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Alimentazione e senso di stanchezza: esiste una correlazione?

La stanchezza legata al regime alimentare, può esistere associata a casi di intolleranza alimentare vera e propria e a casi più frequenti legati al meccanismo di regolazione glicemico, ovvero si crea una sorta di montagna russa tra condizione di iperglicemia e ipoglicemia subito dopo i pasti e questo provoca stanchezza in entrambi i picchi: quando si mangia troppo cibi errati e quando si ha fame.

Bisogna creare un equilibrio dei nutrienti, mangiando regolarmente ed eliminando gli zuccheri semplici, i quali provocano invece un lavoro maggiore da parte del pancreas che arriva addirittura a ridurre lo zucchero ematico, a livelli decisamente più bassi rispetto a quelli di partenza.

Prediligendo cibi che invece hanno un’azione molto più moderata sulla glicemia, ad esempio i cereali integrali e la frutta stessa piuttosto che lo zucchero, questa energia in eccesso non c’è e si ha l’equilibrio.


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Attivare il metabolismo facendo sport!

Diete ipocaloriche ovunque, regimi alimentari commerciali che prendono in giro la popolazione, illudendola che mangiando solo proteine ed eliminando i carboidrati, possa cambiare qualcosa, così come consigli alimentari che introducono i carboidrati ma eliminano tanti altri nutrienti essenziali dal nostro organismo.

Non è in questo modo che il corpo cambia, a meno che il cambiamento che cercate non sia totalmente negativo e dannoso per la nostra vita.

Quello che ci permette davvero di attivare il nostro corpo, non è di certo la limitazione a determinati alimenti, bensì l’attività fisica!

Essa soprattutto se incentrata su esercizi di potenziamento muscolare, comporta un maggiore dispendio energetico nel corso della giornata.

Diffidate dunque dalle false promesse, e iniziate a comprendere che per ottenere dei risultati e vivere in salute, l’unico segreto è MUOVERSI!

Le sostanze che dovete eliminare sono quelle che contengono ingredienti dannosi per la salute, dei quali vi ho già parlato nei seguenti articoli e video correlati:

Video ingredienti dannosi Parte1: 

Video ingredienti dannosi Parte2: 

Video farina00: 

Video olio di palma: 

Video Nutella: 

Video differenza grassi: 

Video macine Mulino bianco e cornetti: 

Video Saikebon Star: 

Dunque ricapitolando: Alimentazione equilibrata e sana + Attività Fisica = salute!


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Alimentazione corretta per chi soffre del morbo di Crohn.

Buongiorno miei carissimi lettori,

oggi voglio parlarvi di una patologia che colpisce l’apparato digerente di molti individui, causando sintomi molto più rilevanti della semplice stitichezza o diarrea.

Quando ci riferiamo al morbo di Crohn, infatti, stiamo parlando di una malattia infiammatoria di tipo cronico, le cui cause non sono del tutto chiare, ma ci si avvicina all’idea che derivino da una eccessiva difesa immunitaria verso antigeni che sono normalmente presenti, ma che il nostro organismo non riconosce e continua a distruggere imperterrito.

I sintomi che caratterizzano il fastidiosissimo morbo di Crohn, sono:

– Forti dolori addominali;

– Diarrea con perdite di sangue;

– Febbre;

– Malassorbimento;

– Perdita di appetito con conseguente dimagrimento.

Gli individui affetti si ritrovano costretti ad assumere notevoli quantità di cortisone e diverse tipologie di farmaci, ma i sintomi di questa malattia, si possono ridurre anche attraverso una specifica alimentazione che va a ridurre le tipologie di sostanze che causano l’aumento dell’infiammazione.

Spesso capita che chi soffre del morbo di Crohn, sia anche intollerante a glutine e lattosio. Conoscere le intolleranze è importantissimo, poiché come si può bene dedurre, accentuano l’attività di difesa immunitaria, una volta introdotte le sostanze non tollerabili dall’organismo di quello specifico individuo.

Vi invito dunque a fare dei controlli in modo tale da ridurre, almeno per quanto la patologia lo consente, il verificarsi dei sintomi, in modo tale da trarne un maggior beneficio, semplicemente attraverso un regime alimentare specifico per il vostro caso.

Purtroppo essendo una patologia non legata a cosa si mangia, ma legato al sistema immunitario, non si può risolvere come una semplice stitichezza o diarrea, attraverso una specifica dieta, ma bisogna sottoporsi a cure mediche specifiche, ma resta comunque il fatto che evitando diverse tipologia di alimenti o comunque riducendole in determinati periodi di forte infiammazione, aiuta a trarre un minimo di benessere.

