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Il benessere prima di tutto!


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I dolcificanti fanno male alla salute.

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Il sistema economico ha un potere enorme sulle nostre vite, tanto che attraverso i prodotti che acquistiamo ogni giorno al supermercato, siamo costantemente manipolati.

Alle industrie non interessa fare del bene e di conseguenza mettono al primo posto il guadagno, offrendoci degli ”alimenti” privi di sostanza nutritiva, che noi acquistiamo senza porci alcuna domanda a riguardo. Nel frattempo l’azienda si arricchisce alle nostre spalle.

Come dissi in molti articoli, lo zucchero semolato è stato sottoposto a un processo di raffinazione tale da privarlo di ogni proprietà nutritiva e quindi è come mangiare veleno. Per tale motivo è sempre meglio acquistare lo zucchero di canna integrale, che non è stato sottoposto ad alcun cambiamento della sua composizione nutrizionale.

Tra gli ingredienti che ledono alla nostra salute, ci sono i dolcificanti ( come il fruttosio), anch’essi utilizzati dalle industrie alimentari per rendere più dolci i prodotti a poco prezzo, creando anche una sorta di dipendenza e quindi maggiore domanda da parte del popolo.

Le persone che acquistano maggiormente i prodotti così detti ”light”, ovvero privi di zucchero ma ricchi di dolcificante, sono le persone affette da sindrome metabolica, al diabete o chi semplicemente desidera perdere i kg in eccesso.

Queste persone vengono ingannate e la loro salute è messa maggiormente a rischio dai giochetti delle industrie.

Tra i dolcificanti più acquistati vi è il fruttosio, il quale come gli altri dolcificanti artificiali, causa obesità e irregolare produzione dell’insulina, alla pari dello zucchero. Inoltre, la flora intestinale viene alterata e di conseguenza la salute dell’uomo.

La differenza tra il fruttosio contenuto nella frutta, che è naturale, rispetto a quello chimico è immensa. Il fruttosio è una vera e propria presa in giro così come gli altri dolcificanti artificiali.

Sappiamo benissimo che lo zucchero crea una forte indipendenza nell’organismo, perché più ne assumiamo più ne vogliamo. Inoltre, lo zucchero possiede una grande quantità di calorie e porta ad ingrassare.

Le aziende ci fanno credere che il fruttosio, ci permette di rendere i prodotti gustosi, ma senza farci aumentare di peso, il che ovviamente dona false speranze a tutte le persone prima citate.

Qual è la realtà dei fatti?

Il fruttosio è un componente dello zucchero bianco, quindi deriva proprio da esso, ma quello che non ci dicono è che ci causa danni estremamente maggiori dello stesso saccarosio.

Il nostro organismo, quando riceve il saccarosio, lo elabora e lo sintetizza per poi assimilarlo. Quando, invece, introduciamo nel nostro organismo il fruttosio, non viene elaborato come il saccarosio e di conseguenza il nostro corpo lo assimila subito. In questo modo si produce una quantità altissima di trigliceridi (grassi). Possiamo dunque ben capire che invece di far dimagrire fa ingrassare ancor di più.

In che modo ci fa ingrassare?

Blocca la produzione della leptina, ormone che il nostro corpo produce per dare un senso di sazietà. Quindi significa che chi mangia i prodotti light ha ancora più fame di prima. Come se non bastasse, l’eccesso di fruttosio diminuisce il colesterolo buono e aumenta quello cattivo.

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I ”vizi” del portamento.

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L’essere umano è l’unico essere vivente che cammina in posizione eretta e la nostra colonna vertebrale ci permette di poter mantenere questa posizione tramite le sue curve fisiologiche, che attraverso anche ai nostri muscoli, ci garantisce equilibrio.

Nel caso in cui questa struttura venga intaccata in qualche modo, possono verificarsi diverse conseguenze.

Il vizio nel portamento si genera quando un individuo mantiene posizioni non consone al nostro assetto corporeo. Quando il vizio può essere corretto dalla persona, si parla di paramorfismo, mentre se non è possibile una sua correzione per via di una modificazione della sua struttura anatomica, si parla di dismorfismo. Questo perchè le strutture scheletriche sono state intaccate e dunque anche se ci mettiamo in altre posizioni non si allinea nel modo corretto.

Parlando di paramorfismo, esso viene generato da:

  • non svolgere attività fisica;
  • assumere posizioni scorrette;
  • stare troppo tempo seduti in posizioni non adeguate;

Quali problematiche ne derivano?

Debolezza e rigidità muscolare sono le prime conseguenze che ne derivano.

