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Il processo di digestione e assorbimento delle sostanze.

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Buongiorno a tutti,

oggi inizierò a parlarvi di un processo organico molto importante, ovvero la digestione e l’assorbimento delle sostanze nutritive. Vedremo poi come queste sostanze sono costituite e in che modalità vengono rielaborate e assunte dal nostro corpo e in che quantità devono essere ingerite ogni giorno.

L’alimentazione è ormai per molti un argomento tabù: c’è chi non può fare a meno del cibo e scarica tutte le sue tensioni su di esso andando incontro all’obesità, e chi invece non può sopportarlo neanche alla vista e evita in tutti i modi di assumerlo. In quest’ultimo caso stiamo parlando di anoressia e bulimia, due malattie spesso correlate tra loro, che nascono da una percezione errata di se stessi e del proprio aspetto fisico, e sfociano nel rifiuto di tutto quello che riguarda il mondo alimentare.

Di tutto ciò parleremo in un secondo momento, poiché adesso andremo a vedere come elaboriamo le varie sostanze, e come siano quest’ultime nello specifico per compredere al meglio i benefici che apportano. Infatti l’uomo è una macchina che per potersi muovere e rimanere in vita, deve trasformare l’energia chimica, ovvero quella che ci forniscono gli alimenti, in energia meccanica. L’apparato che si occupa di queste importanti mansioni è il sistema digerente, nel quale si verificano 4 fasi:

  • Digestione: è la via d’ingresso degli alimenti nell’organismo.
  • Assorbimento: è la via con cui i nutrienti entrano nel sangue e nelle cellule.
  • Mottilità: è l’azione di far camminare l’alimento.
  • Secrezione: rendere le sostanze digeribili.

La digestione è controllata dal SNA (sistema nervoso autonomo), il quale è costituito dal sistema parasimpatico, dal sistema enterico e in parte dal sistema nervoso simpatico, ovvero dal nervo vago. Quest’ultimo è uno dei 12 nervi cranici il quale permette un continuo scambio di informazioni tra l’ambiente esterno e il nostro sistema digestivo. Il sistema nervoso enterico, invece, ha la funzione di controllare attività come la perilstasi intestinale, il rilascio di succhi digestivi, il rilascio di ormoni dalle cellule endocrine e dall’intestino, il flusso di sangue e l’attività di alcune cellule enzimatiche.

Detto questo, non mi soffermo nel descrivervi nei dettagli cosa tutto si verifica nello stomaco, e nell’intestino, bensì mi concentrerò maggiormente sui nutrienti che dobbiamo acquisire al fine di capire insieme la loro funzione e come vengono rielaborati e assorbiti.

I MACRONUTRIENTI.

I carboidrati (CH2O)n: sono le biomolecole più abbondanti della terra.

Lo zucchero e l’amido sono tra i principali alimenti presenti nelle diete di tutto il mondo e possono accompagnarsi a proteine (glicoproteine) e a grassi (glicolipidi). Hanno svariate funzioni oltre a quella più nota, ovvero quella energetica.

I carboidrati si distinguono in:

-monosaccaridi: essi sono gli zuccheri semplici, i quali sono costituiti da una singola unità poliossidrilica, aldeidica o chetonica. I loro gruppi ossidrilici gli conferiscono la competenza di essere solubili in acqua, nella quale assumono una forma ciclica, in quanto il gruppo carbonico si lega al gruppo ossidrilico formando un emiacetale. Due esempi di monosaccaridi sono il glucosio e il fruttosio, i quali date le loro proprietà sono facilmente assimilabili dal nostro organismo e difatti il cervello consuma costantemente glucosio per svolgere ogni sua attività;

-oligosaccaridi: costituiti da corte catene di unità monosaccaridiche. Ad esempio il lattosio e il saccarosio;

-polisaccaridi: sono costituiti da molecole lineari o ramificate contenenti molte unità monosaccaridiche che possono essere eterogenee o omogenee. In questo caso posso citarvi il glicogeno, l’amido e la cellulosa.

