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Il benessere prima di tutto!


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Ruolo dell’esercizio fisico nel ritardo puberale.

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La pubertà ritardata si presenta con la mancata comparsa dei primi segni di sviluppo puberale, che si manifestano prima nel sesso femminile e poi nel sesso maschile.

Tra le principali implicazioni fisiche, possiamo riconoscere una bassa statura, la mancanza dello sviluppo sessuale e una ridotta mineralizzazione ossea. Quest’ultima condizione, può portare a un deficit permanente perché lo sviluppo osseo avviene soprattutto nel periodo adolescenziale.

Oltre ai fattori fisici si verificano, di riflesso, problematiche relazionali con i propri coetanei, genitori e insegnanti, oltre che un conflitto interno nell’essere ”diverso”.

A seconda della causa che ha determinato la condizione di sviluppo ritardato, cambia il tipo di terapia.

Si tratta, spesso, di una condizione spesso nella norma e per tale motivo sta ai genitori o a chi ne fa le veci, insieme al medico, il ruolo di tranquillizzare l’adolescente in questione.

Nonostante il ricevuto supporto morale, il ragazzo o la ragazza può soffrire tantissimo della sua condizione e dunque si possono somministrare steroidi anabolizzanti o testosterone a basse dosi nel maschio ed estrogeni nella femmina per qualche mese, tutto ciò per migliorare la statura in attesa della pubertà.

Se si tratta, invece, di una condizione derivante da uno stato patologico o da uno stato di malnutrizione, la terapia cambia, poiché in questo caso a livello di statura non vi sono variazioni rispetto ai coetanei, ma piuttosto si verifica una condizione di ipogonadismo, che va risolta assumendo ormoni gonadici in relazione alle diverse forme patologiche. Questa terapia non potrà però risolvere una futura condizione di sterilità.

Cosa si consiglia a livello sportivo?

L’esercizio fisico è uno dei cardini fondamentali per garantire un corretto sviluppo del bambino/adolescente, ma dev’essere affidato alla competenza di un istruttore laureato in scienze motorie.

Lo sport è molto importante in età evolutiva, per gli stessi motivi per cui lo è nella vita adulta, ma anche perché nel bambino il corpo ed il movimento sono fonte e mezzo di apprendimento (Piaget, 1936).

Esso può concorrere alla formazione di una personalità armonica ed equilibrata. Pertanto tale motivo bisogna considerare il ragazzo nella sua globalità.

Quindi, lo sport come mezzo educativo, deve essere integrale, rivolto alla corporeità, all’affettività, alla cognitività e alla socialità della persona. Dunque per organizzare l’attività più consona al bambino è necessario tener conto del livello di sviluppo motorio e cognitivo raggiunti e il livello di socializzazione. (G. Palazzolo, I. Sanna)

E’ importante sottolineare che nonostante le energie di cui si dispone nella giovane età, non bisogna mai far praticare sport in grosse quantità, poiché ciò potrebbe compromettere la crescita puberale attraverso vari meccanismi corporei.

Dunque come si può procedere?

  • Affidando la salute del proprio bambino a una persona competente nel settore, ovvero il laureato di scienze motorie, il quale ha studiato per anni in medicina e chirurgia e ha fatto esperienza sul campo durante la carriera universitaria;
  • Incoraggiando il proprio figlio a praticare sport secondo i suoi interessi e attitudini;
  • Evitando la specializzazione in un singolo sport ma promuovendo la variabilità;
  • Curando nei dettagli l’alimentazione al fine di donare tutti i nutrienti essenziali alla crescita.

Per maggiori informazioni e richiesta di una prima seduta di valutazionale, puoi contattarmi al seguente indirizzo e-mail :

giulia._.spano@live.it

     Dott.ssa Giulia Spano

                                                                                 (Scienze delle attività motorie e sportive)

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Obesità e sport: ruolo dell’esercizio fisico.

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Negli ultimi anni, si è evidenziato sempre di più il ruolo dell’esercizio fisico, come terapia di molte patologie cause di mortalità.

L’obesità è una condizione corporea che deriva da un eccesso dell’introito calorico giornaliero e per tale motivo, oltre che ridurre i macronutrienti, è necessario aumentare la spesa energetica attraverso il movimento.

Nonostante si conosca il ruolo importante che ha l’esercizio fisico sulle nostre vite, la maggior parte degli individui riesce a modificare l’alimentazione piuttosto che il proprio stile di vita e questo spesso non è abbastanza.

