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Obesità: i benefici dell’attività fisica!

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Ormai è risaputo che l’obesità è portatrice di molte malattie e che quindi i soggetti che sono in stato di sovrappeso ma soprattutto obesità, sono più inclini a sviluppare una moltitudine di patologie.

In alcuni casi viene ipotizzato un rapporto di causa-effetto, come nel caso delle patologie causate a livello dell’apparato osteoarticolare, mentre in alcuni casi come nelle dislipidemie il rapporto è in concomitanza.

Inoltre, l’obesità è in grado di aggravare il decorso di moltissime malattie. Quindi se un soggetto per genetica è portatore di una data malattia e conduce uno stile di vita che comporta lo stato di obesità, la malattia in questione peggiora.

Possiamo raggruppare in 4 tipologie le complicanze dell’obesità:

  • Metaboliche;
  • Meccanica;
  • Psicosociali;
  • Sfera sessuale.

Diversi studi hanno dimostrato che una buona parte dei casi di mortalità sono proprio associati a uno stile di vita sedentario. Questo dovrebbe far riflettere le persone che si trovano in questo stato e dargli input per reagire e cambiare completamente lo stile di vita.

L’attività fisica non va ad agire solo sul dispendio calorico, ma anche sulla sfera psicologica. Praticare attività fisica riduce il rischio di sviluppo di malattie legate al sistema cardiocircolatorio e metabolico.

Per tale motivo lo sport è una vera e propria terapia che permette di evitare gli effetti collaterali dei farmaci.

Per sapere in maniera dettagliata ogni aspetto di questo argomento, GUARDA IL SEGUENTE VIDEO:


Per maggiori informazioni e richiesta di una prima seduta di valutazione, puoi contattarmi al seguente indirizzo e-mail :

giulia._.spano@live.it

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Obesità e sport: ruolo dell’esercizio fisico.

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Negli ultimi anni, si è evidenziato sempre di più il ruolo dell’esercizio fisico, come terapia di molte patologie cause di mortalità.

L’obesità è una condizione corporea che deriva da un eccesso dell’introito calorico giornaliero e per tale motivo, oltre che ridurre i macronutrienti, è necessario aumentare la spesa energetica attraverso il movimento.

Nonostante si conosca il ruolo importante che ha l’esercizio fisico sulle nostre vite, la maggior parte degli individui riesce a modificare l’alimentazione piuttosto che il proprio stile di vita e questo spesso non è abbastanza.

In particolar modo, questa condizione si verifica soprattutto nelle popolazioni urbane, di cui i bambini sono sempre più a rischio di obesità, poiché dediti a uno stile di vita sedentario, privilegiando i videogames e la televisione, piuttosto che lo sport.

Per tale motivo lo sport è introdotto sempre di più nei programmi di perdita peso.

Il training fisico, ovvero un’attività fisica costante, ottimizza il sistema corporeo e dunque la sua fitness muscolare, ovvero tutti i sistemi fisiologici dell’organismo che agiscono a riposo.

Attraverso la pratica dell’esercizio, si può modificare anche la composizione muscolare, promuovendo la trasformazione delle fibre di tipo IIb, o insulino-resistenti, in fibre IIa, dette anche fibre bianche a contrazione veloce, che sono insulino sensibili.

In questo modo vi sarà un miglioramento della performance metabolica.

A questo proposito, possiamo citare l’interval training, il quale ha riscosso enorme successo nella cura della sindrome metabolica di cui l’obesità addominale e uno dei sintomi principali.

L’interval training è basato su esercizi a diverse intensità alternati da periodi di riposo attivo o passivo. La durata dell’allenamento, escludendo riscaldamento e defaticamento, va dai 15 ai 20 minuti.

In questo modo i soggetti affetti da obesità, oltre a essere maggiormente motivati a praticare l’esercizio in un tempo breve, ottengono anche un’aumento delle fibre bianche, le quali con il passare degli anni tendono a diminuire.

Che tipo di programma dovrebbe seguire un soggetto obeso?