Oltre agli alimenti verso i quali il soggetto affetto da morbo di Crohn, si dimostra intollerante, esistono anche tantissimi altri alimenti che possono partecipare al processo infiammatorio, poiché favoriscono la produzione di prostaglandine di tipo infiammatorio.

Vediamo di quali alimenti si tratta:

-Alimenti da abolire:

caffè, cioccolato, bevande analcoliche e gassate, fritture, grassi idrogenati, insaccati, carni grasse, carne di maiale, zucchero raffinato, semi di lino.

latticini e il grano, sono da evitare se si è intolleranti, da limitare se non lo si è: aumentano infatti l’irritazione dell’intestino.

Ridurre drasticamente le fibre che accentuano la defecazione e dunque il processo infiammatorio.

-Alimenti Amici:

pasta di semola, semolino, polenta, riso, carne magra e poco fibrosa, verdure cotte (solo patate, carote, zucchine) e pomodori sia cotti che crudi privati dei semi e della buccia. Tra la frutta, meglio prediligere mele e banane.

Anche la masticazione è importante, poiché masticando piano, si facilita il processo digestivo.

 Alcuni rimedi naturali:

Vi rimando all’articolo che scrissi poco tempo fa sulla sindrome del colon irritabile, dove potete trovare alcuni rimedi in caso di diarrea, che sono consigliabili anche per chi soffre del morbo di Crohn:

https://amatestessa.com/2015/01/12/alimentazione-che-cura-il-colon-irritabile/

Non mancheranno anche altri alimenti che possono esservi d’aiuto!

Anche ridurre lo stress emotivo incide particolarmente sul benessere!

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Alimentazione che cura il colon irritabile!

La maggior parte della popolazione, è affetta dalla sindrome del colon irritabile. Essa può sfociare in sintomi come diarrea, flatulenza e forti crampi addominali, oppure in stipsi e gonfiore addominale.

A seconda di questi sintomi riportati dal soggetto, la cura alimentare cambia totalmente, poiché come ben possiamo intuire, gli effetti riportati da questa disfunzione, possono essere l’uno l’esatto contrario dell’altro.

Tratterò i due casi separatamente in modo da rendere l’argomento il più chiaro possibile, ed eliminare eventuali dubbi:

STIPSI —> Parliamo di stipsi, quando il nostro organismo riceve il cibo troppo lentamente, le feci assorbono tutta l’acqua presente diventando dure e difficili da espellere. Per ridurre la stipsi è assolutamente consigliato l’aumento dell’introito di fibre alimentari, come frutta e verdura, inoltre bisogna bere almeno 1,5l di acqua naturale e iniziare a svolgere attività fisica al fine di stimolare il nostro organismo e indurlo ad espellere le sostanze di rifiuto.

DIARREA —> Parliamo di diarrea quando il cibo arriva troppo velocemente e l’acqua non essendo assorbita dalle feci, le rende molli e impossibili da gestire nel nostro organismo. Al fine di evitare la fastidiosissima diarrea che può cogliere impreparati nei momenti più inadeguati, è consigliabile evitare alimenti che vanno a irritare il nostro intestino crasso, ovvero la caffeina (qui mi rivolgo soprattutto agli amanti del caffé ma anche del tè caldo e delle tisane detossificanti e ”ventre piatto”), gli alcolici, i latticini (evitare latte o preferire quello con carenza di lattosio, formaggi, yogurt ecc), gli alimenti ricchi di zuccheri o grassi ( soprattutto dolci pesanti con panna, creme varie e i cibi fritti), cibi che fanno produrre gas come legumi, cavoli e broccoli poiché stimolano la fermentazione, e i dolcificanti artificiali che troviamo nelle bevande gasate, nelle gomme da masticare e in tantissimi alimenti confezionati.

Sia in caso di stipsi che in caso di diarrea, bisogna sempre e solo cercare di mangiare lentamente e con calma al fine di non far entrare aria in eccesso nel nostro organismo.

Ci tengo inoltre a ricordarvi che anche lo stress un fattore che incide molto nella nostra vita e se impariamo a gestirlo, anche questi problemi intestinali diminuiranno ancor più velocemente.

