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GLI INGREDIENTI CON CUI LE INDUSTRIE CI STANNO UCCIDENDO! (PARTE 1)

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Ogni giorno nel nostro percorso di vita ci capita di andare incontro a delle scelte importanti: sta a noi decidere se evitare di conoscere la realtà in cui viviamo e continuare a vivere nell’ignoranza, facendoci schiavizzare e manipolare, giorno dopo giorno, come delle semplici pedine, oppure prendere coscienza di chi siamo e di cosa è meglio per le nostre vite e per quelle di chi amiamo.

Il mondo è così sporco ormai, privo di genuinità e ricco di inganni, ma la colpa dobbiamo darla soltanto a noi stessi.

Abbiamo svenduto la nostra essenza senza soffermarci neanche per un secondo.

Abbiamo perso di vista i nostri valori, i prodotti ricchi di salute che tantissimi secoli fa la nostra terra stessa ci offriva, senza farci mancare niente.

Tutto questo non è bastato alla natura umana, che sempre più avidamente si è fatta abbindolare da ogni piccola scoperta che faceva nel corso della nostra storia, desiderando sempre più potere e ricchezza: siamo arrivati al punto in cui il progresso è diventato la nostra più grande degenerazione.

Abbiamo buttato al vento la vera ricchezza per dare valore a dei semplici fogli di carta che chiamiamo soldi, quando in realtà potevamo avere tutto senza farci mancare niente nella nostra vita.

Potevamo avere alimenti a volontà, potevamo spostarci in giro per il mondo senza barriere, conoscere nuove culture, imparare gli uni dagli altri e vivere in un mondo senza violenza, senza sete per il guadagno, senza povertà, senza inganni. Ognuno avrebbe portato il suo piccolo contributo nel nostro bellissimo pianeta, poiché il resto come vi ho detto all’inizio, l’avrebbe fatto la natura stessa.

Le malattie di cui tanto parliamo al giorno d’oggi, sono state generate dall’uomo stesso, con tutti gli esperimenti che per secoli hanno rovinato l’ecosistema.

Per quale motivo poi? per avere un territorio più vasto tutto per se? per prevalere gli uni sugli altri? Da cosa sarà mai nata tutta questa avarizia?

Per ora posso solo dirvi, che la situazione in cui viviamo non è per niente facile ed è inutile che evitiamo di parlarne: meno si parla e più si alimentano le ricchezze di chi ci domina e monopolizza le nostre vite, senza che noi ci rendiamo conto.

Il mio articolo però partendo da questa piccola premessa personale, deve esporvi uno degli effetti che questo scenario ingannevole ha creato nell’industria alimentare.

Come ben sapete dai miei articoli precedenti o dai miei video su youtube ( 

 ), non sono per niente a favore delle multinazionali, perché a mio parere sono esse stesse la causa più grande del nostro malessere.

Questo perché offrendoci alimenti, i cui ingredienti sono per la maggior parte (per no dire completamente) nocivi, ci uccidono lentamente provocandoci a lungo andare l’insorgere di malattie molto gravi.

Avete mai pensato al fatto che quando introduciamo un corpo estraneo nel nostro organismo, ci facciamo del male? Sareste mai capaci di bervi la candeggina? Io credo proprio di no, vero? Beh sappiate che molti alimenti che mangiamo ogni giorno, contengono ingredienti che a lungo andare ci provocano dei malesseri pari a quelli che ci provocherebbe bere la candeggina, se non peggio.

I tumori nascono da delle modificazioni del nostro genoma, e questo cambiamento è sollecitato da sostanze non identificate che a lungo andare possono uccidere le nostre povere cellule, che non sempre possono resistere agli attacchi dei patogeni.

Impariamo dunque a riconoscere gli inganni delle industrie e a prevenire, per quanto ci è ormai possibile al giorno d’oggi, eventuali danni futuri. Lo so che ormai tutto è contaminato e non possiamo farci niente, ma è anche vero che restando inerti, accettando la realtà in cui viviamo, non cambieremo mai questa situazione.

E chi è che ancora una volta ci guadagna?

Le multinazionali che alle nostre spalle se la ridono con mallopponi di denaro.