Dopo aver accertato con un esame clinico le eventuali patologie associate al proprio stato di obesità e le proprie abitudini di vita, verrà eseguito a seconda della condizione di salute e dell’età del paziente, un ECG a riposo e sotto sforzo, poiché i pazienti cardiopatici devono seguire un programma di allenamento specifico in centri medici.

Pazienti affetti dal DM2 (diabete mellito 2 ) non potranno praticare diversi sport che risulterebbero compromettenti al proprio stato di malattia.

Il grado di obesità è altrettanto importante nella valutazione, poiché da esso dipenderà il volume e l’intensità del lavoro prescritto.

Pertanto è facile intuire che come in tutti i programmi di allenamento, la gradualità è un fattore predominante e permette di migliorare la condizione muscolare e articolare e i sistemi cardiocircolatorio e respiratorio.

Per tale motivo, il programma ideale dev’essere sempre e solo affidato a un laureato in scienze motorie, il quale attraverso una stretta comunicazione con il medico, strutturerà in base alla condizione effettiva del paziente, modificandolo nel tempo, in base ai miglioramenti acquisiti dal soggetto in cura.

 

Per maggiori informazioni e richiesta di una prima seduta di valutazionale, puoi contattarmi al seguente indirizzo e-mail :

giulia._.spano@live.it

                                                                                          Dott.ssa Giulia Spano

                                                                                       (Scienze delle attività motorie e sportive)


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Cardiopatie ischemiche.

Convivere con una malattia è tra le esperienze più difficili della vita. Essere limitati in ogni aspetto personale e sociale, può mettere a dura prova la nostra psiche e tutto ciò che ne deriva.

Quando nasci con una patologia a trasmissione genetica, non hai scelta, te la porterai per tutto il tuo percorso di crescita, cercando con l’aiuto dei medici di attenuarla e tenerla sotto controllo.

Il tema di oggi riguarda quelle patologie che sono per la maggior parte dei casi, derivanti dal nostro comportamento errato nella vita di tutti i giorni, ovvero uno stile di vita sedentario, alimentazione per niente sana, essere esposti a sostanze inquinanti, tutte cose che ci indeboliscono fortemente, sino al condurci in fin di vita.

Diamo innanzitutto uno sguardo generale alle cardiopatie ischemiche, per comprendere meglio di che si tratta:

si tratta di tutte quelle malattie cardiache legate a una riduzione sia relativa che assoluta, dell’apporto di ossigeno al miocardio. Una volta verificatasi questa assenza di O2, le sindromi cliniche saranno le seguenti: angina pectoris, infarto miocardio, miocardiosclerosi e morte improvvisa per l’occlusione di una coronaria.

Sono tutte malattie difficili nella fase preclinica, il che rende ancor più complesso curarle nella fase di prevenzione secondaria.

Nonostante nell’ultimo ventennio, le cardiopatie ischemiche sono in netta diminuzione, nel nostro Paese l’1,8 per mille sull’intera popolazione, ovvero 100.000 morti/anno, muoiono per queste patologie.

L’industrializzazione è un fattore determinante, poiché si nota un livello maggiore di soggetti malati, nei paesi più evoluti, per via del fattore inquinamento, rispetto che in quelli meno tecnologici.

Questo dovrebbe farci riflettere…

Nel verificarsi della malattia, possiamo distinguere tra fattori che POSSIAMO MODIFICARE (al fine di evitare il malessere) e FATTORI NON MODIFICABILI.

– Fattori non modificabili:

si tratta del sesso e dell’ereditarietà. Nel primo caso, è importante sottolineare che gli uomini sono quelli che incontrano spesso queste problematiche. La donna infatti sino alla menopausa è protetta dalla produzione ormonale, che dopo i 45 anni si attenua.

Nel secondo caso, invece, parliamo delle ”famiglie vascolari”, ovvero quei rami familiari in cui c’è una predisposizione nell’ammalarsi di cardiopatie ischemiche.

– Fattori modificabili: 

sono di diverso tipo e presentano varie sfumature se combinate tra di loro. Le alterazioni del metabolismo lipidico, sono caratterizzate dalla produzione di colesterolo cattivo in eccesso. Questo fattore può essere anche associato in minima parte alla genetica, ma generalmente deriva da una corretta alimentazione.