In particolar modo, questa condizione si verifica soprattutto nelle popolazioni urbane, di cui i bambini sono sempre più a rischio di obesità, poiché dediti a uno stile di vita sedentario, privilegiando i videogames e la televisione, piuttosto che lo sport.

Per tale motivo lo sport è introdotto sempre di più nei programmi di perdita peso.

Il training fisico, ovvero un’attività fisica costante, ottimizza il sistema corporeo e dunque la sua fitness muscolare, ovvero tutti i sistemi fisiologici dell’organismo che agiscono a riposo.

Attraverso la pratica dell’esercizio, si può modificare anche la composizione muscolare, promuovendo la trasformazione delle fibre di tipo IIb, o insulino-resistenti, in fibre IIa, dette anche fibre bianche a contrazione veloce, che sono insulino sensibili.

In questo modo vi sarà un miglioramento della performance metabolica.

A questo proposito, possiamo citare l’interval training, il quale ha riscosso enorme successo nella cura della sindrome metabolica di cui l’obesità addominale e uno dei sintomi principali.

L’interval training è basato su esercizi a diverse intensità alternati da periodi di riposo attivo o passivo. La durata dell’allenamento, escludendo riscaldamento e defaticamento, va dai 15 ai 20 minuti.

In questo modo i soggetti affetti da obesità, oltre a essere maggiormente motivati a praticare l’esercizio in un tempo breve, ottengono anche un’aumento delle fibre bianche, le quali con il passare degli anni tendono a diminuire.

Che tipo di programma dovrebbe seguire un soggetto obeso?

Dopo aver accertato con un esame clinico le eventuali patologie associate al proprio stato di obesità e le proprie abitudini di vita, verrà eseguito a seconda della condizione di salute e dell’età del paziente, un ECG a riposo e sotto sforzo, poiché i pazienti cardiopatici devono seguire un programma di allenamento specifico in centri medici.

Pazienti affetti dal DM2 (diabete mellito 2 ) non potranno praticare diversi sport che risulterebbero compromettenti al proprio stato di malattia.

Il grado di obesità è altrettanto importante nella valutazione, poiché da esso dipenderà il volume e l’intensità del lavoro prescritto.

Pertanto è facile intuire che come in tutti i programmi di allenamento, la gradualità è un fattore predominante e permette di migliorare la condizione muscolare e articolare e i sistemi cardiocircolatorio e respiratorio.

Per tale motivo, il programma ideale dev’essere sempre e solo affidato a un laureato in scienze motorie, il quale attraverso una stretta comunicazione con il medico, strutturerà in base alla condizione effettiva del paziente, modificandolo nel tempo, in base ai miglioramenti acquisiti dal soggetto in cura.

 

Per maggiori informazioni e richiesta di una prima seduta di valutazionale, puoi contattarmi al seguente indirizzo e-mail :

giulia._.spano@live.it

                                                                                          Dott.ssa Giulia Spano

                                                                                       (Scienze delle attività motorie e sportive)


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Cardiopatie ischemiche.

Convivere con una malattia è tra le esperienze più difficili della vita. Essere limitati in ogni aspetto personale e sociale, può mettere a dura prova la nostra psiche e tutto ciò che ne deriva.

Quando nasci con una patologia a trasmissione genetica, non hai scelta, te la porterai per tutto il tuo percorso di crescita, cercando con l’aiuto dei medici di attenuarla e tenerla sotto controllo.

Il tema di oggi riguarda quelle patologie che sono per la maggior parte dei casi, derivanti dal nostro comportamento errato nella vita di tutti i giorni, ovvero uno stile di vita sedentario, alimentazione per niente sana, essere esposti a sostanze inquinanti, tutte cose che ci indeboliscono fortemente, sino al condurci in fin di vita.

Diamo innanzitutto uno sguardo generale alle cardiopatie ischemiche, per comprendere meglio di che si tratta:

si tratta di tutte quelle malattie cardiache legate a una riduzione sia relativa che assoluta, dell’apporto di ossigeno al miocardio. Una volta verificatasi questa assenza di O2, le sindromi cliniche saranno le seguenti: angina pectoris, infarto miocardio, miocardiosclerosi e morte improvvisa per l’occlusione di una coronaria.

Sono tutte malattie difficili nella fase preclinica, il che rende ancor più complesso curarle nella fase di prevenzione secondaria.