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I soggetti affetti da sindrome di colon irritabile, in entrambi i casi (stipsi e diarrea) devono evitare i seguenti alimenti:

  • Tuorli d’uovo
  •  cibi fritti
  • Caffè
  • Alcool
  • Bevande gassate
  • Dolcificanti artificiali
  • Grassi artificiali (burro, margarine ecc)
  • Tutti gli oli, grassi, creme spalmabili, ecc
  • Maionese
  • Salse grasse
  • Cioccolato, soprattutto al latte
  • Olive
  • Dolci, biscotti, pasticcini, e prodotti da pasticceria vari
  • carni rosse
  • latticini

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I soggetti affetti da diarrea devono evitare le fibre insolubili e cercare di assumere quelle solubili, poiché quest’ultime tratterranno l’acqua evitando le feci molli. Gli alimenti contenenti fibre solubili sono moltissimi, tra cui citiamo i più comuni:

  • riso soprattutto in bianco
  • pasta e tagliatelle integrali o al kamut, soprattutto in bianco
  • farina d’avena
  • orzo
  • pane di frumento o grano integrale
  • cereali ( kamut, avena, farro. orzo)
  • soia
  • farina di mais
  • patate
  • carote
  • patate dolci
  • rape
  • barbabietole
  • zucchine
  • zucche
  • castagne
  • avocado
  • banane
  • salsa di mele
  • mango
  • papaia

Sono tutti alimenti che trattengono l’acqua e aiutano a regolare il transito intestinale.

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Per quanto riguarda i soggetti affetti da stipsi, contrariamente a chi soffre di diarrea, devono invece introdurre le fibre insolubili, che ritroviamo nei seguenti alimenti:

  • crusca
  • cereali integrali
  • germogli di soia
  • legumi
  • semi ( zucca)
  • noci
  • meusli
  • fagioli e lenticchie
  • frutti di bosco (mirtilli, fragole, more, mirtilli, ecc)
  • uva e uvetta
  • ciliegie
  • ananas
  • pesche, albicocche, pere
  • mele
  • pere
  • meloni
  • arance, pompelmi, limoni, lime (agrumi)
  • datteri e prugne
  • verdure a foglia (spinaci, lattuga, cavoli, cavoli, crescione, ecc)
  • piselli
  • fagiolini
  • peperoni
  • melanzane
  • sedano
  • cipolle, scalogni, porri, aglio
  • broccoli
  • cavolfiore
  • pomodori
  • cetrioli
  • erbe aromatiche fresche

Le fibre devono sempre essere introdotte, accompagnandole da una buona dose di acqua, da introdurre possibilmente prima dei pasti.

Ci tengo comunque a dirvi che ho trattato l’argomento dal punto di vista delle mie conoscenze personali, per i casi più gravi, bisogna sempre e solo rivolgersi al medico di fiducia o provare metodi alternativi come recarsi in erboristeria per integrare questa alimentazione con integratori specifici al vostro caso.


Alcune piante che vi consiglio per migliorare la funzionalità intestinale sono:

  • camomilla: per riequilibrare la flora batterica, per l’azione spasmolitica, digestiva e carminativa.
  • Melissa: disturbi gastrici di origine psicosomatica, ansia, flatulenza, difficoltà nella digestione, utile contro spasmi, cefalee, insonnia .
  • Angelica: azione antispasmodica, contro gonfiore e fermentazione intestinale.
  • Menta piperita: azione analgesica, antispasmi e carminativa, anche per alitosi.
  • Tiglio in gemmo-derivato: contro l’ansia e gli spasmi.
  • Mirtillo rosso: per regolare la funzionalità intestinale sia che ci sia diarrea sia che ci sia stipsi. Essenziale per la sua azione disinfettante a livello urinario ed intestinale.
  • Clorofilla in gocce: per rivitalizzare la mucosa dell’intestino.
  • Aloe in succo.
  • Achillea,finocchio,aneto,melissa in tisana.
  • Magnesio, quando ci sono dolori addominali.
  • Fermenti lattici, in particolare ai cambi di stagione per riequilibrare la flora intestinale.
  • Succo di carote. La carota è un regolatore sia del fegato che dell´intestino con azione depurativa e cicatrizzante anche grazie all´alto contenuto di carotenoidi. Potrebbe essere utile, a tal proposito, berne un bicchiere due volte la settimana.-Succo di cavolo. A quanto pare, c’è chi consiglia anche l’assunzione di una spremuta di succo di cavolo per i principi attivi presenti in questo ortaggio, in particolare per le sue proprietà cicatrizzanti utili sia per lo stomaco, che per l´intestino ed il colon.