L’ipertensione arteriosa è uno dei fattori più aggravanti e difficili da gestire. Il fumo di tabacco incide ulteriormente nel verificarsi dell’ipertensione, perchè ha come componenti principali la nicotina e l’ossido di carbonio.

La nicotina provoca vasocostrizione e rende difficile lo scorrimento del sangue, mentre la CO si lega all’emoglobina e impedisce il trasporto di ossigeno ai tessuti.

ARTICOLO SUL FUMO: https://amatestessa.com/2014/09/13/la-respirazione-e-gli-effetti-dannosi-del-fumo/

VIDEO SUL FUMO: 

La sedentarietà è un altro fattore che incide moltissimo poiché apporta notevoli benefici al nostro metabolismo e al sistema cardiocircolatorio, agevolandone il battito e la pressione.

Il diabete spesso si associa alle cardiopatie ischemiche, dato che i soggetti che ne soffrono sono spesso in sovrappeso.

Come si possono prevenire queste malattie?

Attraverso degli interventi COMUNITARI, si può promuovere uno stile di vita sano. La scuola è uno degli ambienti in cui si punta maggiormente per educare sin dalla tenera età i bambini a vivere la vita a pieno.

Nel caso in cui il soggetto sia predisposto per ereditarietà a queste patologie, l’intervento è di tipo INDIVIDUALE, perciò sarà il medico a seguirlo e a proporgli un programma specifico per le sue caratteristiche.


♔WithLoveGiulietta♔


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L’olio di Palma.

Buongiorno carissimi lettori,

oggi vi parlerò dell’olio di palma, il quale ha suscitato diverse liti, poiché c’è chi dice che non è dannoso e chi invece l’ha depennato senza alcun dubbio dalla sua lista della spesa.

Io come sempre mi limiterò ad esporvi la mia umile opinione sull’argomento, iniziando subito col dirvi che io faccio parte di quella categoria di persone che considera l’olio di palma dannosissimo alla nostra salute.

Perché vi chiederete?

Prima di iniziare ad esporvi le mie motivazioni, devo farvi una precisazione, ovvero devo dirvi che l’olio di palma che critico in questo articolo è quello che viene elaborato industrialmente e non quello derivato dalla semplice pianta, allo stato grezzo. Infatti tutti gli alimenti che lo contengono, o gli oli che ritroviamo nei supermercati, sono costituiti da un prodotto sottoposto alla snaturalizzazione e dunque privo di qualsiasi proprietà benefica. Le industrie infatti, al fine di rendere l’olio di palma liquido, rompendo i suoi legami saturi che ritroviamo nella pianta allo stato naturale, lo sottopone ad altissime temperature che comportano la perdita dell’unico costituente genuino dell’olio di palma, che si manifesta per il suo colore rossastro. Infatti se andiamo a comprare l’olio di palma, lo ritroviamo sempre e solo in forma giallastra proprio perché per essere allo stato liquido, è stato privato delle sue sostanze benefiche, le quali lo rendevano molto più sano e genuino anche se ricchissimo di grassi saturi che fanno male alla salute, soprattutto per la presenza del 47% di olio di palmisto. Essi però erano equilibrati dalla presenza di tantissimi antiossidanti che invece non sono presenti nel burro, che come detto, una volta trattati sono andati perduti.

Dunque allo stato grazzo l’olio di palma non è un toccasana ma contiene molti più nutrienti rispetto che al burro. Noi come detto più volte ci ritroviamo nelle nostre case con prodotti trattati industrialmente e quindi dannosissimi allo nostra salute.

L’olio d’oliva come vi ho spiegato più volte, è un prodotto sano, ricco di legami insaturi e dunque un toccasana per la nostra vita, nonchè più costoso per le industrie, le quali lo tralasciano offrendoci il carissimo olio di palma industriale.

