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La cecità e l’ipovisione.

4 commenti

Le disabilità, sono in grado di legarti a uno stile di vita differente, che viene visto il più delle volte in un clima di oppressione e rassegnazione. Questo approccio di rifiuto verso la propria reale condizione, è accentuato in quelle persone che non sono nate con un deficit, ma che l’ hanno incontrato dopo tanti anni. Essi hanno dunque conosciuto quello che è lo stile di vita ”normale”, se così lo si può definire, e all’incombere della malattia corporea, vi soffrono maggiormente essendo difficile adattarsi al loro nuovo io.

Personalmente non posso sapere come reagirei in una condizione del genere, ma da un punto di vista obiettivo e scientifico, posso dire che il nostro organismo per fortuna è in grado di modificare i propri meccanismi interni, in modo da adattarsi a una nuova configurazione corporea. Sta al soggetto affetto dal cambiamento, trovare la forza di volontà per trascorrere il suo tempo a migliorarsi, e a rendere il suo deficit un’occasione per sviluppare parti del nostro sistema che nella maggior parte degli individui sono sconosciute, poiché non è mai necessario utilizzarle a pieno. Ma esse esistono ed è interessante vedere come il nostro corpo sia perfetto in ogni suo meccanismo e come esso ci permetta di continuare a vivere nonostante l’inatteso cambio di programma.

Oggi ho deciso di affrontare un argomento che da anni mi è sempre stato a cuore, ovvero la cecità.

Secondo l’OMS, un soggetto è cieco quando l’acuità visiva corretta nell’occhio migliore è inferiore a 1/20, mentre è considerato ipovedente quando essa è compresa tra 3/10 e 1/20.. Attualmente il numero di ipovedenti è pari a 40 milioni e questo numero è sempre in crescita, mentre gli ipovedenti sono 245 milioni.

Cosa può causare la cecità?

La prima causa di cecità nel mondo è la cataratta. Si tratta di una malattia che rende opaco il cristallino, la lente naturale elastica contenuta nei nostri occhi che, deformandosi grazie al muscolo ciliare consente la messa a fuoco delle immagini sulla retina. Un’altra importante causa di cecità è il glaucoma, così come anche la degenerazione maculare legata all’età.

Un’altra causa di cecità non trascurabile è la trombosi venosa della retina. Questa patologia è un ictus che causa lo strozzamento della vena centrale della retina causandone il soffocamento per mancanza di flusso sanguigno. La retina pertanto muore e siccome le cellule che la compongono non si riproducono (come le cellule cerebrali) il danno alla retina è permanente. A oggi non esistono trapianti retinici. Per impedire che possa capitare la stessa cosa anche all’altro occhio, è necessaria la prescrizione di alcuni farmaci da prendere a vita.

Anche il diabete è una causa di cecità. Va detto che il caso della trombosi venosa non è per forza legato al diabete poiché la trombosi colpisce l’occhio casualmente (come può colpire qualsiasi altra parte del corpo) e solitamente affligge un occhio solo. Il diabete invece colpisce entrambi gli occhi. Quindi va sempre fatta distinzione tra una trombosi e le cause del diabete come l’occlusione delle vene per il colesterolo.

A livello più generale le cause di cecità possono essere divise in malattie e traumi. Nel primo gruppo rientrano, il più delle volte, patologie di cornea, cristallino, retina e nervo ottico. Nel secondo gruppo invece, rientrano traumi provocati da un corpo estraneo oppure causati da un forte impatto, sostanze caustiche, raggi del sole non filtrati o riflessi, ecc. Per evitare di andare incontro alla cecità fototraumatica non bisogna mai fissare direttamente il sole. Se si decide di farlo, bisogna usare dei filtri speciali per i raggi ultravioletti, che no sono da ricondursi ai semplici occhiali da sole.