L’amido è presente nella maggior parte delle cellule delle piante ma abbondante in tuberi e semi. Attraverso il riscaldamento dell’acqua, si ha il passaggio da una struttura organizzata ad una disorganizzata, con conseguente formazione di gelatina. Questo fenomeno si può notare nella cottura della pasta e del riso. In pratica i granuli di amido si gonfiano e si idratano e l’amilosio e l’amilopectina entrano in soluzione con le molecole di H2O formando legami. Il risultato è maggiore viscosità e minor acqua libera. Dopo questo passaggio di “gelatinizzazione”, l’amilosio e l’amilopectina saranno più esposti all’azione degli enzimi digestivi. Il processo inverso, ossia dalla gelatinizzazione alla riformazione di una struttura organizzata, è detta di “ricrastillazione”. Si può notare quando il pane diventa raffermo. Questo se riscaldato può essere gelatinizzato di nuovo.

Il glicogeno invece, si presenta come il principale polisaccaride delle cellule animali. E’ molto più ramificato e più compatto dell’amido. Quello presente nel corpo è di circa 350g, di cui 100g nel fegato e 250g nel muscolo scheletrico. Solo 2-3g di carboidrati si trovano sottoforma di glucosio nel sangue. Il glicogeno è visibile nelle cellule sotto forma di granuli insolubili, che contengono, saldamente legati, anche gli enzimi responsabili della loro sintesi e della loro degradazione. Quando l’amido o il glicogeno vengono utilizzati come forma di energia le unità di glucosio vengono staccate una alla volta dalle estremità non riducenti. Gli enzimi degradativi che agiscono alle estremità non riducenti possono lavorare su molti punti della molecola, accelerando la conversione del polimero in monosaccaride. L’accumulo di glucosio in forma di glicogeno mantiene la pressione osmotica intracellulare costante; se fosse accumulato come monomero la pressione aumenterebbe drasticamente fino ad arrivare alla lisi cellulare.

Per ciò che concerne la cellulosa, l’uomo e alcuni animali non possono digerirla, poichè non hanno “l’enzima β-glicosidasi”.

Nella dieta, la quantità dei glucidi (per l’80% polisaccaridi) deve rappresentare il 55-65% della quota energetica totale giornaliera.

I lipidi: sono composti essenzialmente da C H O. Sono sostanze organiche di diversa natura con la caratteristica comune di essere insolubili in acqua (idrofobicità) e hanno un’elevata solubilità in solventi non polari (es. Acetone).Sono importanti costituenti dei tessuti vegetali animali.

Si classificano in: Lipidi di Riserva (trigliceridi), Lipidi di Membrana (fosfolipidi, glicolipidi e sfingolipidi) e Lipidi con altre funzioni. Tra i lipidi più semplici ci sono gli Acidi Grassi la cui formula generale è R-COOH.

I grassi vengono utilizzati nei metabolismi o conservati come riserva energetica. In generale i metabolismi sono β-ossidazione e ciclo di Krebs, danno molta energia e sono fonte di energia di muscoli e tessuti. Nel cervello no, perchè avendo un costante dispendio energetico trova nel glucosio la fonte principale di energia. Gli acidi grassi nella dieta sono presenti per la maggior parte sotto forma di triacilgliceroli (oli, burro, strutto) e, in minor misura, in miscela con fosfolipidi (prodotti carnei e ittici).

Possono essere:

-saturi: quando non presenta doppi legami (a temperatura ambiente sono CERE);

insaturi: quando presentano doppi legami (a temperatura ambiente sono olii), si dividono in MONOINSATURI (presentano un solo doppio legame), POLINSATURI (presentano più doppi legami).

Il punto di fusione dipende dalla lunghezza della catena idrocarburica e dal grado di saturazione. Più è lunga la catena, maggiore è il punto di fusione. Più l’acido è insaturo, minore è il punto di fusione.

Gli acidi grassi essenziali, ovvero quelli che dobbiamo introdurre con la dieta poichè il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli, sono:

Acido Linoleico (18C e due doppi legami) serie OMEGA 6 (oli vegetali); è precursore dell’acido arachidonico, quindi la quantità di acido linoleico determina la concentrazione di questo AA. Una deficienza di acido linoleico determina pelle squamosa e problemi alla nascita. Dose giornaliera: 2g al giorno circa. 1% di energia.