Le merendine, il cacao, il cioccolato, i biscotti e tantissime altre cose confezionate, contengono questo elemento dannosissimo. Dovremo stare più attenti a ciò che compriamo al fine di evitare un futuro che si prospetta pieno di malattie cardiovascolari e metaboliche, dopotutto facendo finta di niente e continuando ad acquistare i prodotti trattati industrialmente, facciamo solo un favore alle industrie che di conseguenza continuano ad arricchirsi a discapito delle nostre vite. Impariamo ad avere più rispetto per noi stessi e ad amarci un po’ di più. Non continuiamo a vivere nell’ignoranza, al giorno d’oggi non possiamo più permettercelo. 

Io spero vivamente di avervi ancora una volta aperto gli occhi e ad incentivarvi a cambiare stile di vita.

Vi linko il mio canale youtube dove potrete trovare argomenti sulla nostra salute, ma anche tanto divertimento e chicchere. Se lo trovate di vostro gradimento, iscrivetevi per poter essere sempre aggiornati sui nuovi video.

CLICCA SULLA FOTO PER ACCEDERE AL CANALE

Schermata da 2014-11-18 07:44:39

A presto,

WithLoveGiulietta ❤


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Alimenti che fanno bene al cuore!

Buongiorno cari lettori,

oggi parlerò del cuore e degli alimenti, che più di ogni altro migliorano la circolazione e permettono di prevenire le malattie coronariche o nel caso in cui siano già presenti, di migliorare il tenore di vita.

Tempo fa feci un articolo proprio riguardante il cuore e le malattie che purtroppo si manifestano. Vi fornisco qui di seguente il link dell’articolo:

https://amatestessa.wordpress.com/2014/09/17/le-malattie-cardiache/

Come ben sappiamo il cuore è un organo affascinante e delicato, ma allo stesso tempo energico e vitale, poichè ci consente di pompare il nostro sangue in ogni distretto dell’organismo, garantendo la diffusione delle sostanze nutritiva, la comunicazione tra cellule, la difesa immunitaria e così via. Nonostante ciò basta poco per poter andare incontro a delle gravi conseguenze: la nostra alimentazione incide nella nostra vita al 99% e non possiamo permetterci di rovinarci l’esistenza seguendo dei regimi alimentari non meditati.

Le industrie ci forniscono alimenti che spesso contengono sostanze nocive e droganti come l’olio di palma, l’olio di cocco, lo zucchero semolato e tantissime sostanze chimiche che non fanno altro che creare dipendenza e ucciderci inconsapevolmente. Anche le carni grasse e i prodotti caseari, per via del loro alto contenuto di grassi saturi trans, aggravano la situazione.

Dovremo dedicare maggior attenzione alla cura della nostra persona, la quale parte proprio dall’interno. Vediamo dunque che nutrienti dobbiamo inserire nel nostro organismo al fine di poter trarre benefici fisici e psicologici.

Quali sono questi alimenti?

-Pesce: soprattutto il salmone fresco, che contiene omega 3 e antiossidanti, sardine fresche e il pesce azzurro in generale. Esso ha un effetto protettivo dall’incombere delle malattie cardiovascolari, poichè ha la capacità di mantenere bassi i livelli di grassi e colesterolo, i quali comportano nei peggiori dei casi, l’intasamento dei vasi sanguigni e dunque ictus o infarto miocardico.

-Cereali integrali: consigliatissimi nella dieta mediterranea, poichè apportano fibre le quali oltre a migliorare il transito intestinale, contengono antiossidanti, fitoestrogeni e fitosteroli, protettori delle coronarie.

Degli studi condotti hanno dichiarato che il consumo di fibre vegetali, comporta la riduzione del 40% di rischi coronarici.

-Legumi: contribuiscono all’abbassamento dei livelli del colesterolo sanguigno, per via di molte sostanze nutrienti come i flavonoidi  che contrastano la formazione di coaguli ne sangue e dunque ictus e infarto miocardico. Sono consigliati come sostituti alla proteine della carne, e contengono grassi insaturi. Inoltre donano un senso di sazietà.

-Olio di semi di lino: è considerato come una della fonti vegetali in primo piano per ciò che concerne la presenza di acido linoleico ed alfa linoleico, i quali sono usati nel nostro organismo al fine di dare vita all’omega3.