Nonostante nell’ultimo ventennio, le cardiopatie ischemiche sono in netta diminuzione, nel nostro Paese l’1,8 per mille sull’intera popolazione, ovvero 100.000 morti/anno, muoiono per queste patologie.

L’industrializzazione è un fattore determinante, poiché si nota un livello maggiore di soggetti malati, nei paesi più evoluti, per via del fattore inquinamento, rispetto che in quelli meno tecnologici.

Questo dovrebbe farci riflettere…

Nel verificarsi della malattia, possiamo distinguere tra fattori che POSSIAMO MODIFICARE (al fine di evitare il malessere) e FATTORI NON MODIFICABILI.

– Fattori non modificabili:

si tratta del sesso e dell’ereditarietà. Nel primo caso, è importante sottolineare che gli uomini sono quelli che incontrano spesso queste problematiche. La donna infatti sino alla menopausa è protetta dalla produzione ormonale, che dopo i 45 anni si attenua.

Nel secondo caso, invece, parliamo delle ”famiglie vascolari”, ovvero quei rami familiari in cui c’è una predisposizione nell’ammalarsi di cardiopatie ischemiche.

– Fattori modificabili: 

sono di diverso tipo e presentano varie sfumature se combinate tra di loro. Le alterazioni del metabolismo lipidico, sono caratterizzate dalla produzione di colesterolo cattivo in eccesso. Questo fattore può essere anche associato in minima parte alla genetica, ma generalmente deriva da una corretta alimentazione.

L’ipertensione arteriosa è uno dei fattori più aggravanti e difficili da gestire. Il fumo di tabacco incide ulteriormente nel verificarsi dell’ipertensione, perchè ha come componenti principali la nicotina e l’ossido di carbonio.

La nicotina provoca vasocostrizione e rende difficile lo scorrimento del sangue, mentre la CO si lega all’emoglobina e impedisce il trasporto di ossigeno ai tessuti.

ARTICOLO SUL FUMO: https://amatestessa.com/2014/09/13/la-respirazione-e-gli-effetti-dannosi-del-fumo/

VIDEO SUL FUMO: 

La sedentarietà è un altro fattore che incide moltissimo poiché apporta notevoli benefici al nostro metabolismo e al sistema cardiocircolatorio, agevolandone il battito e la pressione.

Il diabete spesso si associa alle cardiopatie ischemiche, dato che i soggetti che ne soffrono sono spesso in sovrappeso.

Come si possono prevenire queste malattie?

Attraverso degli interventi COMUNITARI, si può promuovere uno stile di vita sano. La scuola è uno degli ambienti in cui si punta maggiormente per educare sin dalla tenera età i bambini a vivere la vita a pieno.

Nel caso in cui il soggetto sia predisposto per ereditarietà a queste patologie, l’intervento è di tipo INDIVIDUALE, perciò sarà il medico a seguirlo e a proporgli un programma specifico per le sue caratteristiche.


♔WithLoveGiulietta♔


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Prodotti alimentari che provocano il cancro!

Buongiorno a tutti,

oggi vi parlerò di una sostanza dannosissima alla nostra salute, che mette a rischio soprattutto la vita dei più piccoli : l’acrilammide!

L’acrilammide è l’ammide dell’acido acrilico. A temperatura ambiente si presenta come un solido cristallino incolore o leggermente bianco, solubile in acqua con reazione fortemente endotermica, avente odore non percettibile o leggermente ammoniacale, che in forma pulverulenta viene facilmente inalato con effetti potenzialmente molto pericolosi.

Viene industrialmente preparata per idrolisi dell’acrilonitrile con idratasi nitrilica.

L’Efsa, dopo diversi controlli, ha dimostrato che questa sostanza aumenta notevolmente il rischio di incontrare il cancro.

Le zone maggiormente a rischio sono: il sistema nervoso centrale e periferico e l’apparato riproduttivo.

Essendo un composto elettrofilo, formando un doppio legame con i gruppi zolfo dei residui di cisteina e i corpi chetonici, il legame covalente impedisce il funzionamento della macromolecola con cui di lega, annullandola.

Questo problema si manifesta, poiché tale sostanza è presente nella maggior parte dei prodotti in commercio, tra i quali gli alimenti contenenti amido, che vengono sottoposti ad alte temperature sprigionando in tal modo sostanza nocive.

