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Rapporto sessuale prima di una gara: si o no?

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Un argomento molto discusso da chi pratica sport, soprattutto a livello agonistico, è quello di avere o evitare il rapporto sessuale prima di una competizione importante.

SI o NO? 

E’ un argomento molto discusso dagli atleti che devono affrontare delle gare molto importanti, che siano a livello regionale, nazionale o persino la stessa Olimpiade.

Cosa ci dicono le ricerche a riguardo?
Fino ad oggi, tutto quello che ci è stato trasmesso sin dall’antichità a riguardo, sono solo degli aneddoti.

Gli orientali, ad esempio, credevano che avere un rapporto sessuale prima di una gara potesse eliminare l’energia vitale.

Qual è stata la recente svolta in questi studi?

Un gruppo di ricercatori italiani hanno analizzato i 500 studi che sono stati sino ad oggi condotti proprio su questa tematica e ne sono derivati i seguenti risultati:

  • Dal punto di vista scientifico, fisiologico, sono stati condotti degli studi in cui è stata analizzata la FC, la pressione e tutti questi fattori fisiologici e ne è derivato che la scienza consiglia di fare sesso massimo 2 ore prima della sfida. Infatti, l’energia che viene persa è ripristinata velocemente, trattandosi di poche calorie, che verranno ripristinate in queste 2 ore;
  • Dal punto di vista psicologico, ci sono solo fattori positivi. Infatti, sa che gli atleti prima della gara si fanno condizionare dall’ansia da prestazione e questo comporta molta perdita di energia. Quindi il sesso prima di una gara aiuta tantissimo;

 

In conclusione la ricerca scientifica non dice ne di farlo ne di non farlo. E’ un fattore puramente soggettivo e legato anche al tipo di sport.

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Culotte de Chevals: come eliminarle?

 

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Un problema che affligge molte donne, proprio per il fatto che è insito nella natura femminile, è l’accumulo di grasso nella zona trocanterica, meglio conosciuto come ”culotte de chevals”.

Ci sono donne che sono maggiormente predisposte ad accumulare adipe in questa zona e donne che lo sono di meno. Dipendendo da un fattore genetico, risulta molto complesso eliminarle, nonostante una persona si impegni a seguire uno stile di vita attivo e un’alimentazione curata.

Il corpo della donna è stato creato per poter affrontare il periodo difficile della gravidanza, durante il quale bisogna nutrire e accudire un’altra vita. Per tale motivo la donna rispetto all’uomo possiede una maggiore percentuale di grasso corporeo.

Nonostante la difficoltà nell’eliminare questo grasso localizzato, si può comunque ottenere una sua riduzione, seguendo i seguenti punti:

  1. Alimentazione sana;
  2. Attività fisica;
  3. Utilizzare calzature adeguate;
  4. Non fumare;
  5. Non bere alcolici;
  6. Adeguata idratazione;
  7. Ridurre lo stress.
  8. Dormire  7-8 ore.

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Fumare ti uccide lentamente.

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Questo tema dovrebbe interessare non solo i fumatori, ma anche chi non fa uso di queste sostanze e magari vive a stretto contatto con chi le assume quotidianamente.

L’essere umano tende sempre ad accettare le cose così come sono, senza fare nulla per cambiarle, nonostante gli causino malori.

Questo accade perché per quanto riguarda il fumo la maggior parte della popolazione che ne abusa non ha danni apparenti che derivano da esso. Che si veda o no, il fumo danneggia il nostro sistema cardio-respiratorio.

Una delle cose che i fumatori dovrebbero valutare è che tutti i soldi spesi in sigarette, vanno a finire nelle casse dello Stato, che si arricchisce a discapito della vostra salute.

In sostanza, lo Stato ha legalizzato una droga che vi uccide solo col passare degli anni, apparendo meno pericolosa di quello che è, e voi state pagando per uccidervi.

Quali sono i danni che il fumo comporta?

  1. Enfisema polmonare
  2. Edema polmonare

Entrambe comportano la morte cellulare. Soprattutto se il danno si verifica nel nostro sistema cardiocircolatorio, non c’è proprio scampo.

Il nostro sistema respiratorio è costituito da bocca, trachea, polmoni, bronchi, bronchioli e alveoli.