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Purtroppo non è mai semplice capire che alimento provoca maggiormente i sintomi di stipsi o diarrea, poiché come avete potuto notare, ci sono tanti nutrienti che entrano in gioco. Inoltre non posso neanche dirvi di eliminarli totalmente dalla vostra alimentazione, poiché sono essenziali al nostro benessere.

Ad ogni modo, spero di avervi aperto una piccolo bagliore da cui trarre spunto.

Per eventuali dubbi e richieste specifiche, aspetto i vostri commenti.


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Alimenti che fanno bene ai reni.

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oggi vi parlerò di come tenere in salute i nostri cari reni e dunque il nostro sistema escretorio.

Come vi ho detto più volte, la nostra alimentazione incide in modo sostanziale nella nostra vita ed è per questo che non possiamo permetterci di trascurarla. In particolar modo, i soggetti che presentano patologie come l’insufficienza renale, devono ridurre i consumi di proteine, sodio e fosforo.

Alimenti di origine animale come la carne, le uova, gli insaccati, i latticini e anche se con maggior tollerabilità i legumi, devono essere evitati, poiché contenenti proteine, dannose se assunte in eccesso soprattutto nei soggetti prima citati.

Con questo articolo vi suggerisco dei potentissimi alimenti anti-scorie, che una volta inseriti nel nostro regime alimentare, garantiranno una miriade di benefici da non sottovalutare:

-Peperoni rossi: alleati esemplari contro l’insufficienza renale, poiché ricchissimi di sostanze nutritive come le fibre, le vitamine B6, A, C, licopene e l’acido folico. Inoltre così come i cavoli sono poveri di potassio e dunque non affaticano il lavoro renale. In poche parole, date vie alle danze con i peperoni, rossi come l’amore e i vostri reni troveranno la giusta enfasi amorosa per poter tirare avanti con tanta felicità e gratitudine.

-Lattuga: utilissima per i suoi effetti sazianti, utile nel caso in cui i reni siano stressati da un eccessivo apporto alimentare. Le tartarughe, i coniglietti e qualunque animale che si nutre di lattuga, non ha assolutamente problemi di questo tipo, dovremo prendere esempio da loro!

-Verza: ha un esemplare potere disintossicante, soprattutto per i suoi altissimi contenuti di antiossidanti e zolfo. Inoltre, essendo un vegetale e quindi essendo ricco di fibre, ha una rilevante azione anti-scorie, stimolando la diuresi e permettendo l’eliminazione delle tossine. Chi ama quel gusto leggermente amarognolo può ritenersi fortunato, altrimenti, cerchiamo di ridurre il retrogusto accompagnandola con mais o pomodori, per dare un tocco di dolcezza.

-Aglio:  considerato un ottimo farmaco naturale, viene usato nella realizzazione dei condimenti al fine di ridurre gli eccessi salini. L’aglio vanta tantissime leggende alle sue spalle, dovremo essere lieti di assaporare un elemento che ha un lungo cammino alle sue spalle.

-Mais: nutriente dai potenti effetti depurativi, possiede soprattutto vitamine del gruppo B, A, calcio, potassio, magnesio e fosforo. È ottimo nel facilitare la diuresi. La sua dolcezza e bontà non dovrebbero che invogliarci a inserirlo ogni giorno nella nostra insalata.

-Finocchi: sono ricchi di fitoestrogeni naturali, flavonoidi e fibre. Aumentano la diuresi facilitando l’eliminazione delle scorie. Ottimi come snack spezza fame e sfiziosi per la loro croccantezza.

-Radicchio: contiene guaianolidi, ovvero sostanze con proprietà anti.infiammatorie e purificanti.

-Orzo: è un cereale che possiede proprietà a basso indice glicemico, il che è importante per i suoi effetti drenanti e depurativi. Tutti i cereali in genere fanno bene alla nostra salute per i loro contenuti di fibre. Non trascuriamoli!

-Cavoli: sono degli ottimi alleati al fine di eliminare le tossine che invadono il nostro povero organismo, facilitando il lavoro dei reni e contrastando l’azione dei radicali liberi. Tutto ciò in rigor del fatto che possiedono moltissimi filonutrienti e sono ricchi di vitamina K, B6, C, e acido folico. Inoltre hanno un basso contenuto di potassio, il che li rende ancor più interessanti all’interno di una dieta che dev’essere orientata verso la protezione renale. Ci sarà un motivo se i bambini nati sotto i cavoli sono i più belli 😀

-Fagioli azuki: anch’essi ottimi nelle loro proprietà depurative, sono i salva reni per eccellenza. E allora via con un bel piatto di pasta e fagioli, buono e nutriente!