-Cioccolato extra-fondente: è un alimento contenente altissimi livelli di flavonoidi, contenuti nella pianta di cacao da cui il cioccolato deriva,che contribuiscono a migliorare la salute del cuore, e di conseguenza la circolazione sanguigna e il sistema immunitario, promuovendo la riduzione dell’infiammazione.

-Olio d’oliva: alleato della dieta mediterranea, composto da grassi insaturi i quali hanno come detto più volte, la proprietà di ridurre le placche a livello dei vasi sanguigni, abbassando il colesterolo cattivo LDL e alzando i livelli di quello buono detto HDL. Ottimo condimento giornaliero per la maggior parte degli alimenti che ingeriamo. Ovviamente va assunto nelle giusto dosi, se no si andrebbe incontro all’effetto contrario.

-Pomodori: come detto più volte nei miei articoli sulla dieta mediterranea, sono una eccellente fonte della vitamina A e C, inoltre contengono anche potassio, licopene e molte fibre. Se si cuoce il pomodoro, si aumenta l’assorbimento del licopene e l’attività degli antiossidanti non si riduce.

-Mele: ricche anch’esse di flavonoidi e quercitina, che sono essenziali nella prevenzione delle placche arteriosclerotiche, riducendo la formazione di LDL. Anche la pectina contenuta in questo frutto, abbassa i livelli di colesterolo sanguigno.

-Melograno: diversi studi hanno dimostrato che il suo succo diminuisce la formazione di placche arteriose e abbassa la pressione sanguigna. Questo avviene, poichè è ricco di polifenoli tra cui antociani e un gran numero di antiossidanti. ANche i mirtilli svolgono questa azione.

-Banana: per i suoi alti contenuti di potassio, contribuisce al mantenimento delle dosi di sodio a livelli tollerabili, eliminando se necessario gli eccessi, mantenendo buona la pressione sanguigna. Anche gli spinaci e le patate dolci svolgono la stessa funzione.

-Bacche di Goji: con il loro potere antiossidante, aiutano a proteggere dal colesterolo LDL e dall’attacco dei radicali liberi preservando il cuore dall’insorgere di patologie.

-Vino: Con moderazione altrimenti comporta solo effetti negativi. Esso contiene polifenoli che permettono alle cellule delle arterie di vasodilatarle.

 

 

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO SULLE CARDIOPATIE ISCHEMICHE:

https://amatestessa.com/2015/07/27/cardiopatie-ischemiche/

 

 

Dott.ssa Giulia Spano


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Classificazione delle intensità di allenamento.

È scientificamente provato che l’attività fisica regolare produce una serie di effetti positivi per il nostro organismo.

Dobbiamo stare attenti nella scelta dell’attività fisica più appropriata alla nostra condizione: se svolgiamo esercizi con elevato carico articolare e muscolare, apporteremo solo danni al nostro corpo, ma se facessimo degli esercizi in forma troppo lieve, non ci guadagneremo niente. È quindi importante trovare una via di mezzo tra questi due poli opposti. Oggi mi concentrerò sull’elencarvi i tre diversi tipi di intensità dell’attività fisica, spiegandovi a chi si adeguano e in che condizioni: considerando l’età, il sesso oltre che il grado di allenamento e il benessere fisico.

Prima di addentrarci in queste descrizioni, voglio presentarvi il MET:

CHE COS’È IL MET?

È l’ unità metabolica equivalente, ovvero la quantità di ossigeno richiesta dal nostro sistema corporeo per un minuto in condizioni di riposo.

1 MET  =  3,5 ml O2 / Kg / min (0,0175 Kcal / Kg / min  =  0,0732 Kj / Kg / min)
Quando si dice che un esercizio richiede 10 METS, significa che il suo costo in ossigeno è pari a 3,5*10, ovvero 35 ml O2 / Kg / min

Un metodo utile per approssimare il consumo calorico è l’uso della seguente equazione basata sul livello di MET delle attività:

( MET * 3,5 * peso corporeo in Kg)/200 = Kcal/min.)

