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L’attività fisica nel paziente diabetico insulino – dipendente (DM1)

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Il diabete mellito 1 è una malattia metabolica, di cui la Sardegna presenta la più alta percentuale al mondo di soggetti affetti. Per questa ragione bisogna prestare particolare attenzione alla cura di tale patologia, attraverso l’esercizio fisico e una dieta equilibrata.

Il DM1 ha come causa il deficit assoluto della secrezione di insulina, poiché attraverso un processo autoimmune, si verifica la distruzione delle cellule produttrici di tale ormone, ovvero le cellule beta delle isole di Langerhans (pancreas).

L’insulina è un ormone peptidico anabolizzante, che tra le varie funzioni, ha quella di ridurre l’eccessiva presenza del glucosio nel circolo sanguigno, favorendone l’utilizzo come fonte energetica prontamente utilizzabile dal nostro organismo.

Infatti, come tutte le altre tipologie di diabete mellito, il DM1 è caratterizzato da iperglicemia, ovvero un eccesso di glucosio nella circolazione sanguigna, derivante in questo caso proprio dall’assenza dell’ormone insulina. I sintomi dell’iperglicemia possono portare a diverse conseguenze tra le quali l’aumento della sete, aumento della urinazione, perdita di peso, aumento dell’appetito e visione offuscata.

Nel caso in cui la patologia non venga tenuta sotto controllo dai soggetti che ne sono affetti, si può andare incontro a problemi di salute acuti, che provocano pericolo immediato per la vita, tra cui la tanto sentita ipoglicemia, o rapido abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue.

La pratica dell’attività fisica di tipo aerobico è parte integrante del trattamento del diabete mellito, perché si è dimostrata in grado di migliorare il compenso glicemico e ridurre tutte le complicanze nei vari organi tra cui reni, occhi, cuore, nervi.

Nel diabete di tipo 1 i vantaggi derivanti dalla pratica sportiva, sono analoghi a quelli dei soggetti sani, ma vi è in più una vantaggiosa sinergia con l’insulina iniettata, migliorandone perciò l’azione all’interno dell’organismo.

La seduta di allenamento dev’essere strutturata in tal modo:

– Fase di riscaldamento caratterizzato da 5-10 minuti di attività a bassa intensità al fine di preparare i muscoli, il cuore e l’intero organismo all’aumento dell’esercizio;

– Fase centrale, caratterizzata dall’attività fisica programmata;

– Fase defaticamento, caratterizzata da 5-10 minuti di attività al fine di riportare l’organismo alla frequenza cardiaca basale.

Che tipo di sport aerobici sono consigliati?

Il punto di riferimento fondamentale dell’esercizio fisico nel diabete mellito tipo 1 è la guida dell‘American Diabetes Association.

Si consigliano tutte le attività aerobiche pure o prevalentemente aerobiche (nuoto, corsa, camminata, danza, ciclismo ecc.)

Bisogna sempre tenere sotto controllo la FC in modo tale da eseguire l’esercizio aerobico ad un’intensità del 40-80% della FC massimale, per circa 30-60 minuti almeno 4 volte a settimana.

Il diabetico di tipo 1 deve prestare particolare attenzione alla glicemia, che dev’essere monitorata prima, durante e dopo l’attività fisica, al fine di non andare incontro all’ipoglicemia.

Questo può avvenire perché il diabetico di tipo 1, non producendo da se l’insulina, è costretto ad assumerla per via esogena (esterna) ed è dunque INSULINO DIPENDENTE, al fine di non andare in chetoacidosi, situazione che porta al coma.

L’insulina (umana o rapida) dev’essere iniettata nel muscolo, meglio se nella regione addominale, qualche ora prima dell’attività fisica e bisogna controllare la glicemia ogni 30 minuti di esercizio intenso, al fine di decidere se assumere o no 15-30 grammi di carboidrati, utili ad alzarle il valore glicemico.

Il rischio di ipoglicemia durante l’attività fisica è possibile ed è per tale motivo importante evitare sport che che richiedono viglilanza e prontezza (vela, immersione ecc).

Si sconsigliano anche gli sports anaerobici, perché con i refrattomeri attuali non è difficile monitorare correttamente la glicemia.

Per ciò che concerne la dieta da seguire, sempre sotto controllo medico, si tratta di una dieta normocalorica con calorie che derivano per il 55-60% dai carboidrati, 10-15% da proteine e 25-30% dai grassi, ricca di fibre e con buona idratazione idrosalina.

Altro fattore importante è quello psicologico, considerando che parliamo di una patologia che spesso non viene accettata da chi ne è affetto, bisogna motivare l’individuo in questione, offrendogli programmi stimolanti, gratificandolo e supportandolo anche attraverso programmi di gruppo, durante i quali può confrontarsi con altre persone che praticano la sua stessa attività.

In particolar modo nei bambini è importante offrire sports alternativi per mantenere il loro livello di adesione all’attività fisica.


Per maggiori informazioni e richiesta di una prima seduta di valutazione, puoi contattarmi al seguente indirizzo e-mail :

giulia._.spano@live.it

     Dott.ssa Giulia Spano

                                                                                 (Scienze delle attività motorie e sportive)

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Autore: Dott.ssa Giulia Spano

''Amante del benessere psico-fisico, ho reso lo sport e la sana alimentazione il centro della mia vita. Credo fermamente che l'amore per se stessi venga prima di ogni altra cosa e voglio trasmettere i miei principi a più persone possibili. Proprio per questo sono LAUREATA in scienze delle attività motorie e sportive e possiedo un blog e un canale YT in cui parlo di queste tematiche''

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