-Ciliegie:  utilissime dato che sono povere di ossolati e ricche di proprietà diuretiche e depurative. Sono indicatissine in casi di stipsi.

-Fragole: ricchissime di antiossidanti, vitamina C, manganese e fibre. Ottime nelle loro proprietà antiinfiammatorie, sono delle alleate perfette nella protezione renale. Se si è in presenza di calcoli renali, assumere questo nutriente, non può che essere d’aiuto.

Tutta la frutta possiede un alto contenuto di fibre e vitamine idrosolubili. Inoltre il sapore della frutta è qualcosa di sublime, io non posso proprio farne a meno, ne mangerei a volontà!

Link dei miei precedenti articoli sulle vitamine idrosolubili, clicca nell’immagine per aprirlo:

Schermata da 2014-11-30 09:35:21

-Acqua: almeno 1 litro e mezzo al giorno. Non dimentichiamoci che siamo fatti per almeno il 70% di acqua e non dovremo mai trascurarla. Senza acqua non si può vivere.

Ecco i link dei miei articoli sull’acqua, clicca nelle immagini per aprirli!

Schermata da 2014-11-30 09:34:47

Schermata da 2014-11-30 09:34:11

Come potete vedere, alla fine, nella maggior parte dei casi basta mangiare in modo sano e corretto per poter alleviare o prevenire eventuali patologie. Ovviamente ogni caso è a se, ma tentar non nuoce, considerando che si tratta di alimenti sani e gustosi.

Buona domenica a tutti,

vi invito a visitare il mio canale Youtube dove tratto di alimentazione, video scaccia pensieri, outfit e quant’altro. Se vi piace vi invito a iscrivervi. Cliccate sulla foto che vi indirizzerà al canale 🙂

Schermata da 2014-11-18 07:44:39


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Alimenti che fanno bene al cuore!

Buongiorno cari lettori,

oggi parlerò del cuore e degli alimenti, che più di ogni altro migliorano la circolazione e permettono di prevenire le malattie coronariche o nel caso in cui siano già presenti, di migliorare il tenore di vita.

Tempo fa feci un articolo proprio riguardante il cuore e le malattie che purtroppo si manifestano. Vi fornisco qui di seguente il link dell’articolo:

https://amatestessa.wordpress.com/2014/09/17/le-malattie-cardiache/

Come ben sappiamo il cuore è un organo affascinante e delicato, ma allo stesso tempo energico e vitale, poichè ci consente di pompare il nostro sangue in ogni distretto dell’organismo, garantendo la diffusione delle sostanze nutritiva, la comunicazione tra cellule, la difesa immunitaria e così via. Nonostante ciò basta poco per poter andare incontro a delle gravi conseguenze: la nostra alimentazione incide nella nostra vita al 99% e non possiamo permetterci di rovinarci l’esistenza seguendo dei regimi alimentari non meditati.

Le industrie ci forniscono alimenti che spesso contengono sostanze nocive e droganti come l’olio di palma, l’olio di cocco, lo zucchero semolato e tantissime sostanze chimiche che non fanno altro che creare dipendenza e ucciderci inconsapevolmente. Anche le carni grasse e i prodotti caseari, per via del loro alto contenuto di grassi saturi trans, aggravano la situazione.

Dovremo dedicare maggior attenzione alla cura della nostra persona, la quale parte proprio dall’interno. Vediamo dunque che nutrienti dobbiamo inserire nel nostro organismo al fine di poter trarre benefici fisici e psicologici.

Quali sono questi alimenti?

-Pesce: soprattutto il salmone fresco, che contiene omega 3 e antiossidanti, sardine fresche e il pesce azzurro in generale. Esso ha un effetto protettivo dall’incombere delle malattie cardiovascolari, poichè ha la capacità di mantenere bassi i livelli di grassi e colesterolo, i quali comportano nei peggiori dei casi, l’intasamento dei vasi sanguigni e dunque ictus o infarto miocardico.

-Cereali integrali: consigliatissimi nella dieta mediterranea, poichè apportano fibre le quali oltre a migliorare il transito intestinale, contengono antiossidanti, fitoestrogeni e fitosteroli, protettori delle coronarie.