I principali paramorfismi della colonna vertebrale riguardano sono i seguenti:

  • il portamento rilassato: tipico difetto che fa parte dell’età evolutiva dovuto a un tono muscolare troppo basso;
  • atteggiamento lordotico: accentuazione curva lombare nella sua convessità anteriore;
  • atteggiamento cifotico: aumento della curva dorsale a convessità posteriore;
  • atteggiamento scoliotico: deviazione laterale della colonna vertebrale senza rotazione dei dischi, altrimenti si parlerebbe di scoliosi vera e propria.

Le possibili cause sono:

  • assunzione di posizioni scorrette a lunga durata;
  • accorciamento dell’arto inferiore;
  • insufficiente pratica motoria.

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                                                                                     Dott.ssa Giulia Spano

                                                                                 (Scienze delle attività motorie e sportive)


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I tumori: come si formano.

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Utilizzando il termine ”neoplasie maligne” si è soliti indicare la neoformazione di cellule e quindi di tessuti, caratterizzati da un accrescimento autonomo e progressivo, che si moltiplica nel corso del tempo. Tutto questo meccanismo è afinalistico, poiché privo di scopo e atipico.

L’inizio del processo di cancerogenesi è basato sul fatto che avviene una mutazione nel nostro corredo genetico e dunque nel DNA.

Si distinguono due fasi della formazione del tumore:

  • Fase di iniziazione: agiscono tutti gli agenti chimici, fisici, biologici che vanno a interagire contribuendo alla formazione cellulare. Affinché il tumore si verifichi, deve svilupparsi la seconda fase;
  • Fase di promozione: sono presenti tutti quegli agenti a livello metabolico che vanno a incrementare l’accrescimento della cellula maligna.

Cosa avviene a livello del DNA nella fase di iniziazione?

Il processo di iniziazione è un meccanismo dose-dipendente che non ha un limite soglia, ovvero non si conosce il livello base per il quale una sostanza inizia ad arrecarci malessere. Questo ci fa comprendere che non avremo mai la certezza assoluta del livello di assunzione tale per cui quella sostanza ci possa alterare il corredo genetico.

Possono manifestarsi delle rotture del DNA, errori di riparazione, deiezione, traslocazione, che possono essere provocati da un agente chimico, fisico, biologico o da un suo metabolita attivo.

Cosa avviene a livello del DNA nella fase di promozione?

La fase di promozione, invece, non ha un livello limite, nella quale si verifica. Può essere promossa al medesimo modo dagli stessi fattori precedentemente citati nella fase di iniziazione.Si distinguono i fattori che rendono concreto il processo di cancerogenesi e i fattori che proteggono l’organismo bloccando la formazione della neoplasia maligna.

Il processo di formazione del tumore può essere incentivato da sostanze che lo promuovono, oppure può essere soppressa dalla presenza di sostanze che proteggono il nostro organismo, come i fattori immunologici e i fattori enzimatici che vanno a proteggere il nostro corpo.

Nel caso in cui nella prima fase iniziale questi fattori non comportino l’uccisione del tumore, si passa alla fase di promozione, ma per avere un ulteriore sviluppo, si devono manifestare i fattori promotori. Per non parlare del fatto che il tumore può rimanere nella fase di latenza per molti anni.

Come possiamo ben intuire, ci può essere una stabilità del nostro organismo, nonostante la presenza di una cellula tumorale.

In conclusione, possiamo dire che i tumori rappresentano delle malattie a lento sviluppo, capaci di rimanere nel loro periodo di latenza per un tempo indefinito. Dal punto di vista della sanità si vuole dare una speranza, perché non tutto è perso se una persona si accorge di avere un tumore, o durante dei controlli si constata l’inizio della sua generazione. Il nostro organismo ha delle grandi capacità di protezione, ma soprattutto noi possiamo fare tanto per poterci proteggere.

In che modo? 

Ve ne parlerò in un prossimo articolo.

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                                                                                     Dott.ssa Giulia Spano

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Il caffè fa bene alla salute?

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In Italia, l’espresso è un ‘must have’, da prendere appena svegli, dopo pranzo o semplicemente come bevanda per eccellenza durante un incontro tra amici.

Spesso ciò che ci spinge ad assumerlo è solamente un gesto automatico e non un suo reale bisogno funzionale.

Chi legge questo articolo e si ritrova nelle mie parole, dovrebbe domandarsi se è davvero indispensabile essere totalmente dipendenti da una sostanza che in realtà non ci serve assolutamente.