L’elenco degli ingredienti mostrato in ogni prodotto, dovrebbe dirci con molta chiarezza quali sono gli ingredienti utilizzarli nella produzione. In realtà, gli industriali non vogliono assolutamente che noi conosciamo le schifezze che ci fanno mangiare, e cercano di ingannarci con tanti stratagemmi che ci confondono data la nostra ignoranza in materia.

Vediamo di che inganni si tratta:

1) Uno dei trucchi più comuni è quello di citare lo zucchero, sotto forma dei suoi costituenti, ovvero saccarosio, fruttosio, sciroppo di cereali, sciroppo di grano, zucchero di canna non raffinato, destrosio e altri zuccheri. Questo al fine di fare in modo che lo zucchero non compaia tra i primi tre ingredienti della lista ( che sappiamo essere quelli che compongono quasi totalmente il prodotto) e che appaia dunque sparso e innocuo ai nostri occhi.

2) Un altro trucchetto è quello di mettere alla fine dell’etichetta ingredienti sani come erbe speciali, ma che in realtà sono presenti in quantità talmente esigue da non apportare alcun beneficio, ma con l’unico fine di farci credere che stiamo mangiando un alimento sano. Ad esempio la spirulina è uno di quegli ingredienti molto utilizzati per trarre in inganno.

3) Un altro fastidiosissimo trucco è quello di usare nomignoli strani o troppo lunghi per nascondere l’ingrediente nocivo: alcuni esempi sono il nitrito di sodio (conservante E250, il quale causa cancro al pancreas, cervello, colon e tantissimi altri tipi di cancro); Il carminio è un altro colorante usato soprattutto per gli yogurt alla fragola, per via della sua colorazione rossastra, non è altro che carcassa si scarafaggi rossi della cocciniglia; estratto di lievito, allo stesso tempo sembra essere un ingrediente puro ma in realtà è il pericolosissimo glutammato monosodico (MSG il quale è un esaltatore chimico di sapore, per dare gusto ai cibi eccessivamente elaborati), il quale le aziende non hanno l’obbligo legale di inserire nelle etichette, così come tantissimi altri ingredienti nocivi.

Praticamente tutti gli ingredienti idrolizzati contengono alcune quantità di glutammato monosodico nascosto.

4) Non lasciarsi ingannare dal nome del prodotto. Spesso infatti le aziende chiamano un prodotto col nome di un alimento sano, ma in realtà se guardi gli ingredienti, proprio quell’alimento di cui porta il nome non è presente se non in minima traccia. Ciò che ci viene invece offerto è del veleno dolcificante.

I nomi dei cibi possono includere parole che descrivono elementi non presenti nel prodotto. Un cracker al formaggio, per esempio, non deve necessariamente contenere formaggio. Qualcosa di “cremoso” non deve contenere la crema. Un prodotto alla frutta, non ha bisogno di contenere nemmeno una singola molecola di frutta. Non lasciarti ingannare dai nomi dei prodotti stampati sulla confezione. Questi nomi sono ideati per vendere i prodotti, non per descrivere gli ingredienti contenuti in essi.

5) La lista degli ingredienti non include gli inquinanti: non esiste l’obbligo di includere nello elenco degli ingredienti i nomi di inquinanti chimici, metalli pesanti, bisphenol-A, PCBs (bifenile policlorurato), perclorato o altre sostanze tossiche già reperite negli alimenti. Come risultato abbiamo che le liste degli ingredienti non elencano realmente tutto il contenuto degli alimenti, ma solo ciò che di cui produttori vogliono che tu sia informato.

Le aziende, prima della recente legge che obbliga a dover indicare la maggior parte degli ingredienti utilizzati come i grassi vegetali nello specifico, non voleva citarne neanche uno con la scusa che fossero di proprietà riservata, e che svelando i segreti della loro produzione avrebbero distrutto i loro affari.