Degli studi condotti hanno dichiarato che il consumo di fibre vegetali, comporta la riduzione del 40% di rischi coronarici.

-Legumi: contribuiscono all’abbassamento dei livelli del colesterolo sanguigno, per via di molte sostanze nutrienti come i flavonoidi  che contrastano la formazione di coaguli ne sangue e dunque ictus e infarto miocardico. Sono consigliati come sostituti alla proteine della carne, e contengono grassi insaturi. Inoltre donano un senso di sazietà.

-Olio di semi di lino: è considerato come una della fonti vegetali in primo piano per ciò che concerne la presenza di acido linoleico ed alfa linoleico, i quali sono usati nel nostro organismo al fine di dare vita all’omega3.

-Cioccolato extra-fondente: è un alimento contenente altissimi livelli di flavonoidi, contenuti nella pianta di cacao da cui il cioccolato deriva,che contribuiscono a migliorare la salute del cuore, e di conseguenza la circolazione sanguigna e il sistema immunitario, promuovendo la riduzione dell’infiammazione.

-Olio d’oliva: alleato della dieta mediterranea, composto da grassi insaturi i quali hanno come detto più volte, la proprietà di ridurre le placche a livello dei vasi sanguigni, abbassando il colesterolo cattivo LDL e alzando i livelli di quello buono detto HDL. Ottimo condimento giornaliero per la maggior parte degli alimenti che ingeriamo. Ovviamente va assunto nelle giusto dosi, se no si andrebbe incontro all’effetto contrario.

-Pomodori: come detto più volte nei miei articoli sulla dieta mediterranea, sono una eccellente fonte della vitamina A e C, inoltre contengono anche potassio, licopene e molte fibre. Se si cuoce il pomodoro, si aumenta l’assorbimento del licopene e l’attività degli antiossidanti non si riduce.

-Mele: ricche anch’esse di flavonoidi e quercitina, che sono essenziali nella prevenzione delle placche arteriosclerotiche, riducendo la formazione di LDL. Anche la pectina contenuta in questo frutto, abbassa i livelli di colesterolo sanguigno.

-Melograno: diversi studi hanno dimostrato che il suo succo diminuisce la formazione di placche arteriose e abbassa la pressione sanguigna. Questo avviene, poichè è ricco di polifenoli tra cui antociani e un gran numero di antiossidanti. ANche i mirtilli svolgono questa azione.

-Banana: per i suoi alti contenuti di potassio, contribuisce al mantenimento delle dosi di sodio a livelli tollerabili, eliminando se necessario gli eccessi, mantenendo buona la pressione sanguigna. Anche gli spinaci e le patate dolci svolgono la stessa funzione.

-Bacche di Goji: con il loro potere antiossidante, aiutano a proteggere dal colesterolo LDL e dall’attacco dei radicali liberi preservando il cuore dall’insorgere di patologie.

-Vino: Con moderazione altrimenti comporta solo effetti negativi. Esso contiene polifenoli che permettono alle cellule delle arterie di vasodilatarle.

 

 

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO SULLE CARDIOPATIE ISCHEMICHE:

https://amatestessa.com/2015/07/27/cardiopatie-ischemiche/

 

 

Dott.ssa Giulia Spano


22 commenti

Torta di Mele, senza uova!

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Ho deciso per iniziare al meglio questo nuovo percorso insieme di presentarvi una ricetta dolce e semplice, ma allo stesso tempo leggera, poichè come potete notare dal titolo, si tratta di una torta senza uova (pensata per gli intolleranti e per chi soffre di colesterolo alto) e senza burro, dunque light e senza derivati animali, perchè andremo a utilizzare il latte di soia.

Vi fornisco le dosi per 8 persone, adatte per una teglia da 24cm.

La preparazione avverrà in 10 minuti (dopo aver già tagliato al meglio le mele) e dunque oltre a essere semplice è anche veloce. Per la cottura in un forno elettrico, saranno necessari circa 30 minuti.

 

ANALIZZIAMO INSIEME GLI INGREDIENTI:

150 g di Farina integrale: perchè evitare la farina di tipo 00?

È il cereale più coltivato al mondo, grazie alla sua adattabilità alle diverse condizioni ambientali e climatiche. La farina è la forma in cui il frumento si presenta con maggior facilità.

Oggi gran parte della farina è ottenuta mediante un procedimento che sottopone il chicco ad alte temperature con conseguente perdita di vitamine e sapore. La macinazione tradizionale, a pietra, conserva intatte le proprietà del frumento, conferendo alla farina proprietà rimineralizzanti, rinfrescanti e antinfiammatorie. L’abburattamento è la divisione dei diversi elementi di cui è composto il chicco.