Vediamo adesso le seguenti categorie di esercizio:

L’ESERCIZIO VIGOROSO:

Si tratta di una tipologia di allenamento, che richiede un consumo d’ossigeno > 60% di quello massimale. Un’attività motoria > 6 MET. Riconosciamo un esercizio ti questo tipo nel momento in cui il nostro corpo richiede una sostanziale attività cardiorespiratoria.

L’ESERCIZIO MODERATO:

Si tratta di un’attività motoria di circa 3-6 MET, ad esempio una camminata vivace a 4,8-6,4 Km/h per un adulto in buona salute. Perchè ho detto in buona salute? Come ho accennato prima, l’esercizio può essere considerato di un certo tipo, sempre e solo in relazione alla condizione del soggetto preso in esame, dunque una simile andatura può essere considerata pesante o pesantissima per le persone sedentarie o per gli anziani.

In generale, un esercizio moderato, può essere sostenuto a lungo, anche per circa 45 minuti, con inizio e una progressione gradualmente crescente e non competitivo.

Inoltre si richiede un consumo d’ossigeno compreso fra il 40-60% di quello massimale.

ESERCIZIO LEGGERO:

Si tratta di un’attività motoria che richiede un consumo d’ossigeno fino al 40% del VO2max o < 3 MET

COME POSSIAMO INCREMENTARE LA NOSTRA FORZA MUSCOLARE?

Attraverso l’allenamento con i pesi. Usando carichi di lavoro che consentano da 8 a 15 ripetizioni, si andrà facilmente incontro a un incremento sia della forza che della resistenza muscolare, naturalmente si dovrà tenere conto dell’età e dello stato di salute del soggetto.

Il massimo consumo di ossigeno ottenuto praticando un esercizio con le braccia è inferiore del 20-30% rispetto a un esercizio che coinvolge la muscolatura delle gambe. Similmente, sono anche inferiori i massimi valori raggiunti di ventilazione polmonare e frequenza cardiaca. Le differenze sono attribuibili in larga parte al fatto che la massa muscolare delle braccia è largamente inferiore rispetto alla massa dei muscoli delle gambe e offrono quindi una maggior resistenza al flusso del sangue.

Una diminuzione approssimativa della Fcmax, in funzione dell’età, può essere predetta attraverso la seguente formula che è valida indipendentemente dalla razza e dal sesso, sia nei bambini che negli adulti:

FCmax = 220 – età;
Inoltre questa equazione stima un errore dell’ordine di 10 Ds battiti al minuto per ogni età, tale per cui l’errore non risulta significativo al fine del calcolo della FC allenante.

RICAPITOLIAMO, IN BREVE, LE FASCE DI ATTIVITÀ FISICA:

Fascia dal 50 al 60%: attività leggera (cammino a passo svelto) indicata per la rieducazione;

Fascia dal 70 all’80%: attività intensa (corsa) indicata per le attività di resistenza;

Fascia dal 60 al 70%: attività moderata (corsetta) indicata per chi vuol dimagrire;

Fascia dall’80 al 90%: attività intensissima come ad esempio nella corsa dei 100 metri piani.

Nei prossimi articoli mi concentrerò nello specifico su ogni allenamento per fornirvi esempi e approfondimenti a rifuardo.

Per ora vi saluto,

WithLoveGIulietta ❤


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La Dieta Mediterranea: alimenti chiave!

La dieta mediterranea non è solo un regime alimentare ma un vero e proprio stile di vita, tanto da diventare, nel 2010, patrimonio dell’Unesco. Gli studi condotti parlano chiaro: chi segue scrupolosamente la dieta mediterranea vive più a lungo!

I paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono 16, con abitudini e stili di vita differenti, ma una cosa li accomuna: l’alimentazione.

Essa è caratterizzata da: un elevato consumo di frutta, verdura, patate, fagioli, noci, semi, pane e cereali; l’utilizzo dell’olio d’oliva per cucinare e per condire; moderate quantità di pesce, ma poca carne; piccole/moderate quantità di formaggio grasso e yogurt intero; un consumo moderato di vino, di solito ai pasti; alimentazione basata su prodotti locali, stagionali, freschi; stile di vita attivo.