Negli alveoli si verifica uno scambio dei gas e quindi un contatto tra ambiente interno ed esterno.

Fumando, i macrofagi (cellule che proteggono il nostro organismo) percepiscono l’entrata di sostanze patogene e si dirigono negli alveoli, attaccandoli per distruggere le sostanze nocive.

In questo modo, uccidono la cellula in se (alveolo) e ciò comporta l’enfisema polmonare. Esso è caratterizzato dalla presenza di molte meno cellule alveolari, ma sono più grandi. Il polmone avrà dunque un’elevata compliance o elevata capacità di espandersi, ma una ridotta elasticità e dunque incapacità di riprendere la sua conformazione iniziale.

L’edema polmonare, invece, è caratterizzato da una grande quantità di liquido interstiziale che non permette all’ossigeno di diffondersi, perché non può disciogliersi nei liquidi corporei ma può essere solo trasportata dai globuli rossi.

Di conseguenza, essendovi una ridotta superficie di scambio, provoca ipossia e ipercapnia.

L’edema polmonare è molto grave e può portare alla morte stessa.

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Proteggiamoci dai raggi UV.

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I raggi UV sono dannosi per la pelle e per gli occhi?

Il sole fa molto bene alla pelle, poiché, tra i vari benfici, stimola la produzione di vitamina D.

Nonostante ciò, è sempre meglio non esagerare con l’esposizione ai raggi solari, perché si favorisce l’invecchiamento della pelle e degli occhi.

Chi lavora all’aperto e chi guida in macchina per molte ore è maggiormente soggetto all’influenza dei raggi UV, i quali non sempre sono percettibili, quindi in quel preciso istante non ci si accorge del grande danno che possono fare.

Sappiamo che esistono differenti tipologie di raggi UV, ma in questo articolo non entrerò in questi dettagli.

A seconda del tempo, che sia nuvoloso o completamente soleggiato, bisogna utilizzare gli occhiali da sole, che non sono unicamente un accessorio di moda ma hanno una funzione molto più importante nella protezione dei nostri occhi. Allo stesso modo sono importanti le creme ad alta protezione per evitare la degenerazione della pelle.

In spiaggia, la maggior parte delle persone, soprattutto donne, per ottenere un’abbronzatura più intensa utilizzano oli super abbronzanti che in realtà, oltre a rovinare la pelle privandola della dovuta protezione, fanno anche in modo che l’abbronzatura duri meno a lungo.

Recentemente è stata condotta una ricerca i cui risultati portano a un invito a portare gli occhiali da sole, soprattutto per chi guida tante ore in auto e rischia la formazione della cataratta.

Da questo studio si è scoperto che cataratta e tumori alla pelle li prende maggiormente chi guida.

Questo studio è stato condotto a Beverly Hills in cui sono state testate 29 auto di diverse case automobilistiche prodotte tra il 1990 e il  2014.

Il parabrezza nel 96% dei casi si è dimostrato in grado di fermare i raggi UV di tipo A.

I finestrini molto meno efficienti con percentuali che vanno dal 44% al 96%.

Non importa se l’auto sia economica o super costosa, perché in entrambi i casi i finestrini sono risultati funzionalmente uguali in tutte le tipologie di auto

In Italia negli ultimi 30 anni le persone colpite da malattie della pelle e degli occhi,sono aumentate oltre 100.000 persone colpite e 10.000 casi nuovi ogni anno.

Proteggiamo la pelle e i nostri occhi, per garantirne la salute futura.

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I dolcificanti fanno male alla salute.

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Il sistema economico ha un potere enorme sulle nostre vite, tanto che attraverso i prodotti che acquistiamo ogni giorno al supermercato, siamo costantemente manipolati.

Alle industrie non interessa fare del bene e di conseguenza mettono al primo posto il guadagno, offrendoci degli ”alimenti” privi di sostanza nutritiva, che noi acquistiamo senza porci alcuna domanda a riguardo. Nel frattempo l’azienda si arricchisce alle nostre spalle.

Come dissi in molti articoli, lo zucchero semolato è stato sottoposto a un processo di raffinazione tale da privarlo di ogni proprietà nutritiva e quindi è come mangiare veleno. Per tale motivo è sempre meglio acquistare lo zucchero di canna integrale, che non è stato sottoposto ad alcun cambiamento della sua composizione nutrizionale.