Con la dicitura”00″ la farina che ha subito l’ abburattamento del 50%.

Vediamo ora cosa troviamo in 100 grammi di prodotto (1 tazza corrisponde a circa 120 grammi):

Calorie kcal 340
Calorie kj 1424
Grassi g 2.5
Carboidrati g 71.97
Proteine g 13.21
Fibre g 10.7
Zuccheri g 0.41
Acqua g 10.74
Amido g 57.77
Ceneri g 1.58

Se volete vedere la tabella contenente nello specifico i vari nutrienti della farina00, clicca sul link:

https://docs.google.com/document/d/1sCXt4FIZm-IZLFOfsPayLM3wzgUjr-sYwZl7PbBuCqI/edit?usp=sharing

150 g di Fecola di patate: il termine fecola identifica l’amido contenuto nei tuberi di patate. In realtà l’appellativo fecola spetta anche all’amido ricavato da banane, castagne, sago, maranta e manioca. Nel processo produttivo, i tuberi vengono innanzitutto lavati e ridotti in polpa, poi lasciati macerare in acqua. La fecola viene quindi ricavata dal setacciamento del liquido lattiginoso che ne fuoriesce, ricchissimo di amido e di altri nutrienti (proteine solubili e sali minerali), poi separati per centrifugazione.

Da un punto di vista chimico, non esistono significative differenze tra i vari tipi di amido e fecola, salvo la percentuale di amilosio/amilopectina e la morfologia dei granuli, che hanno struttura e grandezza diversa a seconda delle piante da cui derivano.  Vista l’assenza di glutine, la fecola di patate può essere destinata anche all’alimentazione del celiaco.

I valori di questa tabella si riferiscono a 100 grammi di prodotto (1 tazza corrisponde a circa 160 grammi )

Principali
Calorie kcal 357
Grassi g 0.34
Carboidrati g 83.1
Proteine g 6.9
Fibre g 5.9
Zuccheri g 3.52
Acqua g 6.52
Ceneri g 3.14

Per vedere il resto dei nutrienti clicca nel seguente link:

https://docs.google.com/document/d/1Hatb_VwMj5rdu1C2dxsU1mgyxjiY65AP27xN2Qw8jJ8/edit?usp=sharing

16 g di lievito per dolci: 

Il lievito che si trova comunemente in polvere per la lievitazione dei dolci non deriva dal lievito di birra bensì da una combinazione di bicarbonato di sodio ed acido tartarico, avente la caratteristica di produrre anidride carbonica quando è sottoposto a calore e quindi di far aumentare di volume la pasta per pane, pizza o gli impasti per torte; per differenziarlo dal lievito di birra viene chiamato “lievito chimico”. Il sapore del prodotto non viene influenzato poiché non viene rilasciata nessuna sostanza o componente aromatica (a differenza del lievito di birra).

120 g di zucchero di canna grezzo:  Lo zucchero è usato principalmente nell’alimentazione e costituisce un alimento facilmente assimilabile apportando circa 4 kcal per grammo. Attualmente si ricava estraendolo dalla barbabietola da zucchero e dalla canna da zucchero; in appositi stabilimenti, chiamati zuccherifici, dal processo di estrazione si ricava lo zucchero grezzo, formato da cristalli di colore giallastro, dal quale, attraverso una successiva raffinazione, si ottiene lo zucchero raffinato o zucchero bianco.

Perché evitare lo zucchero semolato? vi rimando al seguente articolo che ho scritto in tempi recenti:

CLICCA

FATE MOLTA ATTENZIONE PERÒ: Un consumo eccessivo di zucchero è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le probabili cause di carie, diabete e obesità; la stessa organizzazione consiglia pertanto di non aggiungere lo zucchero ai cibi che già contengono altre tipologie di zuccheri e carboidrati: ad esempio pane, frutta, pasta già ne contengono in quantità sufficiente per il fabbisogno umano che, secondo i nutrizionisti, ammonta in circa 90 g di zuccheri totali al giorno; tale quantità è apportata in gran parte attraverso la normale alimentazione. Un eccesso di zuccheri nell’organismo, non immediatamente utilizzati come fonte di energia, ne provoca la conversione in glicogeno il quale viene depositato nelle cellule dei muscoli scheletrici e del fegato per poter essere ritrasformato, quando necessario, in glucosio