Analizziamo nei dettagli gli ingredienti “magici” di questo regime:

L’OLIO D’OLIVA.

L’olio d’oliva risulta essere un’ottima fonte di grassi monoinsaturi, soprattutto di acido oleico il quale, essendo costituito da lunghe catene, possiede un’alta resistenza al calore e all’ossidazione, migliorando la conservabilità di questi alimenti, li preservandoli dall’irrancidimento e rivelandoli dunque molto adatti alla frittura. La dieta Mediterranea suggerisce dunque di sostituirlo ai grassi saturi come il burro e margarina. I grassi monoinsaturi hanno un’azione molto importante: proteggono contro la malattia cardiaca e inoltre l’olio d’oliva è anche una fonte di antiossidanti tra cui la vitamina E.

Ottime concentrazioni di acido oleico si registrano anche nelle mandorle, nelle nocciole, nelle arachidi, nei pistacchi e nei rispettivi oli.

FRUTTA E VERDURA.

È stato dimostrato che un elevato consumo di frutta e verdura fresca svolge un’azione protettiva contro la malattia cardiaca e il cancro, probabilmente grazie agli antiossidanti contenuti in questi alimenti.

I pomodori, in particolare, sono un ingrediente essenziale della cucina mediterranea. Sono a tutti gli effetti una fonte importante di antiossidanti e attraverso il processo di cottura, ad esempio preparando il sugo, è altamente benefico perché incrementa la disponibilità di licopene, uno dei principali antiossidanti di questi ortaggi. Il licopene è particolarmente utile nel combattere l’invecchiamento, le malattie cardiovascolari e persino alcune forme tumorali, come il cancro alla prostata e all’apparato digestivo in genere, alla cervice e alla mammella. Inoltre riduce l’incidenza di attacchi cardiaci e aterosclerosi. Quando esponiamo il nostro corpo ai raggi ultravioletti, svolge una funzione protettiva della nostra pelle. Risulta anche essere un abile battagliero contro malattie neurologiche come Alzheimer e morbo Parkinson.

PESCE GRASSO.

È stato anche suggerito che il pesce, in particolare quello grasso come la sardina, abbia notevoli proprietà salutari.

Il pesce grasso è una fonte di grassi polinsaturi omega 3 e sembra che i derivati complessi a catena lunga di questi grassi giovino particolarmente alla salute del cuore per le loro proprietà antinfiammatorie e vasodilatorie, che favoriscono una corretta circolazione del sangue.

 

IL VINO.

In tutta la regione mediterranea si beve vino con moderazione, di solito in concomitanza con i pasti.

Il vino, in particolare quello rosso, fitonutrienti.Tra tutti i polifenoli, che sono potenti antiossidanti, proteggono contro l’ossidazione delle LDL (lipoproteine a bassa densità) e contro le altre conseguenze patologiche del processo di ossidazione.

Altri fitonutrienti ricoprono una funzione nell’inibizione dell’aggregazione delle piastrine, nella vasodilatazione, ecc.

 

Questo tipo di dieta è così sano grazie a una combinazione di tutti i diversi ingredienti: l’insieme è più delle singole parti.

Non solo, è anche probabile che altri fattori, quali un atteggiamento più rilassato nei confronti del cibo, l’abbondanza di sole e una maggiore attività fisica contribuiscano a creare in questa regione uno stile di vita complessivamente sano.

Quali sono le regole da seguire?

CLICCA NEL SEGUENTE LINK PER CONOSCERLE!

https://docs.google.com/document/d/1qtD30ReG7op_ThEBvRCdNDWmuNWY8sd1nn53LEnIX4I/edit?usp=sharing

E allora cosa aspettate?

Perché seguire ancora le altre diete che riducono drasticamente gli alimenti, quando possiamo mangiare tutto, senza rinunciare a niente fuorché alimenti davvero dannosi?

Vi invito a pensarci un po’ su.

A presto

WithLoveGiulietta ❤