Tra gli ingredienti che ledono alla nostra salute, ci sono i dolcificanti ( come il fruttosio), anch’essi utilizzati dalle industrie alimentari per rendere più dolci i prodotti a poco prezzo, creando anche una sorta di dipendenza e quindi maggiore domanda da parte del popolo.

Le persone che acquistano maggiormente i prodotti così detti ”light”, ovvero privi di zucchero ma ricchi di dolcificante, sono le persone affette da sindrome metabolica, al diabete o chi semplicemente desidera perdere i kg in eccesso.

Queste persone vengono ingannate e la loro salute è messa maggiormente a rischio dai giochetti delle industrie.

Tra i dolcificanti più acquistati vi è il fruttosio, il quale come gli altri dolcificanti artificiali, causa obesità e irregolare produzione dell’insulina, alla pari dello zucchero. Inoltre, la flora intestinale viene alterata e di conseguenza la salute dell’uomo.

La differenza tra il fruttosio contenuto nella frutta, che è naturale, rispetto a quello chimico è immensa. Il fruttosio è una vera e propria presa in giro così come gli altri dolcificanti artificiali.

Sappiamo benissimo che lo zucchero crea una forte indipendenza nell’organismo, perché più ne assumiamo più ne vogliamo. Inoltre, lo zucchero possiede una grande quantità di calorie e porta ad ingrassare.

Le aziende ci fanno credere che il fruttosio, ci permette di rendere i prodotti gustosi, ma senza farci aumentare di peso, il che ovviamente dona false speranze a tutte le persone prima citate.

Qual è la realtà dei fatti?

Il fruttosio è un componente dello zucchero bianco, quindi deriva proprio da esso, ma quello che non ci dicono è che ci causa danni estremamente maggiori dello stesso saccarosio.

Il nostro organismo, quando riceve il saccarosio, lo elabora e lo sintetizza per poi assimilarlo. Quando, invece, introduciamo nel nostro organismo il fruttosio, non viene elaborato come il saccarosio e di conseguenza il nostro corpo lo assimila subito. In questo modo si produce una quantità altissima di trigliceridi (grassi). Possiamo dunque ben capire che invece di far dimagrire fa ingrassare ancor di più.

In che modo ci fa ingrassare?

Blocca la produzione della leptina, ormone che il nostro corpo produce per dare un senso di sazietà. Quindi significa che chi mangia i prodotti light ha ancora più fame di prima. Come se non bastasse, l’eccesso di fruttosio diminuisce il colesterolo buono e aumenta quello cattivo.

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Farina integrale: quale scegliere?

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La farina integrale contiene tutte le proprietà nutritive del chicco del grano, delle quali viene privata durante la sua raffinazione in farina bianca.

Nonostante la farina integrale sia quella da privilegiare, bisogna stare molto attenti a quale tipologia si acquista al supermercato.

Infatti, la farina integrale da privilegiare è principalmente quella biologica, poiché priva di pesticidi e costituita di vera farina integrale. Ovviamente, anche qui bisogna privilegiare la pasta con trafilatura al bronzo, perché anche molte farine biologiche sono raffinate eccessivamente.

Perché parlo di vera farina integrale?

Esiste anche una falsa farina integrale?

Ebbene si!

Sul mercato troviamo molti prodotti che si spacciano per vero integrale, ma in realtà sono come accennato poco fa, farine senza alcuna proprietà nutritiva, poiché raffinate eccessivamente e l’azienda, per ingannare il cliente, mischia la crusca (scarti) in modo tale da farla sembrare integrale. In realtà così facendo il prodotto diventa ancor più pericoloso di prima.

Tutto questi prodotti privi di sostanze nutritive sono garantiti dalla legge 187 del 09 febbraio 2001.

Secondo questa legge un prodotto di può definire integrale quando il suo tasso di minerali è compreso tra l’1,30% e l’1,70% su 100 parti di sostanza secca.

Non valutano, perciò, due fattori fondamentali delle farine integrali:

  • l’indice glicemico che nelle vere farine integrali è molto basso;
  • metodo di lavorazione che non è basato sull’utilizzo di macchinari che eliminano ogni proprietà nutritiva dell’alimento.

La farina raffinata, aumenta il rischio di insorgenza di diabete, malattie vascolari e oncologiche.

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