Acido Linolenico (18C e 3 doppi legami) serie OMEGA 3 (oli di pesce). E’ presente nei grassi del pesce. E’ antagonista dell’acido arachidonico, e previene malattie cardiovascolari. Protegge i neuroni dalla morte per cui è importante nello sviluppo e nel mantenimento delle capacità cognitive. Carenza: può determinare anomalie nello sviluppo cerebrale e può modificare i livelli nei tessuti di alcuni neurotrasmettitori. Sono molto importanti perché regolano l’equilibrio del colesterolo. Pesci azzurri e noci sono ricchissimi di OMEGA 3.

Vi sono poi i trigliceridi, ovvero i lipidi di deposito:

i lipidi di membrana, ovvero i costituenti della membrana cellulare;

e le cere, le quali sono esteri di alcol a catena lunga con acidi grassi a catena lunga. Sono altamente insolubili e conferiscono la pelle degli animali alle foglie di alcune piante e alle piume degli uccelli la proprietà di respingere l’acqua.

Infine ma non meno importante, vi è il colesterolo, il quale è uno steroide vitale per il nostro corpo. Esso è un componente importante delle membrane plasmatiche dei mammiferi, è il precursore degli ormoni steroidei, dei sali binari e della Vitamina D.    L’organismo ricava il colesterolo di cui necessita attraverso 2 fonti:

  • Una parte viene sintetizzato (circa 1-2g/die) da diversi tessuti, in particolare il fegato, a partire dall’acetil-CoA che deriva dal metabolismo di glucidi e protidi (colesterolo endogeno).

  • Un’altra parte viene assorbita dall’intestino in cui è presente il colesterolo proveniente dalla bile o dagli alimenti (0,1-0,3 g/die) di origine animale (colesterolo esogeno).

Il 95% del colesterolo che ogni giorno passa attraverso l’intestino viene riassorbito a livello intestinale, mentre il restante 5% viene escreto con le feci. Il colesterolo rappresenta circa lo 0,2% del peso corporeo: il 75% è nel cervello, nel SNC, nel tessuto connettivo, nei muscoli e nella pelle, mentre solo il 7-8% è presente nel sangue. La concentrazione ematica del colesterolo (colesterolemia) che, in condizioni normali, è circa 200mg/1oo ml, rappresenta un pool importante per il trasporto nei diversi tessuti ed è trasportato dalle lipoproteine.

Il colesterolo proveniente dalla dieta influenza solo minimamente la colesterolemia. Ci sono 2 tipi di trasportatori di colesterolo:

  • LDL a bassa densità (colesterolo cattivo) che presenta un nucleo lipidico composto da esteri del colesterolo e da un rivestimento che contiene colesterolo libero. Son rimosse dal torrente circolatorio ad opera del fegato per il 75% circa.

  • HDL ad alta intensità (colesterolo buono) sono prodotte nel fegato o nell’intestino, immesse nel circolo legano il colesterolo in eccesso proveniente dai tessuti periferici e lo esterificano portandolo all’interno della lipoproteina. HDL sono captate a livello epatico. Livelli adeguati favoriscono la rimozione del colesterolo.

Il colesterolo viene trasportato nel sangue dalle lipoproteine di trasporto che svolgono un ruolo fondamentale nella formazione delle placche ateroma. Viene trasportato alle cellule dell’organismo da una lipoproteina a bassa densità LDL. Il colesterolo che non viene utilizzato dal corpo torna al fegato legandosi legandosi ad un’altra proteina ad alta densità HDL.

Con questo concludo l’articolo di oggi e continuerò nei prossimi articoli a parlare delle proteine e degli altri nutrienti.

Spero di essere stata esaustiva e di non essermi dilungata troppo.

Buona giornata,

WithLoveGiulietta ❤

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Autore: Dott.ssa Giulia Spano

''Amante del benessere psico-fisico, ho reso lo sport e la sana alimentazione il centro della mia vita. Credo fermamente che l'amore per se stessi venga prima di ogni altra cosa e voglio trasmettere i miei principi a più persone possibili. Proprio per questo sono LAUREATA in scienze delle attività motorie e sportive e possiedo un blog e un canale YT in cui parlo di queste tematiche''

3 thoughts on “Il processo di digestione e assorbimento delle sostanze.

  1. Bellissimo articolo! 65Luna

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  2. Pingback: L’alimentazione giornaliera del praticante sportivo | amatestessa

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