Parliamo dunque delle proprietà del caffè e della differenza tra il caffè trattato e il caffè verde che invece è il più naturale.

Cosa succede se beviamo il caffè a stomaco vuoto?

La prima cosa da conoscere è che bere il caffè appena svegli, a stomaco vuoto, magari anche seguito da una bella sigaretta, causa acidità al pH dello stomaco e ciò comporta bruciori, ulcera, gastriti ecc.

Molti possono allora optare per il cappuccino, ma esso non blocca questo fenomeno di acidificazione,che il caffè comporta.

Come consumare il caffè?

Per chi vuole assumere caffè si consiglia di mangiare un alimento solido in modo tale da creare una situazione più basica, oppure bisogna bere tanta acqua per diluirlo e di conseguenza l’azione si indebolisce.

Comunque sia tutte le persone che soffrono di disturbi gastro esofagei, devono evitarne l’assunzione per non avere un peggioramento della loro condizione.

Quali sono le proprietà del caffè?

Il caffè è ricco di sostanze che non si limitano solo alla caffeina, ma agiscono anche a livello genetico. Essendo un alcaloide può penetrare all’interno delle nostre cellule e partecipare al processo di trascrizione del DNA.

Partecipa alla formazione del nostro corredo genetico!!!

Quali sono le diverse tipologie di caffè?

Possiamo distinguere il caffè in qualità robusta, arabica e differenziarlo in caffè verde e nero.

La qualità arabica possiede meno caffeina rispetto a quella robusta.

Il caffè contiene lipidi, proteine, carboidrati, sali minerali e sostanze in grado di agire sul corredo genetico.

Qual è la differenza tra caffè nero e caffè verde?

Il chicco di caffè tostato viene sottoposto ad altissime temperature perdendo i principi nutritivi. SI formano oltretutto le proteine glicate o melanoidine che non fanno per niente bene alla salute. Il colore nero è dato da esse.

Le proteine glicate danneggiano intestino e tessuti connettivi. Per questo bisogna evitare il caffè nero e prediligere il caffè verde che è molto benefico.

Il nostro corpo non riesce a distruggere le melanoidine e dunque agisce sul nostro corpo causandoci grandi danni.

Se proprio si deve assumere, si consiglia di berne massimo 5 tazzine al giorno.

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L’alimentazione squilibrata causa tumori.

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Recentemente è stato diagnosticato, che il 30% dei cancri che si manifestano è derivante da un’alimentazione squilibrata.

Lo stile di vita perfetto per vivere in piena salute, infatti, è basato sul seguire un’alimentazione sana, fare attività fisica e vivere a pieno riducendo al limite gli stress della quotidianità.

Non molto tempo fa, a Milano, c’è stato un congresso al quale hanno partecipato medici esperti nel settore, ed hanno affermato che mangiare troppi cibi ricchi di grassi, soprattutto saturi, e mangiare poca frutta e verdura provoca un rischio di tumori pari a quello provocato dal fumo di sigaretta.

Le mioplasie più frequenti derivanti da una dieta errata, interessano i seguenti settori:

  • La mammella;
  • il colon retto;
  • ovaie;
  • rene;
  • cervice;
  • utero.

Quello che dovrebbe ancor più suscitare perplessità è che l’Italia è la madrepatria della dieta mediterranea, ricca di carboidrati, grassi buoni (OMEGA3 – OMEGA6), carni magre, frutta verdura. Nonostante ciò, siamo al primo posto di obesità infantile. Un 12% dei bambini sono obesi.

Il personale che lavora nell’ambito della salute e benessere: laureati in scienze motorie, nutrizionisti, medici ecc. cerca in ogni modo di promuovere la prevenzione.

Infatti, se lo stile di vita degenera in malattie cronico degenerative, curarle è molto più difficile che prevenirle.

Perché provocarci da soli la malattia se basta così poco per stare bene?

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Come prestare soccorso.

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In qualsiasi situazione, possiamo trovarci nella posizione di dover prestare il primo soccorso a un individuo che ha subito un incidente.

Nel caso in cui non vi sia nessun tecnico abilitato nel primo soccorso, non possiamo restare fermi senza dare il nostro soccorso al ferito.

Per tale motivo vi illustro le cose che dobbiamo fare e anche quelle che bisogna assolutamente evitare, al fine di salvare la vita (a un paziente che respira).

