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Addominali alti o bassi?

Lavorando nel settore del benessere, sono costantemente a contatto con persone che hanno come obiettivo principale quello di perdere peso o che semplicemente desiderano un miglioramento della loro performance atletica.

Soffermandomi sulla parete addominale esiste un mito piuttosto duro a morire, che distingue gli addominali in alti e bassi, parlando dell’esistenza di esercizi specifici per far lavorare o uno o l’altro.

Per tale motivo, mi sembra doveroso fare un po’ di chiarezza, attraverso alcuni cenni di anatomia e biomeccanica.

Possiamo distinguere gli addominali in 3 importanti settori ognuno dei quali svolge una specifica funzione:

  • Retto dell’addome: permette di flettere la colonna vertebrale;
  • Trasverso: ha la funzione di stabilizzare la colonna vertebrale;
  • Obliqui: permettono di ruotare e flettere lateralmente la colonna vertebrale.

Tra di essi, il retto dell’addome spicca per importanza estetica (la famosa tartaruga) e quando si parla di addominali alti e bassi, ci si riferisce all’allenamento di questo muscolo.

Dovete sapere che il retto dell’addome si comporta come una fibra elastica e quindi, nel momento in cui andiamo a eseguire qualsiasi esercizio che lo coinvolge, che sia un crunch classico oppure un crunch inverso (dove abbiamo la sensazione che nel primo lavorano gli addominali alti e nel secondo quelli bassi), in realtà le fibre del retto dell’addome lavorano insieme.

Gli addominali vanno allenati come qualsiasi altro muscolo ed entrano in gioco sia durante gli esercizi che allenano gli arti inferiori che in quelli che sollecitano gli arti superiori.

Inoltre, l’alimentazione svolge un ruolo essenziale come vi ho già spiegato in questo articolo.

Per approfondire questa importante tematica, vi consiglio di guardare questo video:


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