250 ml di latte (per la versione vegan sostituitelo con latte di soia o acqua):  Questo tipo di latte non è di origine animale, ma è preparato con i semi della soia, un legume molto diffuso in Asia. Ha delle proprietà molto importanti, perché previene l’osteoporosi, è in grado di riequilibrare laflora intestinale, combatte la ritenzione idrica, la cellulite, allevia i sintomi di gastrite e reflusso, contrasta il colesterolo e idrata la pelle e i capelli. Presenta molte vitamine, specialmente quelle del gruppo B, la A e la E. Il suo contenuto di grassi e di carboidrati è inferiore rispetto a quello tipico dellatte di mucca e inoltre apporta poche calorie. In ogni caso bisogna stare attenti, perché ci sono delle controindicazioni, soprattutto a causa di problemi renali, alla tiroide e di disordini digestivi.

Se volete saperne di più vi rimando a un sito:

http://www.tantasalute.it/articolo/latte-di-soia-proprieta-valori-nutrizionali-ed-effetti-collaterali/12485/

100 ml di olio di semi di soia:  L’olio di soia è caratterizzato da una predominanza di acidi grassi polinsaturi, in particolare acido linoleico e acido linolenico, che nel complesso costituiscono quasi il 60% in peso, secondo i dati di composizione degli alimenti pubblicati dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione. Gli acidi linoleico e linolenico, appartenenti rispettivamente alle categorie degli acidi grassi omega-6 e omega-3, sono “acidi grassi essenziali”, cioè devono essere necessariamente assunti attraverso gli alimenti, non essendo l’organismo umano in grado di sintetizzarli. Sia gli acidi grassi omega-3 che gli omega-6 sono indispensabili per la formazione delle membrane cellulari e sono importanti precursori di numerose altre sostanze prodotte dal metabolismo umano, con effetti protettivi nei confronti del sistema cardiovascolare. Diversi studi dimostrano che il consumo abituale di omega-6 e di omega-3 nel giusto rapporto comporta una significativa riduzione del rischio cardiovascolare.

cannella: è composta per il 10% da acqua, da proteine, ceneri, zuccheri, fibre e grassi in minima quantità; discreta la quantità di minerali contenuta tra cui citiamo il calcio, il manganese, il magnesio, il ferro, il potassio, il fosforo, il sodio, il selenio e lo zinco. Per quanto riguarda le vitamine presenti nella cannella troviamo: la vitamina A. alcune vitamine del gruppo B, e nello specifico le vitamine B1, B2, B3, B5, B6, l’acido ascorbico o vitamina C, vitamina E, K e J. Questi invece alcuni degli aminoacidi presenti: acido aspartico, alanina, arginina, acido glutammico, leucina, lisina, valina, treonina, glicina e triptofano.

Se volete saperne di più selle proprietà nutritive della cannella, vi rimando al seguente link:

http://www.cure-naturali.it/cannella/2212

600 g di mele: I nutrizionisti rilevano che in ogni 100 grammi di prodotto commestibile sono mediamente contenute: circa 85 grammi d’acqua, 0,2 grammi di proteine, 0,1 grammi di grassi, 11 grammi di zuccheri di diverso tipo, tra cui fruttosio, glucosio, e saccarosio, 2 grammi di fibre, per un totale di circa 45-50 calorie, e circa 4 grammi di sali minerali tra cui potassio, zolfo, fosforo, calcio, magnesio, sodio, ferro, oltre a tracce di rame, iodio, zinco manganese, e silicio. La mela è ricca anche di vitamine: C, PP, B1; B2, A, e contiene inoltre acido malico (circa 0,6-1,3 grammi). Sia nella polpa che nella buccia sono inoltre presenti eteri, tannini, alcoli, aldeidi e un elevato numero di terpeni che rende infinitamente vario il profumo e il sapore delle mele. I valori elencati possono variare a seconda del grado di maturazione del frutto e della qualità, anche perchè in tutto il mondo oggi si contano più di mille varietà di mele”.


VEDIAMO ORA LA TANTO ATTESA RICETTA:

In una ciotola lavorate zucchero, latte ed olio.

Aggiungete farina, fecola, lievito e cannella setacciati.

Aggiungete le mele sbucciate e tagliate a fettine.

Versate l’impasto della torta di mele in una tortiera del diametro di 24 cm imburrata ed infarinata.

Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.

Lasciate raffreddare la torta di mele senza uova prima di tagliarla a fette.