6) Amidi modificati: L’amido idrossipropilato è formato dalla reazione dell’amido con l’ossido di propilene. Il fosfato è ottenuto trattando l’amido idrossipropilato con acido fosforico. L’amido viene parzialmente degradato o fosforilato. Gli amidi modificati sono additivi alimentari dei quali, secondo la normativa europea, non è necessario indicare il nome o il numero CEE sull’etichetta dei prodotti alimentari a cui sono addizionati, ma è sufficiente la dicitura «amidi modificati». Quindi difficilmente trovere indicazioni diverse sulle confezioni. Li elenchiamo perchè comunque riportati sulla Gazzetta Ufficiale (1404-1450).Hanno un impiego maggiore ed un’azione più efficace dell’amido naturale, proprio perchè sono stati modificati chimicamente o fisicamente allo scopo di tollerare i processi di lavorazione. Gli amidi modificati si ottengono da amidi alimentari mediante: uno o più trattamenti chimici, introducendo nella molecola gruppi come l’acetato, l’idrossipropile e l’adipato; trattamento fisico per azione del calore, per azione meccanica o per frazionamento; trattamento enzimatico con idrolisi parziale ed aumento della solubilità in acqua. Possono inoltre essere fluidificati per trattamento acido o alcalino e sbiancati.

Nella preparazione i residui chimici che derivano dalla reazione vengono quasi completamente allontanati in quanto dotati di una certa tossicità.

Questi prodotti vengono utilizzati nell’industria alimentare come addensanti, stabilizzanti, gelificanti, leganti ed emulsionanti nelle salse, nei condimenti della carne, nelle zuppe, nei piatti surgelati e nei prodotti di pasticceria. Un’altra forma di trasformazione dell’amido è la “pregelatinizzazione”, che comporta la formazione di gelatina quando si mescola l’amido con acqua fredda, come avviene nei vari dessert istantanei. L’aggettivo modificato non ha nulla a che vedere con “transgenico” o “geneticamente modificato”; semplicemente si riferisce alle trasformazioni fisico/chimiche operate sull’amido nativo.

7) Manipolare la quantità delle porzioni:

Le aziende alimentari hanno capito anche come manipolare il concetto di porzione al fine di far apparire i loro prodotti privi di ingredienti nocivi come gli acidi grassi saturi (o resi tali mediante idrogenatura).
La FDA, ha creato per loro un sotterfugio: è permesso che ogni alimento che contenga meno di 0.5 grammi di acidi grassi per porzione possa essere dichiarato sull’etichetta a contenuto di zero acidi grassi.

La logica della FDA è che 0.5 = 0.

Ma una matematica approssimativa non è il solo trucco giocato per proteggere gli interessi commerciali delle industrie su cui la FDA dovrebbe vigilare.
Sfruttando questo trucchetto dei 0.5 grammi, le aziende riducono arbitrariamente le porzioni dei loro cibi e livelli ridicoli – giusto per tenere gli acidi grassi sotto i 0.5 grammi per porzione. Così loro dichiarano in grande sulla confezione “Zero Acidi Grassi”. In realtà, il prodotto può essere pieno di acidi grassi, ma la porzione è stata ridotta ad un peso appropriato per il nutrimento di uno scoiattolo, non certo di un essere umano.

Questo è solo un esempio di come le industrie sono capaci di manipolare le etichette a loro piacimento.

CONOSCERE PER SCONFIGGERE, DIFFONDIAMO PIÙ CHE POSSIAMO IL NOSTRO SAPERE SULL’ARGOMENTO.

 

NON STANCHIAMOCI MAI DI CONOSCERE CIÒ CHE MANGIAMO, POICHÈ SIAMO FATTI DI CIÒ CHE ASSUMIAMO E IL NOSTRO CORPO NE RISENTE SEMPRE DI PIÙ!

(Fonti: http://www.anticorpi.info/2011/10/gli-ingredienti-sulle-etichette.html)

 

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Autore: Dott.ssa Giulia Spano

''Amante del benessere psico-fisico, ho reso lo sport e la sana alimentazione il centro della mia vita. Credo fermamente che l'amore per se stessi venga prima di ogni altra cosa e voglio trasmettere i miei principi a più persone possibili. Proprio per questo sono LAUREATA in scienze delle attività motorie e sportive e possiedo un blog e un canale YT in cui parlo di queste tematiche''

13 thoughts on “GLI INGREDIENTI CON CUI LE INDUSTRIE CI STANNO UCCIDENDO! (PARTE 1)

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