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Addominali alti o bassi?

Lavorando nel settore del benessere, sono costantemente a contatto con persone che hanno come obiettivo principale quello di perdere peso o che semplicemente desiderano un miglioramento della loro performance atletica.

Soffermandomi sulla parete addominale esiste un mito piuttosto duro a morire, che distingue gli addominali in alti e bassi, parlando dell’esistenza di esercizi specifici per far lavorare o uno o l’altro.

Per tale motivo, mi sembra doveroso fare un po’ di chiarezza, attraverso alcuni cenni di anatomia e biomeccanica.

Possiamo distinguere gli addominali in 3 importanti settori ognuno dei quali svolge una specifica funzione:

  • Retto dell’addome: permette di flettere la colonna vertebrale;
  • Trasverso: ha la funzione di stabilizzare la colonna vertebrale;
  • Obliqui: permettono di ruotare e flettere lateralmente la colonna vertebrale.

Tra di essi, il retto dell’addome spicca per importanza estetica (la famosa tartaruga) e quando si parla di addominali alti e bassi, ci si riferisce all’allenamento di questo muscolo.

Dovete sapere che il retto dell’addome si comporta come una fibra elastica e quindi, nel momento in cui andiamo a eseguire qualsiasi esercizio che lo coinvolge, che sia un crunch classico oppure un crunch inverso (dove abbiamo la sensazione che nel primo lavorano gli addominali alti e nel secondo quelli bassi), in realtà le fibre del retto dell’addome lavorano insieme.

Gli addominali vanno allenati come qualsiasi altro muscolo ed entrano in gioco sia durante gli esercizi che allenano gli arti inferiori che in quelli che sollecitano gli arti superiori.

Inoltre, l’alimentazione svolge un ruolo essenziale come vi ho già spiegato in questo articolo.

Per approfondire questa importante tematica, vi consiglio di guardare questo video:


Per maggiori informazioni e richiesta di una prima seduta di valutazione, puoi contattarmi al seguente indirizzo e-mail :

giulia._.spano@live.it

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LE CAUSE DEL MAL DI SCHIENA!

La nostra colonna vertebrale è strutturata in maniera tale da garantirci una corretta distribuzione del peso, dei carichi e del mantenimento della postura eretta.

La muscolatura incide, considerevolmente, nel mantenere il corretto allineamento corporeo ed è perciò essenziale garantire la tonicità muscolare.

Nella quotidianità, però, mettiamo a dura prova la stabilità della colonna vertebrale, poiché apprendiamo abitudini scorrette sotto differenti punti di vista: posturale, alimentare, biomeccanico, per non parlare del fattore psicologico derivante dallo stress quotidiano e tanti altri fattori che comportano l’insorgenza del dolore.

Tra le cause prima citate, quelle che determinano con maggiore frequenza l’insorgenza del mal di schiena sono: postura, alimentazione e stress, le quali sono sempre più frequenti nei giovani, che seguono uno stile di vita deleterio, caratterizzato dalla sedentarietà e dalle droghe.

L’uomo non tiene conto del proprio benessere psico-fisico e di conseguenza si ammala.

Non bisogna sottovalutare il fumo, che essendo ricco di nicotina, comporta la vasocostrizione limitando la circolazione sanguigna e favorendo, di conseguenza, irrigidimento e dolori muscolari, i quali degenereranno in malattie muscolo-scheletriche.

Vedi il video sul fumo e iscriviti al canale YOUTUBE:

 

 

QUALI SONO LE CAUSE SPECIFICHE DEL MAL DI SCHIENA?

La disfunzione del disco intervertebrale, altera la struttura del rachide e la colonna perde la naturale flessibilità.

Dovete infatti sapere che ciascun disco intervertebrale, è collocato tra ogni vertebra che compone la nostra colonna e si comporta come ammortizzatore dei carichi, distribuendo il peso in tutto il nostro corpo in maniera equilibrata per evitare traumi.

Il disco è costituito da un nucleo polposo racchiuso da un anello fibroso, mantenuto in sede da legamenti che avvolgono vertebre e dischi.

Se il carico schiaccia il disco anteriormente, esso si gonfia posteriormente o viceversa. Questo garantisce la perfetta funzionalità di tutti i movimenti corporei senza stressare il corpo e evitando lo sfregamento delle vertebre.

Abbracciando uno stile di vita squilibrato, i dischi possono essere compromessi nella loro anatomia, usurandosi e dando vita a calcificazioni che compromettono il rachide.

L’ernia è la degenerazione di tutto questo processo deleterio e corrisponde all’uscita del disco dalla propria sede. Il dolore che provoca deriva dal fatto che il midollo spinale viene compresso e insieme a esso anche le radici nervose vicine.

 

PER APPROFONDIRE QUESTA TEMATICA, GUARDA IL VIDEO CORRELATO:


♔WithLoveGiulietta♔