  1. La prima cosa da fare è chiamare il 118 o il 113;
  2. Una volta  chiamati i soccorsi è necessario osservare nel complesso la condizione del ferito ( verificare se respira, se è in grado di risponderci e in tal caso se ricorda l’incidente che ha subito);
  3. In nessun caso bisogna dargli da bere o da mangiare, ne muoverlo o spostarlo, per non causare ulteriori complicanze;
  4. Nel caso in cui sia cosciente, si consiglia di calmarlo e rassicurarlo sino all’arrivo dei soccorsi;
  5. Slacciare eventuali indumenti stretti per facilitare la respirazione;
  6. Proteggerlo da eventuali fenomeni atmosferici (es. pioggia).

La posizione di sicurezza:

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Se il soggetto è incosciente, vomita o respira male, è opportuno girarlo sul fianco nella posizione laterale di sicurezza con il capo all’indietro, la bocca aperta per mantenere le vie aeree libere ed evitare che la lingua ricada indietro provocando soffocamento.

La posizione antischock:

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Se l’individuo è spaventato e ci si accorge che sta perdendo i sensi, è necessario metterlo a terra con i piedi sollevati a 30 cm. da terra per favorire irrorazione sanguigna dalla periferia al cervello, mantenendo tale posizione per circa 10 minuti anche dopo il ritorno allo stato di coscienza.

Grazie a queste manovre potrete anche voi, contribuire a salvare una vita.


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Obesità e sport: ruolo dell’esercizio fisico.

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Negli ultimi anni, si è evidenziato sempre di più il ruolo dell’esercizio fisico, come terapia di molte patologie cause di mortalità.

L’obesità è una condizione corporea che deriva da un eccesso dell’introito calorico giornaliero e per tale motivo, oltre che ridurre i macronutrienti, è necessario aumentare la spesa energetica attraverso il movimento.

Nonostante si conosca il ruolo importante che ha l’esercizio fisico sulle nostre vite, la maggior parte degli individui riesce a modificare l’alimentazione piuttosto che il proprio stile di vita e questo spesso non è abbastanza.

In particolar modo, questa condizione si verifica soprattutto nelle popolazioni urbane, di cui i bambini sono sempre più a rischio di obesità, poiché dediti a uno stile di vita sedentario, privilegiando i videogames e la televisione, piuttosto che lo sport.

Per tale motivo lo sport è introdotto sempre di più nei programmi di perdita peso.

Il training fisico, ovvero un’attività fisica costante, ottimizza il sistema corporeo e dunque la sua fitness muscolare, ovvero tutti i sistemi fisiologici dell’organismo che agiscono a riposo.

Attraverso la pratica dell’esercizio, si può modificare anche la composizione muscolare, promuovendo la trasformazione delle fibre di tipo IIb, o insulino-resistenti, in fibre IIa, dette anche fibre bianche a contrazione veloce, che sono insulino sensibili.

In questo modo vi sarà un miglioramento della performance metabolica.

A questo proposito, possiamo citare l’interval training, il quale ha riscosso enorme successo nella cura della sindrome metabolica di cui l’obesità addominale e uno dei sintomi principali.

L’interval training è basato su esercizi a diverse intensità alternati da periodi di riposo attivo o passivo. La durata dell’allenamento, escludendo riscaldamento e defaticamento, va dai 15 ai 20 minuti.

In questo modo i soggetti affetti da obesità, oltre a essere maggiormente motivati a praticare l’esercizio in un tempo breve, ottengono anche un’aumento delle fibre bianche, le quali con il passare degli anni tendono a diminuire.

Che tipo di programma dovrebbe seguire un soggetto obeso?

Dopo aver accertato con un esame clinico le eventuali patologie associate al proprio stato di obesità e le proprie abitudini di vita, verrà eseguito a seconda della condizione di salute e dell’età del paziente, un ECG a riposo e sotto sforzo, poiché i pazienti cardiopatici devono seguire un programma di allenamento specifico in centri medici.

Pazienti affetti dal DM2 (diabete mellito 2 ) non potranno praticare diversi sport che risulterebbero compromettenti al proprio stato di malattia.

Il grado di obesità è altrettanto importante nella valutazione, poiché da esso dipenderà il volume e l’intensità del lavoro prescritto.

Pertanto è facile intuire che come in tutti i programmi di allenamento, la gradualità è un fattore predominante e permette di migliorare la condizione muscolare e articolare e i sistemi cardiocircolatorio e respiratorio.

Per tale motivo, il programma ideale dev’essere sempre e solo affidato a un laureato in scienze motorie, il quale attraverso una stretta comunicazione con il medico, strutturerà in base alla condizione effettiva del paziente, modificandolo nel tempo, in base ai miglioramenti acquisiti dal soggetto in cura.

 

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