Tempo fa scrissi un articolo a riguardo, con relativo video correlato:

ARTICOLO: https://amatestessa.com/2015/05/05/gli-alimenti-cotti-ad-alte-temperature-provocano-il-cancro/

VIDEO: 

Caffé, patatine, cracker, biscotti e così via. sono dei veri e propri concentrati di veleno, considerando anche la presenza delle sostanze di cui vi parlai nei seguenti articoli e video:

GLI INGREDIENTI CON CUI LE INDUSTRIE CI STANNO UCCIDENDO! 

PARTE 1:  https://amatestessa.com/2015/01/17/gli-ingredienti-con-cui-le-industrie-ci-stanno-uccidendo/

PARTE 2: https://amatestessa.com/2015/01/18/gli-ingredienti-con-cui-le-industrie-ci-stanno-uccidendo-parte-2/

L’olio di palma: uccide gli orango tango e abbatte le foreste!

https://amatestessa.com/2015/06/04/lolio-di-palma-uccide-gli-orango-tanto-e-abbatte-le-foreste/

  

Dal momento che l’acrilammide e la glicidammide, suo metabolita, sono genotossiche e cancerogene, qualsiasi livello di esposizione presenta potenzialità in grado di danneggiare il DNA e far insorgere il cancro.

L’Efsa sostiene che non è possibile stabilire una dose giornaliera tollerabile negli alimenti.

FONTI: http://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/acrylamide.htm


 

♔WithLoveGiulietta♔


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Salviamo i bambini dagli alimenti cancerogeni!

Salve miei carissimi lettori,

mi sono sempre soffermata a parlare degli alimenti che arrivano nelle nostre tavole, ma non ho mai scritto un post contro tutti quei prodotti dannosissimi alla salute dei bambini.

VIDEO CORRELATO SUL MIO CANALE YOUTUBE:

Sin dallo svezzamento, le industrie si impadroniscono della nostra salute, dimostrando noncuranza neanche nei confronti dei più piccoli. Prima dei cioccolati, ricchi di olio di palma e tantissimi altri ingredienti nocivi, offrono al mercato dell’infanzia, omogenizzati, biscotti e una moltitudine di altri alimenti, che molte mamme, ignare di quello che si nasconde dietro pubblicità ingannevoli, acquistano per i loro figlioletti.

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La colpa come dico sempre, non è dei genitori, i quali spesso si affidano a dei prodotti che ormai sono da sempre parte della tradizione infantile: la Plasmon è considerata come una garanzia di salute e benessere.

Chi potrebbe mai dubitare di quello che si cela dietro tale marchio? Ovviamente parlo della Plasmon in quanto è la marca più diffusa, ma ne esistono anche altre che non fanno di certo sconti per la salute dei poveri bambini ( Nipiol, Mellin).

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Eccovi alcuni esempi di prodotti di tale marchio, che contengono una sfilza di metalli pesanti:

Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicio, Alluminio;
Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio;

Vogliamo parlare dei famosissimi biscotti Plasmon? l’olio di palma è il protagonista indiscusso !

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Anche la marca Nipiol è prodotta dallo stabilimento Plasmon, utilizzando i medesimi ingredienti.

Qual è la soluzione?

Molto semplice: basta acquistare prodotti pronti per i bambini, piuttosto iniziamo a farli noi stessi!

E’ molto semplice e veloce, per non parlare del risparmio!

Bastano soltanto 15 minuti per preparare una mela/pera cotta, pappe col pomodoro, zucchine, patate in purea, zucca e chi più ne ha più ne metta. Potrete selezionare voi stessi le parti della carne o del pesce che preferite per il vostro bambino e recarvi nei mercati di fiducia, al fine di dare sempre il meglio a voi stessi e a chi amate.

In fondo i nostri nonni sono cresciuti benissimo senza pappe e pappine varie!

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Nel caso in cui gli impegni siano talmente occludenti, da impedire totalmente la preparazione culinaria per i più piccoli, ho sentito che gli omogenizzato Coop e Hipp, sono da considerarsi i più validi alleati, poiché offrono materie prime trattate biologicamente. L’unico problema è il costo, ma sicuramente è sempre meglio che far mangiare i metalli pesanti e gli estrogeni della Plasmon ai poveri bimbi.

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Sono molto curiosa di conoscere i vostri approcci al mercato alimentare infantile:

– acquistate omogenizzati?

– se si, quali ritenete validi e perché?

– fate gli alimenti in casa?

– cosa ne pensate di tutto questo? provate rabbia nei confronti di queste industrie che, per guadagno, non si fermano neanche di fronte alla vita dei bambini?

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