L’ipovisione è considerato un problema di grande importanza poiché è un fenomeno che nel corso degli anni aumenta all’aumentare dell’età, sino a portarti alla cecità vera e propria. Secondo alcune informazioni pervenuteci dall’OMS, già Caird aveva segnalato che la cecità aumentava di venti volte passando dai 65 ai 90 anni di età. Il fenomeno è confermato dai grandi studi epidemiologici (National Health and Nutrition Survey; Framinghan Eye Study; Baltimore Eye Survey; Beaver Dam Eye Survey): nei soggetti con età compresa tra 65 e 74 anni si ha una prevalenza dello 0,4-0,8%, in quelli con 75 anni e più del 2,3%.

La perdita della vista, limita lo svolgimento della propria quotidianità, ovvero chi ne è affetto fatica ad avere relazioni sociali, a leggere, a scrivere, trascorrere del tempo davanti al computer, cucinare, sapere cosa sta esattamente accadendo intorno ad esso nel corso della giornata, e così via.

È anche vero però che buttarsi giù e accettare la propria condizione vedendola come limitazione sociale, peggiora solo le cose. La vista infatti è solo uno dei 5 sensi che possediamo, anche se certamente è quello a cui ci affidiamo maggiormente, anche l’udito, il tatto,l’olfatto e il gusto sono altrettanto importanti e non devono di certo essere trascurati. Per mezzo del tatto e grazie alla tecnologia creata, si possono leggere libri, o si possono ascoltare per mezzo di programmi che li leggono per te, attraverso il gusto e il tatto e l’olfatto si possono creare dei piatti buonissimi e inoltre si può avere un’ottima percezione degli spazi e continuare a muoversi orientandosi per mezzo del cervelletto, e del sistema vestibolare.

Insomma diciamo che la perdita della vista non è certamente il meglio che possa capitare, ma è il modo di affrontare la realtà dei fatti che può cambiare la tua vita, arricchendola e rendendoti unico a tuo modo e sviluppando aspetti del tuoi io che sicuramente chi è dotato di tutti i sensi non nota, ma piuttosto le lascia in un angolo.

Ora che mi ricordo, tempo fa scrissi un articolo riguardo allo sport e il suo apporto benefico negli individui affetti da cecità, soffermandomi maggiormente sull’educazione infantile. Ve lo posto qui sotto:

https://docs.google.com/document/d/1XvGngjcOJ1K3DsfWopKyn3unU_N6gBZkNxjyU-K7rfE/edit?usp=sharing

Spero che l’articolo di oggi sia stato di vostro gradimento……..

a presto,

WithLoveGiulietta ❤

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Autore: Dott.ssa Giulia Spano

''Amante del benessere psico-fisico, ho reso lo sport e la sana alimentazione il centro della mia vita. Credo fermamente che l'amore per se stessi venga prima di ogni altra cosa e voglio trasmettere i miei principi a più persone possibili. Proprio per questo sono LAUREATA in scienze delle attività motorie e sportive e possiedo un blog e un canale YT in cui parlo di queste tematiche''

4 thoughts on “La cecità e l’ipovisione.

  1. Grazie per tutte queste informazioni, sono molto interessanti- Io ho subito un intervento ad un occhio per alleggerire la pressione e non andare incontro alla cataratta.
    Attualmente ho cambiato alimentazione sto diventando vegana- vegetariana, un pò per convinzione e un pò per intolleranze alimentari, sono tantissime-
    Un saluto
    mara

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  2. Ciao Mara,
    prima di tutto ti ringrazio per essere passata e avermi raccontato la tua esperienza, dalla quale spero abbia ricavato dei giovamenti.
    Detto questo, e non sapendo che età lei abbia, le allego un link su un mio articolo che riguarda l’alimentazione nell’età senile: glielo sto allegando non tanto per il contenuto bensì per i commenti che vi sono. Tempo fa un altro utente che mi segue, mi chiese dei consigli sul’alimentazione vegana e io gli risposi. Magari può esserle d’aiuto.
    A presto e buona giornata :**
    https://amatestessa.wordpress.com/2014/09/18/lalimentazione-nelleta-senile/

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  3. se sei interessata ci sono importati invenzioni che stanno per uscire sul mercato proprio per ipovedenti. ti mando i link se vuoi ciao

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