al sistema cardiovascolare, sono:
aumento resistenze vascolari periferiche; aumento pressione arteriosa media; e non è indicata nei casi di ipertensione arteriosa. La pratica regolare di questa tipologia di esercizio fisico è in grado di indurre effetti benefici sull’ organismo e apparato cardiovascolare.

Non sto qui a descrivervi l’intero funzionamento cardiovascolare, ma mi limiterò a descrivere alcune delle malattie.

L’ipertensione: viene definita in base alla presenza di una pressione arteriosa sistolica >o = a 140 mm/Hg e una pressione diastolica >o = a 90 mm/Hh in un soggetto senza terapia farmacologica.

Essa si distingue in: primitiva,nell’80-90% dei casi; secondaria, dovuta nel 10% dei casi, a una patologia organica, ai farmaci, alla gravidanza. Detto in poche parole, l’ipertensione è dovuta alla formazione di placche (aterosclerosi), le quali vanno ad ostruire le arterie, bloccando lo scorrimento del sangue. Da tutto ciò ne deriva un danno cardiaco, i cui sintomi sono: cefalea; sensazione di pesantezza del capo; dolori ai bulbi oculari; sibili all’orecchio; instabilità; dolore toracico. I segni attraverso i quali possiamo riconoscere ipertensione sono: epistassi e rossore del volto.

Da tutto ciò si va incontro se non prese le giuste precauzioni, a degli eventi rilevanti che possono portare al decesso:
Ictus emorragico;
Evento drammatico;
Ictus trombotico;
Infarto del miocardio.

Riporto qui alcuni appunti che ho ricevuto durante i miei studi, che spiegano i benefici che apporta il beneficio fisico al nostro sistema cardiovascolare:

• Riduzione massa ventricolare sinistra:
• Riduzione di 5/7mm/Hg sia la sistolica che la
diastolica:
• Miglioramento funzione endoteliale;
• Miglioramento assetto lipidico;
• Calo ponderaleprescrizione;
• Esercizio tipo aerobico di intensità moderata
40-60% VO 2 R giornaliero (jogging, walking,
bicicletta e nuoto);
• Esercizi di resistenza/potenziamento 3 sedute
settimanali 60-80% 1-RM su di cicli di 8-12
ripetizioni;
• Intensità pari ad una frequenza cardiaca pari
al 40-60% per gli anziani e gli ipertesi
conclamati; intensità 60-80% della massimale
per le altre classi.

A questo punto, non posso che incoraggiare tutti voi all’intraprendere il cammino dell’attività fisica. Esistono moltissimi sport e dunque un’ampia scelta di esercizi, che potete ogni giorno eseguire al fine di stare bene divertendovi. Non passate ore e ore rinchiusi nella vostra inerzia. All’inizio sarà tutto molto faticoso, ma col tempo non potrete più farne a meno e vi assicuro che è molto più entusiasmante che guardare la televisione, o fumare, o bere quantità eccessive di alcolici.

Prendete la vostra vita in mano e rendetela migliore, per voi stessi e per chi vi sta intorno.

LO SPORT RENDE GIOVANI A LUNGO!

A presto

WithLoveGiulietta ❤